Trittico o trazodone: in quali casi è indicato?

Il trazodone, commercializzato con il nome di Trittico, è un antidepressivo inibente che causa sonnolenza, specialmente a inizio trattamento. Come agisce? Quali sono i suoi effetti collaterali? Scopritelo!
Trittico o trazodone: in quali casi è indicato?

Ultimo aggiornamento: 21 gennaio, 2021

Il Trittico è un medicinale impiegato soprattutto per combattere la depressione. Il suo principio attivo è il trazodone, sostanza psicoattiva che appartiene al gruppo dei medicinali definiti antidepressivi e commercializzato sotto forma di pillole per somministrazione orale.

In quali casi viene prescritto il Trittico? Quali sono i suoi effetti collaterali? Ne parliamo in dettaglio nelle righe che seguono.

In quali casi si usa il Trittico?

Il Trittico è un antidepressivo inibente che causa sonnolenza, soprattutto durante le prime fasi del trattamento. Viene impiegato per il trattamento di episodi depressivi maggiori e stati misti di depressione e ansia

Aiuta a tenere sotto controllo la depressione, ma non la cura. Possono volerci due o più settimane prima di notare i primi effetti. Si sconsiglia di interrompere bruscamente l’assunzione del Trittico per evitare i sintomi da astinenza.

In alcuni casi, il Trittico può essere somministrato anche a soggetti affetti da insonnia, ansia o schizofrenia. Quest’ultima è una malattia mentale che scatena pensieri alterati e insoliti, perdita di interesse nei confronti della vita e altre emozioni invalidanti.

Questo farmaco può essere somministrato anche per trattare gli spasmi muscolari incontrollati, effetto collaterale dovuto all’assunzione di altri medicinali.

Uomo depresso con mani giunte.
Il trittico è un antidepressivo impiegato come parte del trattamento per l’insonnia, l’ansia e la schizofrenia.

Come assumere il trazodone?

La dose giornaliera iniziale è di 100-150 mg, da prendere dopo i pasti più volte al giorno. In alternativa, si può assumere un’unica dose una volta al giorno prima di andare a dormire. La dose assunta può essere aumentata gradualmente fino a un massimo di 400 mg al giorno.

In generale, la dose può essere aumentata di 50 mg al giorno ogni tre o quattro giorni. Nel caso di un paziente ricoverato, è possibile arrivare alla dose massima pari a 600 mg al giorno da assumere in diversi momenti della giornata.

Una volta stabilita la dose adeguata di Trittico, questa va mantenuta per almeno quattro settimane. Successivamente andrà ridotta in modo graduale a seconda della risposta terapeutica.

Il trattamento continua finché il paziente non dimostra di stare bene per un periodo che va dai quattro ai sei mesi consecutivi. La dose viene quindi ridotta gradualmente fino a sospendere il trattamento.

Cosa fare in caso di overdose?

In caso di overdose o ingerimento accidentale, consultate subito il medico o recatevi al pronto soccorso più vicino indicando il medicinale e la quantità ingerita.

I sintomi più frequenti legati a un consumo eccessivo di trittico sono sonnolenza, giramenti di testa, nausea e vomito. Nei casi più gravi il paziente può entrare in coma, avere convulsioni, iponatriemia (bassa concentrazione di iodio nel sangue), ipotensione, tachicardia e insufficienza respiratoria.

E se mi dimentico di assumere una dose?

Se avete dimenticato di prendere una pillola, potrete recuperare non appena ve ne ricordate. Se vi viene in mente quando è quasi l’ora della seguente dose, prendetene una soltanto. Non cercate di compensare con una dose doppia.

Ragazza stanca con antidepressivi.
Se si dimentica una dose di trazodone, non bisogna raddoppiare la dose successiva

Possibili effetti collaterali del Trittico

Come altri medicinali, anche il Trittico può causare alcuni effetti indesiderati. Rivolgetevi al medico o al pronto soccorso più vicino se accusate i seguenti effetti:

  • Gonfiore alle mani, ai piedi, alle caviglie, al volto, alle labbra o alla gola. Si potrebbe trattare di una reazione allergica.
  • Erezione dolorosa del pene, senza connessioni sessuali, che non va via.
  • Colorazione giallognola della pelle o degli occhi.
  • Infezioni frequenti dovute a un disturbo del sangue (agranulocitosi).

Possono compare lividi con maggiore frequenza rispetto al solito, probabilmente a causa di un altro problema al sangue detto trombocitopenia.

Infine, se accusate dolore o verificate gonfiore all’addome, così come vomito o stitichezza, potrebbe trattarsi di un disturbo digestivo.

Altri effetti collaterali del trittico

È importante contattare urgentemente il medico se si presentano i seguenti effetti secondari:

  • Pensieri autolesionisti.
  • Convulsioni o attacchi.
  • Eruzioni o sensazioni strane alla pelle come torpore, crampi ai muscoli o battito cardiaco accelerato.
  • Difficoltà a camminare o respirare.
  • Inappetenza e dimagrimento.
  • Ritenzione idrica che può causare gonfiore alle braccia o alle gambe.
  • Movimenti muscolari involontari, soprattutto di braccia e gambe.

Conclusioni

Il trittico è un medicinale dagli effetti antidepressivi. Assunto in dosi basse è utile per trattare alcuni disturbi del sonno, come l’insonnia. Non dimenticate che è fondamentale la supervisione del medico.

Potrebbe interessarti ...
Antidepressivi e alcol: una combinazione da evitare
Vivere più saniLeggilo in Vivere più sani
Antidepressivi e alcol: una combinazione da evitare

Molte persone combinano farmaci antidepressivi e alcol ignare del fatto che può avere gravi conseguenze per la salute. A volte fatali.



  • Vademecum. (2016). Trazodona.
  • Chica-Urzola, H. L. (2015). Trazodona en el trastorno del comportamiento del sueño MOR. Revista Colombiana de Psiquiatria. https://doi.org/10.1016/j.rcp.2015.04.004
  • Alcántara-López, M. G., Gutiérrez-García, A. G., Hernández-Lozano, M., & Contreras, C. M. (2009). Trazodona, un antidepresivo atípico con propiedades ansiolíticas y sedantes. Archivos de Neurociencias.
  • Jaffer KY, Chang T, Vanle B, et al. Trazodone for Insomnia: A Systematic Review. Innov Clin Neurosci. 2017;14(7-8):24–34. Published 2017 Aug 1.
  • Generali JA, Cada DJ. Trazodone: Insomnia (Adults). Hosp Pharm. 2015;50(5):367–369. doi:10.1310/hpj5005-367