Abitudini da evitare quando si soffre di ansia

Esistono una miriade di raccomandazioni per far fronte all’ansia. Frasi come “Non esagerare tanto”, “Rallenta” o “Devi fare dei cambiamenti” sono espressioni che ci riempiono la testa, ma che in realtà non ci servono a molto. Dovremmo conoscere, piuttosto, le abitudini da evitare quando si soffre d’ansia.

Il motivo per cui abbiamo smesso di essere ricettivi a tutti suggerimenti è che la nostra mente lavora a un altro livello, la sua attenzione è delimitata e sotto la morsa di preoccupazioni eccessive, negatività e mancanza di autocontrollo. In questo stato, è molto difficile rallentare il ritmo.

A volte anche durante le vacanze ci sentiamo esausti e talmente fuori di noi da avere addirittura un attacco di ansia.

D’altra parte, è necessario sapere che molte delle strategie che adottiamo per affrontare l’ansia si limitano solo a placarne i sintomi, non vanno alla radice del problema.

Meditare, andare a fare una passeggiata o prendere un ansiolitico sono tutte cose che ci aiutano a calmare i sintomi, ma ciò che fa scattare la nostra ansia è ancora dentro di noi.

È indispensabile sapere anche che cosa non bisogna fare quando si soffre di ansia, quali sono le abitudini da evitare per recuperare la serenità.

In questo modo conosceremo molto meglio questo “demone” interiore, così da controllarlo, indebolirlo e prendere il controllo della nostra vita.

Abitudini da evitare quando si soffre d’ansia

1. Non continuare a rimuginare

DOnna che continua a rimuginare sulle cose e a pensare

Fermatevi, rompete il circolo di questi pensieri persistenti che nel corso della giornata vi privano di equilibrio e calma.

Dobbiamo capire quando un pensiero, un’immagine, una frase o una memoria comincia a essere persistente nella nostra testa. Quando ce ne accorgiamo, l’ideale è spostare la nostra attenzione su qualcosa di più rilassante e positivo.

Fare sport, colorare dei mandala o parlare con qualcuno ci può essere d’aiuto.

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2. Non evitare, non scappare

Forse il vostro lavoro vi causa talmente tanta ansia che avete deciso di chiedere un congedo. Forse i problemi con il vostro partner sono molti e preferite passare più tempo lontani da casa, rientrare tardi…

Tutti questi sono modi semplici per scappare da ciò che preoccupa e incupisce. Tuttavia, si tratta di una delle abitudini da evitare assolutamente se si soffre d’ansia. Non bisogna mai rimandare a domani il disagio che si prova oggi. Facendolo, continueremo ad accumulare sempre più preoccupazioni, ansie e frustrazioni formando un cumulo che non lascerà spazio a nient’altro.

3. Non anticipare cose che non sono ancora accadute

Donna mentre pensa in anticipo a cose che devono ancora succedere

Se faccio questo, succederà quest’altro. Se dico questo, succederà quello. Se cambio questa cosa, di sicuro non si verificherà quello che voglio…

Se questo genere di pensieri vi risultano familiari, tenere a mente che è un tratto distintivo della forma di ansia più nociva e limitante di cui possa soffrire l’essere umano. Un’ansia in cui il pensiero catastrofista impedisce di vivere pienamente e in modo ricettivo.

Nessuno ha la sfera di cristallo per sapere cosa può o non può accadere domani. Quindi concentriamoci sul presente e controlliamo la negatività.

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4. Non “monitorare” sempre, lasciarsi trasportare…

Chi ha sofferto di un attacco di ansia teme che gli capiti di nuovo. A volte sviluppa una tale angoscia che è proprio questa paura a incoraggiare nuovi attacchi.

Dobbiamo evitare di monitorarci così tanto, di essere in balia delle nostre palpitazioni, della nostra frequenza cardiaca, del pensiero che se entriamo lì ci innervosiremo e se facciamo questo perderemo il controllo…

Dobbiamo permettere a noi stessi di avere una maggiore apertura e fiducia, affrontando quello che ci spaventa, perché è proprio dietro quei confini che si trovano la tranquillità e l’equilibrio.

5. Non bisogna voler vivere senza ansia, non è questa la soluzione

Donna pensierosa che vorrebbe vivere senza ansia

Si tratta di una delle abitudini da evitare assolutamente se si soffre d’ansia e un errore molto comune: pensare che l’ansia sia di per sé un nemico da scansare a tutti i costi.

Il segreto è convivere con l’ansia senza concederle il totale controllo su di noi. Dobbiamo capire che questa emozione è parte dell’essere umano, ci aiuta a evitare i rischi, a sopravvivere e anche ad avere l’energia e la motivazione necessarie per ottenere quello che vogliamo.

Tuttavia, quando si trasforma in un’mozione paralizzante, che toglie il respiro, che ci strappa il controllo e la felicità, bisogna fare qualcosa. Dobbiamo trovare la radice del problema, sederci per avere una conversazione con noi stessi e trasformare l’ansia negativa in positiva.

6. Persone da non frequentare

Può sembrare strano, ma a volte il fulcro della nostra ansia può partire da una persona in particolare che giorno dopo giorno ci sottrae felicità.

Forse è il nostro partner, questo amore così complicato e dannoso che ci trasforma in qualcuno che non siamo. Può anche essere un intero contesto, come un ambiente di lavoro in cui non riusciamo ad adattarci. Può essere anche il nostro nucleo famigliare, in cui ci sentiamo fuori posto o violati.

La cosa migliore in questi casi è individuare le fonti della nostra ansia e stabilire le possibili soluzioni o i meccanismi di azione per risolvere il problema.

7. Non smettere di vivere, l’ansia priva del tempo di qualità

Donna che decide di non smettere di vivere per colpa dell'ansia

Anche se non ce ne rendiamo conto succede spesso. L’ansia ci priva della vita, del desiderio, delle ambizioni e persino dell’identità.

Ci trasforma in persone diverse, qualcuno che non ci piace e che non somiglia per niente a chi eravamo prima.

Non dobbiamo permetterlo, non dobbiamo lasciare che questa ladra di identità e di felicità ci lasci senza niente. Prendiamo il sopravvento, riprendiamo le redini e immergiamoci nel nostro mondo interiore per trovare il problema e le possibili soluzioni.

Ricordiamo anche che per gestire l’ansia è necessario ricorrere a un approccio multidimensionale. I farmaci sono utili, ma dobbiamo anche includere la terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento e un buon supporto da parte dei nostri cari.

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