Soffi cardiaci: come si classificano?

6 Febbraio 2020
I soffi cardiaci si classificano in base all'intensità, al tono e alla localizzazione. Sono generalmente innocui, ma devono comunque essere monitorati.

I soffi cardiaci sono causati da vibrazioni prodotte da turbolenze nel passaggio del flusso sanguigno attraverso il cuore e i grandi vasi. In altre parole, sono suoni che compaiono durante il ciclo del battito cardiaco, producendo un flusso di sangue turbolento nel cuore e in sua prossimità. I suoni dei soffi cardiaci possono essere auscultati con uno stetoscopio.

Tale alterazione può verificarsi sia alla nascita che nel corso del tempo. Nei casi sviluppati alla nascita, si parla di soffi cardiaci congeniti. È bene chiarire che i soffi non sono una malattia, ma devono comunque essere monitorarti in quanto potrebbero favorire la comparsa di un disturbo cardiaco non diagnosticato.

Caratteristiche dei soffi cardiaci

Cuore con stetoscopio
Esistono diverse classificazioni per i soffi cardiaci.

Le caratteristiche dei soffi cardiaci tengono conto della loro intensità, frequenza sonora, localizzazione nel torace e posizione nel ciclo cardiaco, ovvero se si verificano durante la sistole o la diastole.

Il grado di intensità del soffio è determinato dal volume di sangue responsabile della turbolenza nel flusso sanguigno o dal gradiente di tensione che provoca tale turbolenza. È importante specificare che il grado del soffio non si riferisce necessariamente alla gravità della lesione cardiaca.

Come vengono classificati i soffi cardiaci?

La classificazione più utilizzata fu introdotta da Levine nel 1933. Per classificare tale alterazione cardiaca, egli si basava sull’intensità, termine spiegato prima. Secondo Levine, esistono 6 gradi di soffi cardiaci, più o meno intensi:

  • I: si riferisce a soffi deboli e difficili da udire. Sono udibili solo auscultando più cicli cardiaci del paziente.
  • II: soffi deboli, facili da auscultare.
  • III: soffi moderati, non accompagnati da fremito, ovvero da vibrazioni palpabili nella parete toracica provenienti dal passaggio del sangue.
  • IV: sono soffi intensi, accompagnati da fremito.
  • V: si tratta di soffi molto intensi. Possono essere auscultati solo con il contatto del bordo dello stetoscopio sul torace.
  • VI: sono soffi così intensi che possono essere auscultati senza nemmeno appoggiare lo stetoscopio sulla parete toracica.

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Ulteriore classificazione dei soffi cardiaci

Cuore
Nei soffi, influisce anche il fatto che si verifichino durante la sistole o la diastole.

Oltre alla classificazione in base al grado di intensità, i soffi cardiaci si possono raggruppare anche in base ad altre caratteristiche. Se prendiamo in considerazione la durata, essi potranno essere diastolici o sistolici.

Per quanto riguarda la posizione, questa si riferisce al punto in cui il soffio ha la sua massima intensità. Per identificare un soffio, pertanto, si fa riferimento a 6 punti di auscultazione nella parte anteriore del torace:

  • Nel secondo spazio intercostale destro.
  • Dal secondo al quinto spazio intercostale sinistro.
  • Nel quinto spazio intercostale sulla linea medioclavicolare sinistra.

Si possono classificare i soffi anche in base alla loro irradiazione. In questo caso si fa riferimento all’area in cui si irradia il soffio, di norma nella direzione del flusso sanguigno. In riferimento alla tonalità, inoltre, essa può essere bassa, media o alta. Infine, secondo le caratteristiche fonetiche, potrà essere musicale, aspirato o a rollio, tra gli altri.

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Trattamento

Farmaci malattie cardiache
Il trattamento dipende dalla causa sottostante del soffio.

In genere i soffi cardiaci sono innocui, pertanto non richiedono alcun trattamento. In alcuni casi, però, possono essere necessari degli esami di controllo per verificare che non siano la causa di un grave disturbo cardiaco non diagnosticato.

Quando necessario, il trattamento sarà mirato a trattare la causa del soffio. Ad esempio, se i soffi funzionali sono prodotti da malattie come febbre o ipertiroidismo, scompariranno una volta trattata la causa.

A volte le cause dei soffi cardiaci non possono essere trattate con i soli farmaci ed è necessario intervenire chirurgicamente. A seconda della condizione, il medico può raccomandare una delle seguenti alternative per trattare una valvola danneggiata o perforata:

  • Valvuloplastica con palloncino.
  • Anuloplastica.
  • Riparazione del supporto strutturale.
  • Chirurgia a cuore aperto.
  • Riparazione delle valvole di una valvola.

A ogni modo, in caso di sospetto soffio al cuore, è opportuno consultare subito il medico. Questi potrà valutare il problema e stabilire il trattamento più adeguato.

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