Imparare a gestire le emozioni sin da piccoli

6 Settembre 2019
Le emozioni sono la sostanza che addolcisce o che amareggia la nostra vita. Imparare a gestirle e a esprimerle in modo sano è fondamentale. Insegnare ai nostri figli come riuscirci è una delle più grandi eredità che, in quanto genitori, possiamo lasciare loro.

A partire dai 2 anni qualunque bambino può essere indirizzato verso il percorso con cui imparare a gestire le emozioni. Che compito arduo! Se a noi adulti costa fatica gestire in modo intelligente le emozioni che proviamo, come possiamo insegnare ai nostri figli a controllare le loro?

Per prima cosa, ponetevi la seguente domanda: “quante volte i miei figli mi hanno visto perdere la pazienza dinnanzi al traffico bloccato?”, “Quante volte mi hanno visto interrompere qualcuno che stava parlando o mi hanno sentito mentire?”. Adesso facciamo al contrario: “Quante volte ho visto i miei figli prendersi gioco della sorella o mentire pur sapendo che è sbagliato e che disapprovo?”.

Sia nel caso dei bambini che in quello degli adulti, le risposte sono le stesse: si sono lasciati trasportare dall’emozione che li pervadeva in quel momento. Ovviamente, sarà capitato a chiunque a un certo punto della propria vita, a prescindere dall’età. L’importante è capire che imparare a gestire le emozioni è parte fondamentale dell’equilibrio mentale ed emotivo.

Conoscere, riconoscere e imparare a gestire le emozioni

Oggigiorno, il processo educativo che viviamo con i nostri figli ci richiede anche di aiutarli a imparare a gestire le emozioni. Un bambino che riesce a gestire le proprie emozioni migliora molti aspetti della sua vita. Ad esempio.

  • Presterà più attenzione.
  • Studia di più e ottiene più successi scolastici.
  • È più predisposto a risolvere i conflitti con i propri pari.
  • Si comporta meglio.
  • Si preoccupa di più per gli altri.

Come riuscirci? Il segreto sta nel conoscere, riconoscere e imparare a gestire le emozioni. In psicologia vengono individuate 6 emozioni di base: la paura, la sorpresa, l’avversione, l’allegria, la tristezza e l’ira. Eppure, alcuni studi ne riconoscono molte altre, alcuni fino a più di 300. Ma non chiederemo così tanto ai nostri figli. Iniziamo dalle basi.

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Strategie per imparare a gestire le emozioni

Bambino che gioca con le forbici e la cera

Alcune delle strategie cui possiamo ricorrere per insegnare ai nostri figli a gestire le emozioni sono:

Riconoscere le emozioni

A 5 anni un bambino deve saper comunicare se si sente triste o arrabbiato, esprimerlo e agire in modo costruttivo. A 10-11 anni le emozioni sono più complesse, ma deve comunque imparare a individuarle. Aiutate i vostri figli a esprimersi e a riconoscere le loro emozioni mediante espressioni come le seguenti:

  • “Ci siamo divertiti a casa della nonna. Eri felice”.
  • “Capisco che sei triste perché tua sorella non vuole giocare con te”.

Fare chiarezza sulle aspettative

Evitate sorprese che possano scatenare una reazione iraconda: è bene che i vostri figli sappiano cosa li aspetta, che si tratti di un’attività che amano o meno. Inoltre, siate fermi nelle vostre decisioni. Ad esempio:

  • “Andiamo a casa della zia perché devo parlarle. Porta con te dei giochi per intrattenerti mentre noi conversiamo”.
  • “Voglio che tu sappia che tra qualche minuto ce ne andremo dal parco, perché dobbiamo tornare a casa”.

Prendersi una pausa

Bimbo che dorme con orsacchiotto

Preparate uno spazio tranquillo e confortevole in casa, con cuscini o elementi decorativi, dove vostro figlio possa rifugiarsi per pensare e per rilassarsi quando le cose non vanno come aveva sperato. In questo modo saprà che avete a cuore i suoi sentimenti.

Fare il gioco dell’autocontrollo

Per imparare a gestire le emozioni, è importante avere pazienza e aspettare. Durante una passeggiata, scegliete una parola che indicherà ai vostri figli che dovranno fermarsi e aspettare (dovrà rimanere immobile) finché non pronuncerete la parola che permetterà loro di muoversi nuovamente.

Sviluppare l’empatia

Invitateli a immedesimarsi con gli altri, a immaginare di vivere le loro situazioni. Lo stesso dovrete fare voi. Le domande sono una grande risorsa per farli riflettere su quello che provano e sul loro comportamento. Ad esempio:

  • “So che hai fame e che vuoi mangiare. Anche io mi infastidisco quando ho fame, ma dobbiamo aspettare la mamma”.
  • “Come credi che si senta tua sorella dopo che le hai gridato in quel modo?”.

Ricompensa ed elogio

Padre e figlia cucinano insieme

Rafforzate i comportamenti positivo con l’affetto. Non dovete premiare con oggetti o regali, basta che il bambino capisca che notate quando si controlla e che siete orgogliosi di lui. Ad esempio:

  • “Che bravo, non mi hai interrotto mentre parlavo al telefono. Apprezzo che tu mi abbia aspettato”.
  • “Grazie per avermi aiutato ad apparecchiare. Ora puoi scegliere cosa vuoi per merenda”.

Azioni e conseguenze

Meglio dialogare e scendere a patti che rispondere con aggressività o violenza. Se il bambino si comporta male con qualcuno, deve imparare a chiedere scusa. Allo stesso modo, deve imparare a perdonare quando si comportano male con lui. Le azioni hanno delle conseguenze, quindi deve capire  che è meglio prendere sagge decisioni. Ad esempio, potete dirgli cose come:

  • “È ancora tuo amico, anche se non ti ha prestato il giocattolo”.
  • “Anche se ti ha colpito, puoi perdonarlo e continuare a essere suo amico”.

Dare l’esempio

Quando i nostri figli perdono il controllo, dobbiamo dimostrare loro che siamo capaci di controllarci. Nessuna parola avrà più effetto di quello che dimostreremo con le nostre azioni. Se gridiamo, imparerà a rispondere gridando. Se parliamo loro con calma e con tono pacato, impareranno che possono gestire la loro rabbia in qualunque momento.

Fare pratica insieme per imparare a gestire le emozioni

Educare i figli su come imparare a gestire le emozioni

In base alle situazioni che lo infastidiscono (che non gli abbiano prestato dei giocattoli non suoi, ad esempio), potete esercitarvi insieme sul modo migliore di reagire. Aiutatelo anche a individuare la reazione sbagliata. Fare pratica aiuterà i vostri figli a controllarsi al meglio quando si presenta una situazione che li ferisce.

Parlare con calma

Quando hanno un problema o una situazione li affligge, i bambini devono imparare a parlare senza perdere la calma. Per esprimersi senza lasciarsi sopraffare o travolgere dalle emozioni, il nostro esempio è fondamentale. Potremmo dire loro cose del tipo:

  • “Anche io sono infastidito perché sto litigando con te; ma tranquillizzati, calmati e poi spiegami cosa è successo”.
  • “Anche io sono stanco, ma possiamo riposarci un po’ e poi continuare”.

Abbracciarli

Non lasciateli soli con le loro emozioni. Dimostrate ai vostri figli che tenete in considerazione le loro delusioni e frustrazioni. Abbracciateli per farli sentire capiti e amati. Quella fiducia e quella sicurezza nel vostro amore li aiuteranno a gestire meglio le loro emozioni.

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Tutto passa, bisogna solo imparare a gestire le emozioni

Mamma e figlia affettuose per imparare a gestire le emozioni

I sentimenti negativi sono dolorosi, ma passano. La rabbia, la tristezza, la delusione, la frustrazione, tutto quello che ci fa stare male non dura per sempre. Dinnanzi a essi, possiamo dire qualcosa del tipo:

  • “Adesso stai male, ma ti garantisco che tra qualche minuto starai meglio”.
  • “Capisco che ti senta infastidito, e persino che tu abbia voglia di piangere, quindi fallo. Dopo ti sentirai bene”.

Dedicare tempo ai propri figli

I vostri figli devono sapere che c’è un momento della giornata che dedicherete ad ascoltare i loro problemi e le loro preoccupazioni, anche quando sarete stanchi, vi sentirete sopraffatti o infastiditi. Dovrete superare queste difficoltà e dedicare loro del tempo. Potreste dirgli:

  • “Raccontami come è andata la tua giornata a scuola”.
  • “Ti sei divertito a casa dei tuoi cugini?”

Riflessione: imparare a gestire le emozioni

Le emozioni illuminano o rabbuiano il cammino della vita. Aiutare i nostri figli a conoscere e gestire le emozioni è uno dei regali più grandi che possiamo fare loro, per il loro benessere generale.