Ansiolitici: tipi ed effetti

· 13 marzo 2018
Le benzodiazepine, sono gli ansiolitici più comuni nonostante causino tolleranza e dipendenza

L’ansia è uno stato naturale che ingloba le reazioni umane in presenza di una minaccia fisica o psicologia. Il problema nasce quando queste reazioni diventano eccessive o poco adeguate allo stimolo scatenante. Ciò determina la comparsa di uno stato ansioso patologico che può rendere necessario l’assunzione dei farmaci ansiolitici.

Il limite tra uno stato ansioso patologico e uno normale è diffuso, ma coincide con il punto nel quale gli stimoli interferiscono con la vita quotidiana di un individuo.

Ansiolitici e cervello

L’ansia è un disturbo mentale che aumenta ogni giorno in tutto il mondo. Il numero di persone affette da depressione o ansia è aumentato da 416 a 615 milioni tra il 1990 e il 2013.

Per comprendere perché alcuni farmaci sono più indicati di altri in base al tipo di ansia che presenta il soggetto, dobbiamo fare una distinzione tra:

  1. Disturbi che causano paura come attacchi di panico, ansia sociale e fobie.
  2. Disturbi che causano una sensazione di ansia generale senza motivazione o origine evidenti.

Trattamento dell’ansia

I farmaci ansiolitici alleviano o sopprimono i sintomi dell’ansia senza causare intorpidimento o sonno. Le benzodiazepine si avvicinano all’ansiolitico ideale perché, sebbene in dosi elevate producano gli effetti collaterali citati, sono efficaci e di facile somministrazione.

Tuttavia, questi farmaci presentano un inconveniente: producono noti effetti collaterali come amnesia, tolleranza e dipendenza fisica.

Nella maggior parte dei casi, inoltre, il trattamento farmacologico deve essere combinato anche con un intervento psicologico. Durante l’ultimo decennio, il trattamento dell’ansia è passato dalla somministrazione dei farmaci ansiolitici e ipnotici a quella di una grande varietà di medicinali impiegati anche in altri disturbi del sistema nervoso centrale privi di effetto ipnotico.

Benzodiazepine

Il clordiazepossido è stato, nel 1961, la prima benzodiazepina sintetizzata. Questo ansiolitico agisce unendosi selettivamente ai recettori per il GABA. Questo neurotrasmettitore fisiologico media l’inibizione del sistema nervoso centrale. Le benzodiazepine, dunque, facilitano l’apertura dei canali di cloro attivati dal GABA e ne accentuano l’effetto inibitore. Possiedono anche altre azioni come quella sedativa, anticonvulsivante e miorilassante.

Le benzodiazepine di solito vengono somministrate per trattare l’ansia acuta. Vengono impiegate anche per gestire gli attacchi di panico insieme agli SSRI.

Questi farmaci ansiolitici vengono classificati basandosi sul tempo necessario affinché se ne manifestino gli effetti:

  • Azione rapida: midazolam, triazolam.
  • Azione media: alprazolam, bromazepam, lorazepam, lormetazepam, etc.
  • Azione prolungata: clobazam, clorazepato, diazepam, clordiazepossido, etc.

Sono ansiolitici con un buon assorbimento orale, ma che presentano interazioni con psicofarmaci, alcol, barbiturici, oppiacei e antiallergici H1. Devono essere dosati con precauzione se somministrati a persone anziane, al fine di evitare accumuli nell’organismo.

Per il trattamento di persone in età avanzata, si consiglia la somministrazione di lorazepam, oxazepam e temazepam.

I principali effetti collaterali di questi ansiolitici sono:

  • Sonnolenza.
  • Confusione.
  • Amnesia.
  • Deterioramento della coordinazione.

Tutte le benzodiazepine, inoltre, causano tolleranza (ovvero la necessità di aumentare gradualmente la dose necessaria per produrre l’effetto desiderato) e dipendenza. È per questo motivo che si consiglia di interrompere il trattamento a base di benzodiazepine in modo graduale, riducendo poco per volta le dosi.

Alprazolam formula chimica

Il sovradosaggio acuto di benzodiazepine è considerevolmente meno pericoloso di quello di altri ansiolitici. Tuttavia, può causare una grave depressione respiratoria. In questi casi di solito si ricorre a un trattamento a base di flumazenil, farmaco impiegato per contrastare l’effetto di questi ansiolitici in caso di intossicazione.  

Buspirone

Il buspirone è un ansiolitico agonista dei recettori della serotonina 5-HT1a. Viene impiegato per trattare il disturbo d’ansia generalizzata, ma non le fobie o il disturbo d’ansia sociale. È privo di azione sedativa, anticonvulsivante e miorilassante. Presenta un basso profilo di interazioni farmacologiche e i suoi principali effetti collaterali sono nausea, capogiri, cefalea e nervosismo.

Antidepressivi impiegati come ansiolitici

Questi farmaci sono efficaci contro i disturbi d’ansia generalizzata, sociale e fobie. Gli antidepressivi triciclici e gli inibitori delle monoamino ossidasi (I-MAO), invece, presentano maggiori effetti collaterali, ma possono essere impiegati ugualmente.

I farmaci appartenenti a questo gruppo che vengono somministrati con maggiore frequenza sono:

  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come la fluoxetina o la sertralina.
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e noradrenalina, come la venlafaxina o la duloxetina.

Antiepilettici

Anche gli antiepilettici gabapentina, pregabalina, valproato e levetiracetam sono efficaci per il trattamento del disturbo d’ansia generalizzata.

Antipsicotici atipici

Alcuni antipsicotici atipici come l’olanzapina, la risperidona, la quetiapina e la ziprasidona sono efficaci per certe forme d’ansia, incluso per i disturbi d’ansia generalizzata e da stress post-traumatico. 

Antagonisti β-adrenergici

Il propranololo è ampiamente impiegato come ansiolitico nel trattamento di certe forma d’ansia. È utile soprattutto per alleviare sintomi fisici come sudorazione, tremore e tachicardia.

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