7 azioni che ti fanno sembrare un cattivo leader

Un cattivo leader non danneggia solo il team di lavoro, ma l'effetto è a cascata su tutta l'organizzazione. Quali sono le principali caratteristiche?
7 azioni che ti fanno sembrare un cattivo leader

Ultimo aggiornamento: 13 dicembre, 2021

La leadership nelle organizzazioni è un aspetto ampiamente studiato e considerato in diverse discipline. La sua influenza sulle prestazioni del team di lavoro è fondamentale. Sebbene siano molti fattori a intervenire, le azioni che rendono un leader buono o cattivo sono in grado di stravolgere completamente i risultati.

Esiste un solo modo di essere leader? No, non esiste una ricetta universale su come esercitare una leadership positiva. Ma ci sono alcuni comportamenti da evitare.

Azioni che ti fanno sembrare (ed essere) un cattivo leader

Un buon leader è un tassello fondamentale in un’organizzazione, poiché non è solo colui che guida la sua squadra, ma è anche capace di essere mediatore tra i manager, il raggiungimento degli obiettivi, le persone e il contesto. In altre parole, un leader è come un giocoliere che deve essere in grado di articolare le richieste e le esigenze dei diversi elementi che intervengono nel funzionamento di un’organizzazione.

Ecco alcune delle azioni che hanno un impatto negativo sulla leadership. Scoprite se siete su questa strada ed eventualmente correggetevi.

1. Non ascoltare

Un leader deve essere il primo ad essere ricettivo, capace di ascoltare sia le esigenze del suo team sia di accettare suggerimenti e critiche costruttive. Un cattivo leader è colui che conosce solo i propri metodi, colui che sa tutto.

Così facendo, blocca la sua crescita e quella della squadra, non valorizzando altri contributi o facilitando la pluralità di idee. Chi guida sa che tutte le voci hanno valore e possono aiutare a gestire meglio il proprio lavoro.

Chi non ascolta è di solito caratterizzato da mancanza di comunicazione o da una comunicazione autoritaria, tanto da finire per essere un leader assente o a porte chiuse. Non comunicando, non c’è chiarezza sulla direzione o sulle aspettative.

Il leader autoritario è un cattivo leader.
Una leadership autoritaria che non lascia spazio al dialogo non porta da nessuna parte. Al contrario, complica il lavoro.

2. Non condividere le informazioni

Riservare le informazioni per tua comodità è qualcosa che ti rende sicuramente un cattivo leader. Un buon leader, invece, sa individuare il momento giusto per comunicare determinati dati alla sua squadra, ma non a proprio vantaggio.

3. Non riconoscere il lavoro degli altri

Un cattivo leader non tollera gli errori e non è assertivo quando deve criticare o richiamare l’attenzione su un inconveniente. Al contrario, un buon leader riconosce che chiunque può commettere errori, e li coglie come un’opportunità di miglioramento.

4. Non fidarsi della squadra

Un cattivo leader diffida delle capacità della sua squadra, quindi assume un atteggiamento di controllo nei confronti dei compiti che assegna o addirittura non sa delegare. Il controllo assoluto non ha nulla a che fare con il monitoraggio realizzato per accompagnare o sollevare dubbi.

Quest’ultimo è un atteggiamento considerato positivo, poiché il leader deve accompagnare e sostenere, oltre che fungere da riferimento. Deve trovare un equilibrio tra essere presente e lasciare abbastanza spazio alla sua squadra per imparare a svolgere i compiti in modo autonomo.

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5. Incapacità di affrontare i problemi

Un buon leader conosce se stesso, sa identificare i punti di forza e di debolezza su cui deve lavorare. Inoltre, comprende l’importanza di creare un buon clima sul posto di lavoro, quindi è interessato a gestire le proprie emozioni e quelle della sua squadra, evitando di comportarsi come se nulla stesse accadendo.

6. Vedere solo i risultati

L’unica cosa che interessa a un cattivo leader è classificare le cose come realizzate o meno. Si concentra esclusivamente sugli obiettivi, dimenticando di lavorare con le persone e trascurando i processi. Pertanto, ai suoi occhi tutto è insufficiente.

7. Confondere la leadership con eccessiva sicurezza

Un cattivo leader crede che per conquistare la sua squadra, abbia bisogno di essere un amico. Ecco perché a volte pecca di eccessiva sicurezza o incapacità di mettere dei limiti. Allo stesso modo, non  esercita una buona leadership chi fa battute o commenti di cattivo gusto, approfittando della propria posizione.

Il buon leader sa essere gentile e assertivo. Questo non impedisce di essere professionale. Un buon leader non confonde l’autorità con l’autoritarismo o la simpatia con l’informalità.

In che modo un cattivo leader influisce su un’azienda?

Ognuna di queste azioni ha un impatto diretto, non solo su una scarsa o cattiva percezione di chi esercita la leadership, ma anche su ogni singolo dipendente. Ne risentiranno la motivazione e l’impegno, oltre che l’ambiente di lavoro, arrivando anche a casi di assenteismo.

Quindi, trovare un cattivo leader, qualcuno che non gestisce o è autoritario, che non dà indicazioni chiare per la sua squadra o che è disorganizzato, non dovrebbe essere considerato un problema da poco per un’azienda. Deve essere affrontato il prima possibile per evitare conseguenze peggiori.

Leadership assertiva.
La leadership assertiva incoraggia la partecipazione dell’intero team al progetto per raggiungere gli obiettivi.

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Un buon leader non pensa individualmente

Chi si distingue per la leadership sa che il lavoro non si fa mai da soli. Capisce che esistono qualità e abilità personali, ma sa che deve anche fare affidamento sul team per raggiungere gli obiettivi.

Un buon leader non ha bisogno di mettere in ombra la sua squadra per brillare, anzi: vuole che anche le persone intorno a lui possano emergere. Capisce che la crescita non è per pochi. Se le persone intorno a lui lavorano bene, i benefici sono per tutti.

Ma soprattutto chi è al timone si distingue perché sa che la leadership è apprendimento, è un processo che significa costruire il proprio stile. E utilizza tutte le risorse per riuscirci.

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