Ascesso dentale: che cos’è e come si cura

29 Maggio 2019
L'ascesso dentale deve essere sempre trattato da uno specialista, anche quando scoppia in modo spontaneo. Un trattamento non corretto può portare a gravi complicazioni, addirittura mortali.

L’ascesso dentale è un disturbo piuttosto comune e può colpire a qualunque età. Deve essere trattato il prima possibile per evitare conseguenze serie.

È un’infezione che si sviluppa a livello dei denti o delle gengive. I sintomi sono molto fastidiosi, soprattutto un dolore acuto e pungente che tende a peggiorare con il passare delle ore.

In genere comincia con un’infiammazione delle gengive. Ai primi sintomi di ascesso dentale, è bene esplorare con cura tutta la bocca, per individuare eventuali accumuli di pus.

Che cos’è un ascesso dentale

Ascesso dentale sulle gengive

L’ascesso dentale è un accumulo di pus, come risultato di un’infezione batterica. Può svilupparsi intorno a qualunque dente e per motivi diversi. In genere è localizzato alla radice dei denti o tra il dente e la gengiva.

Con il passare delle ore, aumenta il dolore e l’accumulo di pus; l’infezione tende a diffondersi verso le aree adiacenti come la mascella, la gola e il viso. Nei casi più gravi, un ascesso può arrivare a bloccare le vie aeree.

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A seconda della causa, gli ascessi dentali si dividono in due categorie:

  • Ascesso periapicale: si forma sotto il dente; spesso è causato da carie mal curate o un trauma ai denti. È il tipo più comune.
  • Ascesso parodontale: si forma nei tessuti che sostengono il dente, ovvero nelle gengive o nelle ossa.

Caratteristiche e cause

L’infiammazione è segno che il nostro corpo è stato in grado di isolare l’infezione. La sacca di pus è una concentrazione di globuli bianchi, batteri o altri agenti patogeni che sono stati combattuti dal sistema immunitario. Possiamo dire, quindi, che in linea di principio l’ascesso dentale è una risposta difensiva del nostro organismo.

L’ascesso periapicale si produce quando i batteri hanno raggiunto la parte più profonda del dente, cioè la polpa. Gli agenti patogeni possono penetrare attraverso una carie o una crepa per avanzare fino alla radice del dente.

Questo avviene in genere quando la carie non viene curata o non trattata correttamente. È favorito anche da una cattiva igiene orale oppure da una dieta troppo ricca di zuccheri. 

L’ascesso parodontale invece è legato alla presenza di un corpo estraneo alla radice del dente o a qualche altra irregolarità nello stesso che facilita la formazione di una colonia batterica.

Sintomi dell’ascesso dentale e diagnosi

Donna con mano sulla gola infiammata

Il dolore è il sintomo caratteristico dell’ascesso dentale, intenso, persistente e pulsante. Molte volte si estende verso la mandibola o l’orecchio. Si può avvertire, inoltre, ipersensibilità al freddo o al caldo, e pressione durante la masticazione.

Si accompagna spesso a gonfiore della guancia o del viso. In molti casi è presente la febbre ed è possibile anche un coinvolgimento dei linfonodi del collo o della mandibola. Un altro sintomo tipico è la percezione di sapori e odori sgradevoli, così come la presenza di liquido salato in bocca.

In genere il dentista effettua la diagnosi dopo aver ispezionato la bocca, in alcuni casi potrebbe eseguire una radiografia per determinare il grado di diffusione dell’infezione. Se l’infezione si è diffusa, è necessaria una risonanza magnetica.

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Trattamento

Trattare un ascesso dentale significa eradicare l’infezione; il dentista può adottare le seguenti misure:

  • Drenare l’ascesso del dente. In questo caso realizzerà una piccola incisione per permettere la fuoriuscita del pus. In seguito pulirà la zona con una soluzione salina.
  • Endodonzia. Consiste nella perforazione del dente allo scopo di eliminare la polpa e quindi drenare l’ascesso. Al termine, il dentista riempie e sigilla la cavità nella polpa e i canali radicolari del dente. In genere il dente viene ricoperto da una corona.
  • Antibiotici. Quando l’infezione è estesa, è probabile che venga prescritta una cura antibiotica. Lo stesso accade se il paziente ha il sistema immunitario indebolito.
  • Estrazione. Se non c’è altro rimedio, il dente viene estratto per fermare l’infezione.

Può avvenire che l’ascesso scoppi in modo spontaneo, ma anche in questo caso è necessario recarsi dal dentista. Dopo aver stabilito il trattamento del caso, la prognosi è buona. Quando il liquido non viene drenato, invece, l’infezione può estendersi ad altre parti del corpo e, nei casi più gravi, causare sepsi, una sindrome potenzialmente mortale.

Medina Castro, J. F. (2009). Prevalencia de caries dental y necesidad de tratamiento en pacientes adultos con demanda de atención diagnóstica.