Arteriopatia periferica: sintomi, cause e trattamento

14 Gennaio 2021
L'arteriopatia periferica causa una diminuzione dell'afflusso di sangue diretto ad alcune parti del corpo. È un disturbo pericoloso, ma che può essere prevenuto. Scoprite cosa fare per evitarlo.

Con il termine arteriopatia periferica si intende un restringimento dei vasi sanguigni del corpo tale da impedire il corretto afflusso di sangue nelle diverse aree del corpo.

Dobbiamo pensare ai vasi sanguigni come a dei tubicini che trasportano il sangue. Questi piccoli tubi hanno un diametro specifico atto a trasportare le quantità necessarie di sangue in tutto il corpo. Se il loro diametro si restringe, si presenta l’arteriopatia periferica.

Per la precisione, tale condizione deve interessare le grandi arterie del corpo che non si trovano nel sistema cardiaco o nervoso. Le arterie coinvolte sono soprattutto quelle degli arti.

L’arteriopatia periferica può essere la conseguenza di aterosclerosi, coaguli di sangue o processi infiammatori; in tutti questi casi, l’ostruzione delle arterie causa ischemia, ovvero la mancata irrorazione di una parte dell’organismo.

Per quanto riguarda la sua incidenza, interessa circa il 12% della popolazione, soprattutto in età avanzata; i casi aumentano fino a un 20% nella popolazione over 70.

Nella maggior parte dei casi è asintomatica, l’80% delle persone colpite se ne accorge quando ormai è troppo tardi e i danni sono irreversibili. Per questo è importante che pazienti e medici imparino a conoscere e riconoscere l’arteriopatia periferica.

Cause dell’arteriopatia periferica

La causa principale dell’arteriopatia periferica è l’aterosclerosi. Si tratta della formazione di depositi di grasso lungo le pareti delle arterie che ne riduce il diametro e, di conseguenza, il volume del sangue.

Tale condizione interessa per lo più le gambe. In seguito al minor afflusso di sangue negli arti inferiori, si sviluppano alcuni sintomi caratteristici che analizzeremo nelle prossime righe. In assenza di trattamento, i tessuti possono morire per mancanza di ossigeno o nutrienti.

Sono stati identificati alcuni fattori di rischio che aumentano le probabilità di aterosclerosi. Sono i seguenti:

  • Tabagismo
  • Vecchiaia
  • Diabete
  • Colesterolo alto
  • Ipertensione arteriosa

Gli studiosi collegano una sostanza alla comparsa di arteriopatia periferica: l’omocisteina. Si tratta di una parte delle proteine coinvolte nell’attività metabolica.

L’omocisteina sembra provocare il collasso dello strato interno delle arterie, rendendole vulnerabili al colesterolo in circolo. Ciò aumenterebbe i depositi di grasso e il rischio di coaguli, tutti fenomeni che causano il restringimento dei vasi sanguigni e conseguente riduzione del flusso sanguigno.

Arteria ostruita per l'arteriopatia periferica.
Le placche di aterosclerosi sono la causa principale di arteriopatia periferica.

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Sintomi

Il classico sintomo dell’arteriopatia periferica da sempre descritto dai medici è la claudicatio intermittens, ossia difficoltà a intermittenza nella deambulazione, con dolore localizzato nel polpaccio che obbliga a interrompere la marcia. Il dolore sparisce con il riposo.

Se la patologia evolve, il dolore si manifesta anche quando non si è sotto sforzo, con possibili crampi persino durante il sonno. Questo è un grave sintomo dell’aggravamento della malattia. Altri sintomi sono:

  • Gambe pesanti: sensazione di stanchezza nei muscoli degli arti.
  • Polso debole: soprattutto negli arti inferiori.
  • Ferite e ulcere della pelle: la comparsa è progressiva e il recupero lento.
  • Cute di colore diverso: le gambe possono apparire pallide o azzurrognole.
  • Raffreddamento: una gamba più fredda dell’altra.
  • Crescita lenta delle unghie dei piedi: così come i peli delle gambe, possono diventare più fragili o crescere più lentamente.
  • Disfunzione erettile: i maschi possono notare difficoltà nel raggiungimento o mantenimento dell’erezione.
Donna seduta sul divano con crampi ai polpacci.
La claudicatio intermittens è il classico sintomo dell’arteriopatia periferica.

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Trattamento dell’arteriopatia periferica

Esistono tre modi per trattare l’arteriopatia periferica: cambiamenti nello stile di vita, assunzione di medicinali o intervento chirurgico. Nelle fasi meno avanzate della malattia sarà sufficiente adattare le proprie abitudini, talvolta assumendo dei medicinali. Nei casi più gravi, è necessario ricorrere alla chirurgia.

Per i tabagisti, cambiare lo stilo di vita implica necessariamente smettere di fumare. Maggiore attività fisica e un’alimentazione sana e varia sono altrettanto importanti. Per chi soffre di ipertensione arteriosa o diabete, si applicano le raccomandazioni proprie dei due disturbi.

Sarà compito del medico curante indicare al paziente farmaci atti a prevenire la comparsa di coaguli di sangue, come l’aspirina. Vengono usati anche il cilostazolo e la pentoxifillina per migliorare il flusso sanguigno soprattutto quando è già presente la claudicatio intermittens.

L’ultima opzione è l’intervento chirurgico, riservato ai casi più gravi e che prevede tre diverse tipologie di intervento a seconda del quadro clinico del paziente:

  • Angioplastica: tramite un catetere si inserisce un palloncino nell’arteria ostruita per aumentarne il diametro.
  • Bybass: si crea un innesto con un vaso sanguigno di un’altra parte del corpo o con del tessuto artificiale per deviare il corso del sangue con una sorta di ponte.
  • Trombolisi: si inietta un medicinale per sciogliere i coaguli direttamente nell’arteria.

Per riassumere

L’arteriopatia periferica è il restringimento dei vasi sanguigni del corpo, soprattutto degli arti inferiori, dovuto alla formazione di depositi di grasso nelle pareti arteriose.

Sebbene asintomatica nella fase iniziale, con il tempo può causare gravi complicazioni per la salute. È fondamentale ricevere una diagnosi e un trattamento opportuni e tempestivi.

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