Svezzamento del neonato: gli alimenti da introdurre

29 Settembre 2020
Lo svezzamento è un momento cruciale nella vita di un bambino. Bisogna essere molti pazienti perché inizialmente potrebbe rifiutare i nuovi alimenti.

Lo svezzamento del neonato è la fase di integrazione di alimenti diversi oltre il latte materno. Può essere effettuato in età diverse e va sempre affrontato come un’esperienza graduale e amorevole.

È influenzato da diversi aspetti biologici, sociali e culturali. La scienza non ha ancora stabilito come e quando effettuare lo svezzamento del neonato in maniera ideale; è tuttavia ben noto che l’allattamento al seno è indispensabile fino al sesto mese, mentre secondo l’Organizzazione mondiale della sanità non è consigliabile oltre i 2 anni.

Lo svezzamento del neonato è variabile

Nella cultura Inuit, l’allattamento al seno avviene fino ai 7 anni. Nelle culture occidentali, al contrario, l’allattamento prolungato fino a età così inoltrate è un fenomeno raro. Il come e il quando terminare con l’alimentazione esclusiva a base di latte materno è comunque una decisione legata a fattori sociali e alle scelte della singola madre.

Alcuni enti internazionali indicano che l’allattamento al seno dovrebbe estendersi al massimo fino ai 2 anni di età. Raccomandano, inoltre, che il bambino venga nutrito esclusivamente con latte materno fino al sesto mese. Questo perché tale alimento soddisfa i fabbisogni nutrizionali essenziali per questa fase.

Allattamento al seno del neonato.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’allattamento al seno esclusivo fino al sesto mese.

Può interessarvi anche: Il bambino piange dopo l’allattamento: che fare?

Tipi di svezzamento del neonato

Lo svezzamento del neonato può essere di diversi tipi. Quello forzato è necessario qualora sussistano cause mediche o di forza maggiore che impediscono l’allattamento al seno. Ne sono un esempio la separazione prolungata madre-neonato o le malattie infettive.

Lo svezzamento volontario avviene su esigenza del neonato o della madre. Nel primo caso, il bambino rifiuta il seno o perde gradualmente interesse. Nel secondo caso, invece, è la madre a decidere di interrompere l’allattamento al seno per motivi personali o di lavoro.

Occorre tenere presente che il bambino può non accogliere positivamente lo svezzamento se non avviene di sua iniziativa. A ogni modo, si tratta di una fase di transizione che richiede impegno e che andrebbe affrontata gradualmente e con molta pazienza.

Come introdurre i primi alimenti solidi?

Quando e quali alimenti solidi somministrare? In linea di massima, i pediatri indicano che il bambino può iniziare ad assumere alimenti solidi nel momento in cui è in grado di tenere la testa dritta e aprire la bocca quando gli viene avvicinato il cibo, ovvero tra i 4 e i 6 mesi.

Il bambino che non ha ancora provato i cibi solidi potrebbe manifestare qualche difficoltà e persino rifiutare i primi pasti. Si consiglia di iniziare con mezzo cucchiaio alla volta, affinché possa facilmente portare il cibo dalla parte anteriore del cavo orale a quella posteriore. È possibile dargli anche qualche cucchiaio di latte materno prima del pasto, in modo che non percepisca un sapore troppo strano.

Non va bene costringere il bambino a mangiare. Si consiglia di coinvolgerlo con canzoncine o giochi che lo aiutino ad acquisire gradualmente il nuovo compito. E se non mangia a sufficienza, si dovrà integrare con una poppata o con il biberon.

Esistono due modi per introdurre i primi alimenti solidi nella dieta di un neonato: quello tradizionale, che prevede inizialmente pappe e poi alimenti con altre consistenze, e l’autoregolazione del bambino, in cui gli viene permesso di prendere i pezzi di cibo con le manine, metterli in bocca e assaggiarli per adattarsi meglio ai cibi solidi.

Biberon e poppata del neonato.
Lo svezzamento è un processo lungo e che richiede pazienza. Può essere facilitato con l’adozione di integratori a base di latte.

Leggete anche: Dieta per l’allattamento, qual è la più indicata?

Suggerimenti per lo svezzamento del neonato

Lo svezzamento del neonato deve avvenire in modo progressivo. Tale fase, inoltre, è diversa per ogni bambino. Sotto i 12 mesi, andrà effettuato riducendo gradualmente l’assunzione del latte materno, mentre dopo il primo anno di vita, si potranno attuare metodi di distrazione, come giocare o uscire per una passeggiata.

Si consiglia di evitare il “no” secco, gli si potrà dire che avrà la sua poppata una volta rientrati a casa o si dovrà distrarlo con un giocattolo che gli faccia dimenticare, per qualche attimo, la poppata. Se il bambino ha già sviluppato un certo grado di comprensione, si potrà anche negoziare; per esempio, bere il latte materno solo prima di andare a dormire.

È importante segnalare che lo svezzamento del neonato non dovrebbe mai iniziare in momenti cruciali della sua vita, come l’inizio dell’asilo nido, un trasloco recente o l’arrivo di un fratellino. Né durante i cosiddetti scatti di crescita.

Infine, occorre tenere presente che lo svezzamento è un’esperienza stressante per il bambino. Per tale ragione, all’inizio può essere d’aiuto ricorrere agli integratori a base di latte.

  • Odent, M., Cisneros, M. V., & Balbás, M. J. (2007). El bebé es un mamífero. Ob Stare.
  • Oribe, M., Lertxundi, A., Basterrechea, M., Begiristain, H., Santa Marina, L., Villar, M., … & Ibarluzea, J. (2015). Prevalencia y factores asociados con la duración de la lactancia materna exclusiva durante los 6 primeros meses en la cohorte INMA de Guipúzcoa. Gaceta Sanitaria, 29(1), 4-9.
  • International Baby Food Action Network, and UNICEF. “Lactancia materna: una estrategia para mejorar la salud, el crecimiento y la nutrición del lactante y del niño pequeño.” (2004).
  • Castillo Belén, Juan Ramón, et al. “Lactancia materna e inmunidad: Impacto social.” Medisan 13.4 (2009): 0-0.
  • Roy, M. R. (2006). El destete natural. Medicina naturista, (10), 161-167.
  • Díaz-Gómez, N. M. “¿ En qué situaciones está contraindicada la lactancia materna.” Acta Pediatr Esp 63.8 (2005): 321-327.
  • Vidal, A. Viñas. “La lactancia materna: técnica, contraindicaciones e interacciones con medicamentos.” Pediatría Integral 15.4 (2011): 317-328.
  • Díaz-Gomez, M. “Contraindicaciones y falsas contraindicaciones para la lactancia materna.” J. Maldonado, J. Ansótegui, M. Gómez, A. Papí, M. Aguilar, L. Rivera,… & D. Gómez de La Torre (Eds.), Lactancia materna: Guía para profesionales 5 (2004): 107-118.
  • Romero-Velarde, Enrique, et al. “Consenso para las prácticas de alimentación complementaria en lactantes sanos.” Boletín médico del Hospital Infantil de México 73.5 (2016): 338-356.
  • Garibay, Edgar M. Vásquez, et al. “Recomendaciones para la alimentación del niño durante los primeros 23 meses de vida.” Pediatría de México 14.1 (2012): 25-42.