Trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti?

22 Aprile 2020
Attualmente non sono disponibili informazioni sufficienti in merito alla possibilità di trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti dall'infezione. In attesa di nuovi dati, si consiglia di continuare a seguire le misure di prevenzione attiva per due settimane dalla scomparsa dei sintomi.

Dopo aver analizzato diversi casi, gli scienziati cinesi sono giunti alla conclusione che non esistono prove sufficienti che indichino che si può trasmettere il Covid-19 una volta guariti. Nonostante ciò, una ricerca segnala che le tracce del virus permangono nelle feci per un considerevole lasso di tempo.

Finora si sa che la totale scomparsa del virus dall’organismo si verifica in periodi di tempo variabili, che cambiano di caso in caso. In alcuni pazienti non c’è traccia del Coronavirus già due giorni dopo che la malattia è stata superata. In altri, invece, il virus permane fino a otto giorni dalla scomparsa dei sintomi.

Qualunque sia la durata di questo lasso di tempo, non sappiamo se sappiamo con certezza se è possibile trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti o meno. È dunque necessario seguire tutte le precauzioni specifiche, anche quando non si presenta più alcun sintomo della malattia.

Trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti?

Uno studio condotto da scienziati cinesi e pubblicato sulla rivista American Journal of Respiratory and Clinical Care Medicine indica che non si sa ancora se è possibile trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti. Lo studio si basa solamente su 16 pazienti, motivo per cui le conclusioni a cui si è giunti devono essere considerate provvisorie.

I 16 pazienti che hanno partecipato allo studio sono stati curati in un ospedale di Pechino e sono stati dimessi tra il 28 gennaio e il 9 febbraio del 2020. Tutti questi pazienti, tranne uno, hanno presentato un periodo di incubazione del virus di cinque giorni. In media, hanno manifestato sintomi durante un lasso di tempo di otto giorni.

Per abbandonare completamente i loro organismi, il Coronavirus ha impiegato un tempo medio compreso tra uno e otto giorni. Gli scienziati non sanno se durante questo lasso di tempo esiste ancora la possibilità di contagiare altre persone, ma la semplice esistenza di questo dubbio rappresenta un invito alla prudenza.

Il Dottor Lokesh Sharma della Facoltà di Medicina di Yale, coautore dello studio, ha suggerito che, probabilmente, i casi più gravi potrebbero richiedere un tempo più lungo prima di raggiungere la completa eliminazione del virus.

Tampone Covid positivo
Il coronavirus presenta un periodo di incubazione; poi si manifesta la malattia vera e propria e, infine, avviene la guarigione.

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La persistenza nell’intestino

Anche un altro studio pubblicato su The Lancet prende in esame la possibilità di trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti. La ricerca indica che il virus continua a replicarsi attivamente all’interno dell’intestino, anche quando non è più presente alcun sintomo.

Aggiunge anche che sono state rinvenute tracce del virus nelle feci fino a cinque settimane dopo la remissione dei sintomi. I pazienti nei quali è stato osservato questo fenomeno avevano dato esito negativo in seguito ai test eseguiti su campioni di secrezioni prelevate dal naso o dalla gola.

In merito a questo aspetto, lo studio afferma: “Tenendo conto della presenza nelle secrezioni intestinali del virus SARS-CoV e del MERS-CoV, nonché della capacità di rimanere attivi in condizioni che potrebbero agevolare la trasmissione oro-fecale, è possibile che anche il SARS-CoV-2 possa trasmettersi attraverso questo mezzo”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), da parte sua, ha segnalato che non esiste alcuna prova dell’esistenza di questo genere di contagio. In uno dei suoi comunicati, ha affermato quanto segue: “Fino a oggi, solo uno studio ha realizzato una coltura da un unico campione di feci, senza che si siano avute notizie in merito a una trasmissione oro-fecale del Covid-19”.

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Quali precauzioni bisogna adottare

Uomo con la mascherina che guarda dalla finestra
Le raccomandazioni generali indicano di proseguire la quarantena per altri 14 giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Non esiste la certezza assoluta che sia possibile trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti. Visti i dubbi, tuttavia, si raccomanda caldamente di osservare la massima precauzione. Le persone guarite da poco dovrebbero essere trattate con la stessa cautela riservata ai pazienti nei quali la malattia è ancora attiva.

Gli esperti suggeriscono che chi supera la malattia deve osservare la quarantena per almeno 14 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Alcune persone ritengono eccessivo questo lasso di tempo, ma considerati i rischi, è preferibile peccare per eccesso che per difetto.

In merito alla questione della trasmissione per mezzo delle feci, gli esperti consigliano di osservare precauzioni rigide nella gestione delle feci dei pazienti infetti. Se si trovano a casa, è bene che dispongano di un bagno solo da loro.

Dovrebbero essere disinfettate anche le acque residue degli ospedali. Allo stesso modo, come d’altra parte dovrebbe essere fatto in ogni circostanza, l’ideale è osservare la massima igiene nell’uso dei bagni. Se bisogna necessariamente usare un bagno pubblico, si consiglia di risciacquare il water con acqua e cloro.

Evitare di trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti

L’intera società fa appello alla responsabilità dei pazienti che vengono dimessi dopo un’infezione da Coronavirus. Evitare di trasmettere il Covid-19 dopo essere guariti dovrebbe fare parte dei doveri della persona nei confronti di familiari, amici, vicini e abitanti della zona in cui risiede.

  • Chang, De, et al. “Time Kinetics of Viral Clearance and Resolution of Symptoms in Novel Coronavirus Infection.” American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine ja (2020).
  • Regino, William Otero, et al. “Procedimientos endoscópicos y pandemia COVID19. Consideraciones básicas.” Revista Colombiana de Gastroenterología 35.1 (2020): 65-75.
  • Rampelli, Simone, et al. “Retrospective Search for SARS-CoV-2 in Human Faecal Metagenomes.” Available at SSRN 3557962 (2020).