Ablazione endometriale: cos'è e quando si esegue?

L'ablazione endometriale riduce la fertilità, dunque le probabilità di gravidanza. Nella maggior parte dei casi è una procedura sicura ed efficace.
Ablazione endometriale: cos'è e quando si esegue?

Ultimo aggiornamento: 23 luglio, 2021

L’ablazione endometriale è un intervento chirurgico eseguito per asportare l’endometrio. Quest’ultimo è il rivestimento dell’utero in cui, in condizioni normali, si annida l’embrione.

Durante il ciclo mestruale, l’endometrio si inspessisce a causa dell’azione degli ormoni estrogeni e del progesterone. In assenza di fecondazione, l’endometrio, insieme al sangue e al muco, si tramuta nel flusso mestruale che viene espulso una volta al mese.

Lo scopo dell’ablazione endometriale è ridurre il flusso mestruale quando eccessivo o troppo prolungato. L’intervento si può eseguire in ambulatorio medico o chirurgico.

Quando è consigliata l’ablazione endometriale?

Donna con dolori genitali.
L’ablazione endometriale si effettua in caso di mestruazioni abbondanti, prolungate o a intermittenza.

In linea generale, l’ablazione endometriale si esegue in caso di menorragia nella donna. Si tratta di una condizione per cui le mestruazioni sono molto abbondanti e prolungate o in presenza di sanguinamento tra due cicli mestruali. Nei casi più gravi, può arrivare a incidere sulla vita di tutti i giorni o provocare anemia.

Il sanguinamento viene ritenuto eccessivo quando la donna è costretta a cambiare tutte le ore i dispositivi sanitari usati (assorbenti igienici o tamponi). Si definisce prolungato se dura più di sette giorni. In entrambi i casi, è possibile risolvere il problema ricorrendo all’ablazione endometriale.

È una procedura sconsigliata per le donne che desiderano restare incinte, poiché ostacola la fecondazione. In molti casi non la impedisce, ma provoca aborto spontaneo o una gravidanza ad alto rischio.

L’ablazione endometriale non è consigliata neanche alle donne dopo la menopausa o che presentano una delle seguenti condizioni:

  • Malattia infiammatoria pelvica in atto.
  • Cancro all’utero.
  • Anomalie varie dell’utero, a discrezione del medico.

Preparazione previa

È molto importante raccogliere tutte le informazioni del caso prima di procedere con l’ablazione endometriale. Potrebbe essere necessario firmare un consenso prima dell’intervento. Di norma, prima dell’operazione si realizzano le seguenti azioni:

  • Test di gravidanza. L’intervento non può essere realizzato in caso di donna incinta.
  • Biopsia dell’endometrio per scartare la presenza di tumore all’utero.
  • Riduzione dell’endometrio. L’ablazione endometriale avrà maggiore successo se il rivestimento è più sottile. Ciò è possibile a seguito dell’azione di alcuni farmaci o tramite una procedura di dilatazione e raschiamento.
  • Valutare possibile anestesia. Può essere locale o generale a seconda del tipo di intervento da eseguire.

Nei giorni precedenti all’intervento, potrebbe essere vietata l’assunzione di alcuni medicinali. A volte si somministra un farmaco per dilatare il collo dell’utero da assumere tra le 8-12 ore prima dell’operazione. In alcuni casi non si può bere o mangiare dalle 6 alle 12 ore precedenti.

In cosa consiste l’operazione?

L’ablazione endometriale prevede diverse tecniche mirate a rimuovere il tessuto endometriale. Tra queste ricordiamo:

  • Elettrochirurgia. Si esegue tramite l’uso di un dispositivo chiamato resettoscopio e uno strumento che sfrutta il calore.
  • Crioablazione. Si usa una sonda allungata per far arrivare all’endometrio una fonte di energia fredda atta a congelarlo.
  • Fluido a flusso libero riscaldato: si fa confluire del liquido salino caldo nell’utero per 10 minuti.
  • Palloncino riscaldato. Si inserisce nell’utero un palloncino che viene poi gonfiato e riscaldato.
  • Microonde. Viene inserita una sonda che emana energia a microonde.
  • Radiofrequenza. Si utilizza un dispositivo flessibile che emette energia a radiofrequenza.

Queste tecniche si dividono in due gruppi: quelle che richiedono l’uso di un isteroscopio o un resettoscopio, e le altre. A seconda di questa suddivisione, l’ablazione endometriale si svolge in modo diverso.

Passaggi iniziali previsti in ogni caso

Per prima cosa, viene fatta indossare alla paziente una tunica da ospedale. Poi le si inserisce una flebo in una mano o nel braccio. Dopodiché le verrà chiesto di assumere la medesima posizione di una visita ginecologica.

Il medico introduce quindi uno speculo per separare le pareti della vagina e lasciare esposto il collo uterino. Questo viene poi pulito con una soluzione antisettica. A questo punto, la procedura chirurgica varia a seconda della tecnica impiegata.

Tecniche che prevedono uno isteroscopio o resettoscopio

In questo gruppo rientrano l’elettrochirurgia, la tecnica microonde e il fluido a flusso libero riscaldato. La procedura in questi casi si svolge nel seguente modo:

  • Si anestetizza la paziente. In alcuni casi, si inserisce una sonda uterina.
  • A volte si usa uno strumento chiamato tenacolo, simile a un forcipe, per mantenere il collo dell’utero fermo durante l’operazione.
  • Si inseriscono alcuni strumenti lunghi e di diametro sempre superiore per ampliare l’apertura del collo e permettere l’introduzione dell’isteroscopio o resettoscopio.
  • È possibile anche ricorrere a una soluzione liquida o di un gas da diffondere nell’utero per migliorare la visuale.
  • Si introduce e attiva lo strumento o la sostanza d’ablazione atta a distruggere il tessuto.
  • Il liquido viene spinto verso l’esterno e si ritirano gli strumenti.

Altre tecniche

Le altre tecniche consistono nell’ablazione endometriale con palloncino riscaldato, la crioablazione e la radiofrequenza. In questo caso, dopo i primi passaggi l’intervento prosegue così:

  • Si addormenta l’area tramite un medicinale applicato con iniezione locale.
  • Può essere introdotta una sonda uterina per determinare la lunghezza dell’utero e del canale cervicale. Viene poi estratta.
  • Si inserisce, a seconda del caso, il palloncino di silicone, l’elettrodo ad ansa angolata o una sonda che produce temperature molto fredde.
  • Il tessuto dell’endometrio viene distrutto attraverso il liquido caldo del palloncino, l’energia a radiofrequenza o il freddo estremo, in base alla tecnica in uso.
  • Si estraggono gli strumenti.

Fase post operatoria

Donna con dolori a seguito di ablazione endometriale.
L’espulsione di sangue e liquidi è frequente a seguito dell’operazione.

Dopo l’operazione, la paziente viene trasferita in una camera dove rimarrà in osservazione per un paio d’ore. Quando i parametri vitali diventano stabili, viene dimessa o trasferita a casa, a seconda dei casi. A seguito dell’ablazione endometriale potrebbero verificarsi i seguenti sintomi:

  • Coliche. Simili ai dolori mestruali, durano circa 1-2 giorni. Si possono controllare con un qualsiasi analgesico.
  • Perdite vaginali. Può fuoriuscire un liquido di acqua mescolata a sangue, via via meno abbondante con il passare dei giorni. Di norma dura per una o due settimane.
  • Minzione frequente. Questo sintomo dura nelle prime 24 a seguito dell’intervento.

In linea generale, la paziente può riprendere le normali attività quotidiane dopo un paio di giorni. Nei due o tre giorni a seguire è vietato avere relazioni sessuali, usare tamponi o fare una lavanda vaginale. Il medico potrebbe sconsigliare di fare attività fisica o sforzi per una settimana.

Rischi e complicazioni della ablazione endometriale

L’ablazione endometriale è una procedura sicura che di rado causa complicazioni. In minima percentuale potrebbero verificarsi i seguenti casi:

  • Perforazione della parete uterina o degli intestini.
  • Lesioni termiche nell’utero o nella parete intestinale.
  • Edema polmonare (accumulo di liquido nei polmoni).
  • Embolia polmonare (blocco della circolazione sanguigna nel polmone).
  • Strappo nel collo dell’utero.
  • Infezioni o sanguinamento.
  • Lesione termica nella vagina o nella vulva.
  • Reazioni allergiche.
  • Crescita anormale, a seguito dell’intervento, dell’endometrio.

Bisogna recarsi subito dal medico se dopo l’intervento si notano i seguenti sintomi:

  • Febbre o brividi.
  • Secrezioni di cattivo odore.
  • Dolore eccessivo nella zona.
  • Sanguinamento eccessivo.
  • Sanguinamento dopo 2 giorni dall’operazione.
  • Difficoltà ad urinare.

Consultare il medico per stabilire se conviene sottoporsi ad ablazione endometriale

La maggior parte delle donne risolve il problema delle mestruazioni abbondanti o prolungate a seguito dell’ablazione endometriale. Tra il 30 e il 50% delle donne, soprattutto in età avanzata, cessa totalmente di avere il ciclo.

Soprattutto le donne più giovani rischiano di essere sottoposte a un secondo intervento. Sottolineiamo nuovamente che l’ablazione endometriale non deve essere eseguita se si sta pianificando una gravidanza. È sconsigliata anche per le donne a rischio di tumore all’utero.

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