Anamù: proprietà e controindicazioni

La medicina popolare sudamericana usa l'anamù per calmare il dolore, ridurre l'infiammazione e stimolare la memoria. Cosa ne pensa però la ricerca scientifica? Ecco quali sono i benefici e gli effetti secondari.
Anamù: proprietà e controindicazioni

Ultimo aggiornamento: 17 marzo, 2021

La medicina popolare sudamericana ricorre all’anamù per combattere l’infiammazione e il dolore, rafforzare il sistema immunitario e trattare alcune malattie croniche. È un arbusto erbaceo originario della foresta amazzonica, ma cresce anche in tutta l’America latina, centrale e negli Stati Uniti.

Mucura, apacina, guine, guinea hen weed sono alcuni degli altri nomi con cui viene chiamata la Petiveria alliacea. Una delle caratteristiche della radice e delle foglie di questa pianta è un forte odore d’aglio. Secondo uno studio condotto solo su animali, l’anamù potrebbe migliorare le funzioni cerebrali.

Proprietà e benefici dell’anamù

I benefici offerti dall’anamù sono diversi. Vediamo i principali.

Ha proprietà antiossidanti

Grazie ai suoi composti, l’anamù è dotato di proprietà antiossidanti. Contiene flavonoidi, cumarine, triterpeni e zolfo, tutte sostanze in grado di contrastare i radicali liberi.

Secondo un articolo pubblicato su Recent Patents on Inflammation & Allergy Drug Discovery, i radicali liberi sono associati a disturbi e malattie croniche, patologie cardiache, cerebrali e diabete.

Riduce l’infiammazione e allevia il dolore

Da molto tempo questa pianta viene usata nella medicina popolare per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione. Secondo uno studio condotto sui topi e pubblicata su Chinese Journal of Integrative Medicine, l‘anamù riduce i marcatori d’infiammazione come la interleuchina 6, la prostaglandina E2, il fattore di necrosi tumorale alfa.

Una ricerca su cavie pubblicata su Phytomedicine: International Journal of Phytotherapy & Phytopharmacology ha dimostrato che l’anamù è in grado di alleviare in modo significativo il dolore.

Invece, uno studio condotto su 14 volontari con osteoartrite ha riscontrato che il tè di anamù non è efficace quanto altri farmaci. Sono certamente necessarie più ricerche sull’uomo per capire la reale efficacia di questo rimedio.

Donna con dolore articolare al polso.
L’uso dell’anamù come analgesico è controverso: confermato da alcune ricerche, in altri casi non ha dimostrato di essere più efficace dei farmaci comuni.

Migliora le prestazioni mentali

Uno studio realizzato su animali dal Journal of Ethnopharmacology ipotizza che l’anamù sia in grado di migliorare la memoria a breve e lungo termine. Nel corso della ricerca, infatti, gli animali hanno mostrato di migliorare la capacità di apprendimento.

Un altro studio su cavie ha confermato che l’anamù migliora la memoria a lungo termine e che riduce i sintomi dell’ansia; non è invece sicuro che rafforzi la memoria a breve termine. Tuttavia, è ancora necessario indagare i reali effetti che potrebbe avere sull’uomo.

Proprietà anti-cancro?

In uno studio in provetta l’anamù ha contribuito alla morte delle cellule tumorali di prostata, mammella, polmone, colon e pancreas; quindi si ipotizza che l’estratto di questa pianta possa essere efficace nel bloccare l’evoluzione di alcuni tumori.

Questa azione è dovuta a principi attivi come flavonoidi, acidi grassi, cumarine e zolfo. Ancora una volta, sono necessari ulteriori studi sull’uomo. Bisogna inoltre considerare che si tratta di un primo approccio oncologico.

Altri possibili benefici dell’anamù

L’anamù può offrire ulteriori vantaggi:

  • Rafforza le difese immunitarie. Uno studio pubblicato su American Journal of  Chinese Medicine indica che alcuni composti dell’anamù potrebbero stimolare il sistema immunitario. L’indagine deve ancora essere approfondita.
  • Proprietà antimicrobiche. Grazie allo zolfo contenuto, l’anamù offre proprietà antibatteriche  e antimicotiche, secondo Phytochemistry.
  • Riduce l’ansia. Sebbene questi siano ancora studi sugli animali, si ritiene che l’anamù riduca i sintomi di ansia e depressione.

Modalità d’uso e controindicazioni.

L’anamù è disponibile al banco e può essere acquistato in diverse presentazioni: polvere, tinture, foglie essiccate o capsule. Attualmente, non ci sono dati sufficienti per consigliare una dose esatta, a causa della scarsa ricerca sugli esseri umani. Nonostante le informazioni limitate, alcuni pacchetti di integratori consigliano da 400 a 1250 milligrammi al giorno. Non esiste sicurezza sulle quantità.

Una ricerca pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology ha suggerito che l’uso a breve termine in piccole dosi potrebbe avere una bassa tossicità. Tuttavia, a lungo termine potrebbe generare effetti negativi come confusione, tremore, sonnolenza, convulsioni e irrequietezza.

Bisogna tenere presente che gli integratori di anamù non sono soggetti a test di sicurezza; quindi, non essendo regolamentati, alcune marche potrebbero contenere dosi differenti da quelle specificate sull’etichetta.

Si consiglia di prestare particolare attenzione all’assunzione insieme ad anticoagulanti o farmaci per le malattie cardiache. L’anamù contiene già una piccola quantità di anticoagulante naturale chiamato cumarina.

Anamù è un anticoagulante naturale.
L’anamù contiene cumarina, un anticoagulante naturale. Le persone con disturbi cardiaci devono prestare speciale attenzione.

Chi non deve consumarlo?

Come abbiamo detto, si tratta di una pianta con poche ricerche relative al consumo umano. Si consiglia quindi di evitarne l’assunzione alle donne in gravidanza, che allattano o con bambini piccoli.

Se state assumendo farmaci, consultate il medico prima di provare qualsiasi uso della pianta di anamù.

Anamù in sintesi

L’anamù è un arbusto erbaceo caratterizzato da un forte odore di aglio. Nella medicina tradizionale è utilizzato per alleviare il dolore, diminuire l’infiammazione, rafforzare il sistema immunitario, ridurre l’ansia e migliorare le prestazioni mentali.

Nonostante i numerosi benefici, questa pianta necessita ancora di ulteriori ricerche per approfondire le sue proprietà e i possibili effetti collaterali.

Potrebbe interessarti ...
La verbena: cos’è e a che cosa serve?
Vivere più saniLeggi in Vivere più sani
La verbena: cos’è e a che cosa serve?

La verbena è una pianta che cresce spontaneamente e che in alcuni ecosistemi viene considerata infestante. Scopritene di più.



  • Urueña, C., Cifuentes, C., Castañeda, D., Arango, A., Kaur, P., Asea, A., & Fiorentino, S. (2008). Petiveria alliacea extracts uses multiple mechanisms to inhibit growth of human and mouse tumoral cells. BMC complementary and alternative medicine, 8, 60. https://doi.org/10.1186/1472-6882-8-60
  • Silva, M. L., Luz, D. A., Paixão, T. P., Silva, J. P., Belém-Filho, I. J., Fernandes, L. M., Gonçalves, A. C., Fontes-Júnior, E. A., de Andrade, M. A., & Maia, C. S. (2015). Petiveria alliacea exerts mnemonic and learning effects on rats. Journal of ethnopharmacology, 169, 124–129. https://doi.org/10.1016/j.jep.2015.04.005
  • Okada, Y., Tanaka, K., Sato, E., & Okajima, H. (2008). Antioxidant activity of the new thiosulfinate derivative, S-benzyl phenylmethanethiosulfinate, from Petiveria alliacea L. Organic & biomolecular chemistry, 6(6), 1097–1102. https://doi.org/10.1039/b715727d
  • Khansari, N., Shakiba, Y., & Mahmoudi, M. (2009). Chronic inflammation and oxidative stress as a major cause of age-related diseases and cancer. Recent patents on inflammation & allergy drug discovery, 3(1), 73–80. https://doi.org/10.2174/187221309787158371
  • Rosa, M., & Jose, M. (2018). Petiveria alliacea Suppresses Airway Inflammation and Allergen-Specific Th2 Responses in Ovalbumin-Sensitized Murine Model of Asthma. Chinese journal of integrative medicine, 24(12), 912–919. https://doi.org/10.1007/s11655-018-2566-5
  • Lopes-Martins, R. A., Pegoraro, D. H., Woisky, R., Penna, S. C., & Sertié, J. A. (2002). The anti-inflammatory and analgesic effects of a crude extract of Petiveria alliacea L. (Phytolaccaceae). Phytomedicine : international journal of phytotherapy and phytopharmacology, 9(3), 245–248. https://doi.org/10.1078/0944-7113-00118
  • Ferraz, M. B., Pereira, R. B., Coelho Andrade, L. E., & Atra, E. (1991). The effectiveness of tipi in the treatment of hip and knee osteoarthritis–a preliminary report. Memorias do Instituto Oswaldo Cruz, 86 Suppl 2, 241–243. https://doi.org/10.1590/s0074-02761991000600054
  • Silva, M. L., Luz, D. A., Paixão, T. P., Silva, J. P., Belém-Filho, I. J., Fernandes, L. M., Gonçalves, A. C., Fontes-Júnior, E. A., de Andrade, M. A., & Maia, C. S. (2015). Petiveria alliacea exerts mnemonic and learning effects on rats. Journal of ethnopharmacology, 169, 124–129. https://doi.org/10.1016/j.jep.2015.04.005
  • de Andrade, T. M., de Melo, A. S., Dias, R. G., Varela, E. L., de Oliveira, F. R., Vieira, J. L., de Andrade, M. A., Baetas, A. C., Monteiro, M. C., & Maia, C. (2012). Potential behavioral and pro-oxidant effects of Petiveria alliacea L. extract in adult rats. Journal of ethnopharmacology, 143(2), 604–610. https://doi.org/10.1016/j.jep.2012.07.020
  • Lowe, H. I., Facey, C. O., Toyang, N. J., & Bryant, J. L. (2014). Specific RSK kinase inhibition by dibenzyl trisulfide and implication for therapeutic treatment of cancer. Anticancer research, 34(4), 1637–1641.
  • Santander, S. P., Hernández, J. F., Barreto, C. C., Masayuki, A., Moins-Teisserenc, H., & Fiorentino, S. (2012). Immunomodulatory effects of aqueous and organic fractions from Petiveria alliacea on human dendritic cells. The American journal of Chinese medicine, 40(4), 833–844. https://doi.org/10.1142/S0192415X12500620
  • Benevides, P. J., Young, M. C., Giesbrecht, A. M., Roque, N. F., & Bolzani, V. S. (2001). Antifungal polysulphides from Petiveria alliacea L. Phytochemistry, 57(5), 743–747. https://doi.org/10.1016/s0031-9422(01)00079-6
  • Gomes, P. B., Noronha, E. C., de Melo, C. T., Bezerra, J. N., Neto, M. A., Lino, C. S., Vasconcelos, S. M., Viana, G. S., & de Sousa, F. C. (2008). Central effects of isolated fractions from the root of Petiveria alliacea L. (tipi) in mice. Journal of ethnopharmacology, 120(2), 209–214. https://doi.org/10.1016/j.jep.2008.08.012
  • Luz, D. A., Pinheiro, A. M., Silva, M. L., Monteiro, M. C., Prediger, R. D., Ferraz Maia, C. S., & Fontes-Júnior, E. A. (2016). Ethnobotany, phytochemistry and neuropharmacological effects of Petiveria alliacea L. (Phytolaccaceae): A review. Journal of ethnopharmacology, 185, 182–201. https://doi.org/10.1016/j.jep.2016.02.053