Terapia rivoluzionaria che ha risvegliato un uomo dal coma

· 25 febbraio 2018
Sebbene il paziente non possa ancora interagire con l'ambiente, ha ripreso conoscenza, è sveglio e i suoi occhi reagiscono agli stimoli esterni.

Fa sempre scalpore la notizia di una persona che riprende conoscenza dopo essere stato in coma per diversi anni di coma. Tuttavia, quanto successo di recente in un ospedale francese ha una componente speciale dal punto di vista scientifico, una terapia rivoluzionaria che offre nuove speranze per molti pazienti in questa stessa situazione.

L’evento è accaduto presso l’Ospedale neurologico Pierre Wertheimer di Lione (Francia), o per meglio dire, si è “sviluppato” perché non è stato nulla di spontaneo o casuale.

Il nostro fortunato protagonista ha 50 anni ed era entrato in coma a 35 anni a seguito di un grave incidente stradale. L’Università di Lione insieme a questo ospedale neurologico ha effettuato un interessante esperimento basato sulla semplice stimolazione del nervo vago.

Va detto che è stato un processo lento e che ancora oggi sono previsti ulteriori risultati e progressi; inoltre il paziente soffre ancora di alcuni effetti collaterali e il suo risveglio totale sarà un processo lungo.

Tuttavia, reagisce già a vari stimoli, riesce a mantenere l’attenzione e lo sguardo, girando la testa verso qualsiasi oggetto che attiri il suo interesse.

È solo l’inizio, si tratta della prima fase di un processo graduale che, senza dubbio, porterà presto notizie sorprendenti.

Analizziamo ora su cosa si basa questa terapia alternativa sviluppata da un importante gruppo di medici guidato dal ricercatore dell’Istituto di Scienze Cognitive, Marc Jeannerod.

Terapia rivoluzionaria: risvegliarsi dopo 15 anni

Uomo si risveglia dopo 15 anni di coma

Gli psicologi e gli psichiatri ci dicono spesso che nulla è enigmatico come spiegare che cos’è veramente la coscienza.

Tuttavia, chi ha un parente in stato vegetativo sa perfettamente che trovarsi in queste condizioni è come essere un morto ancora in vita, lontano dalla realtà.

I parametri vitali rimangono costanti, ma immersi in un mondo lontano dove si perde la nozione di umanità.

Va ricordato che questo filo o quest’attività neuronale che delimita l’incoscienza dalla coscienza è spesso molto fragile, ed è proprio questo l’obiettivo di molti scienziati: riportare la persona in stato vegetativo al mondo sensibile, reale e vicino.

Il nervo vago: la chiave del “risveglio”

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Current Biology e la notizia ha fatto velocemente il giro del mondo.

Gli scienziati chiedono prudenza perché, al momento, un unico paziente che è stato sottoposto a questa terapia. Sarebbe necessario,dunque, testarla su più persone con danni cerebrali diversi per valutarne l’effettiva portata.

  • Questa terapia rivoluzionaria si basa sulla stimolazione del nervo vago.
  • Il trattamento in quanto tale si basa sull’applicazione di un piccolo pacemaker nell’area del nervo vago del paziente.
  • Dobbiamo ricordare prima di tutto che il nervo vago collega infinità di nervi, organi e strutture al nostro cervello. È come un canale attraverso il quale sono connesse infinite funzioni che questo nervo “attiva”, guida o indirizza verso una determinata risposta o un’altra.

Gli scienziati, in questo caso, hanno stimolato anche un’area specifica che si connette al nervo vago: la formazione reticolare. Struttura affascinante che, tra le altre cose, regola gli stati di sonno e veglia.

Nervo vago

Era questa la premessa dalla quale era partito il gruppo di neurologi: se avessero stimolato il nervo vago, avrebbero risvegliato i pazienti dallo stato comatoso in cui si trovavano.

I risultati sono stato lenti, ma efficaci. La prima persona in cui è stato testato questo pacemaker si è risvegliata dopo 15 anni lontana dalla realtà, dall’ambiente in cui si trovava e dalla sua famiglia…

Sono necessari ulteriori studi: per il momento “prudenza”

La risposta della comunità scientifica in generale è di essere prudenti. La tecnica rivoluzionaria della stimolazione del nervo vago non è nuova. Infatti, è stata praticata per un breve periodo per curare pazienti epilettici e gravi casi di  depressione.

Tramite essa si ottiene la “riattivazione” della coscienza e dell’attività di molti dei nostri organi, sebbene questa riattivazione sia lieve, molto leggera; quindi, è necessario continuare a lavorare su questa terapia.

Sebbene questa notizia sia apparsa su molti media e giornali sottolineando il fatto che “un paziente in coma si è risvegliato”, ciò non significa che la persona sia autonoma, o men che meno in grado di interagire con l’ambiente circostante.

Il paziente è cosciente, è vero; ma non comunica e non si ha prova che capisca la sua situazione. L’unica attività che ha mostrato finora è limitata al suo sguardo: si sofferma, osserva, guarda e sembra avere un interesse speciale quando la sua famiglia legge qualcosa per lui.

Sguardo

Come abbiamo detto, è molto difficile spiegare esattamente cos’è la coscienza. Questa ha indubbiamente diversi stadio, diversi livelli, ed è quindi lecito dire che il paziente in questione si trova ancora al primo.

Mancano pochi passi per raggiungere il completo risveglio, per essere in grado di comunicare e connettersi veramente con gli altri e con l’ambiente circostante. Speriamo che ci riesca con il tempo e la stimolazione adeguata. Aspetteremo ulteriori notizie relative alla terapia del nervo vago nei pazienti in stato vegetativo.

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