5 aspetti della depressione ignorati da chi non ne soffre

· 23 maggio 2017
Dobbiamo cambiare tutte le idee distorte che abbiamo sulla depressione e capire che si tratta di una malattia e non di un atteggiamento.

“Sì, in effetti, lei soffre di depressione”. Questa diagnosi che qualcuno di noi avrà ricevuto dallo psicologo o dallo psichiatra conferma spesso un sospetto che si ha già, molto prima di ricorrere ad un aiuto.

L’incidenza di questo disturbo è in continuo aumento, quasi come se il progresso sociale e tecnologico fosse direttamente proporzionale al tasso di infelicità.

Oltretutto, chi decide di liberarsi dalle catene della depressione, non soltanto deve affrontare una grande sfida, ma anche la costante banalizzazione di cui sono oggetto i disturbi mentali.

Seguire una terapia contro l’ipertensione o l’eccesso di acido urico non ha lo stesso grado di difficoltà del trattamento della depressione.

Così, talvolta, non è sufficiente sforzarsi per emergere dal proprio inferno personale, ma occorre fare i conti con una struttura sociale che vede ancora la depressione come una condizione facile da superare, magari assumendo una semplice pillola.

Ci troviamo davanti ad un tema complesso e delicato su cui vi invitiamo a riflettere. Se avete sofferto di depressione questi 5 aspetti vi saranno di certo familiari.

1. Non mi sono lasciato “vincere”, non sono un debole

Ecco un aspetto che chi soffre di depressione conosce bene, ma che molti ignorano: questo disturbo mentale non colpisce chi non sa affrontare la vita, chi si lascia sconfiggere o è schiavo delle circostanze.

  • Una cosa da capire sulle persone depresse è che tendono ad incolpare se stesse per tutto quello che succede. Se, in più, gli facciamo credere di essere responsabili del proprio stato perché si sono lasciate “vincere”, alimentiamo la loro ansia.
  • L’ambiente circostante talvolta può causare ansia, depressione. Su chi sta semplicemente attraversando un periodo di tensione può agire come catalizzatore, intensificandone i sintomi.
  • Stiamo parlando di un disturbo psicologico che non sorge a causa di un comportamento poco consono rispetto alle pressioni ambientali, questo deve essere chiaro.
  • In molti casi i fattori scatenanti della depressione sono multipli.

La causa può essere anche di natura fisiologica, ad esempio una carenza di neurotrasmettitori. Il “fare poco, pensando di fare molto” talvolta è l’espressione di una persona che rimane, semplicemente, bloccata e scoraggiata.

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2. No, non guarirò in un mese e i farmaci non sono la panacea

Un’altra idea sbagliata è dare per scontato che questi processi psicologici possano essere risolti con un semplice trattamento medico.

  • Ebbene, i farmaci non risolvono da soli la radice del problema.
  • Siamo una società con il colesterolo alle stelle e lo stato d’animo sotto le scarpe. Niente di tutto questo si risolve esclusivamente con i principi attivi di una pillola assunta dopo i pasti.
  • Non si tratta, quindi, di una malattia che possa sparire nel giro di uno o tre mesi.
  • La depressione è, in genere, una malattia recidivante. Questo significa che richiede adeguate strategie psicologiche che diventino una costante nella propria vita, qualcosa a cui aggrapparsi per evitare di andare a fondo.

A tale scopo. abbiamo bisogno del sostegno dei nostri cari, ma offerto nel modo giusto. Se ci sentiamo ripetere tutti i giorni “come ti senti oggi?” oppure “non preoccuparti, tra un mese sarà tutto passato”, l’ansia non farà che aumentare.

3. Soffro di depressione e non l’ha provocata la tristezza

L’associazione “tristezza” -“depressione” è un classico. Sulla questione, invece, occorre chiarire che:

  • La tristezza è un’emozione primaria che proviamo a seguito di eventi negativi: perdita di una persona cara, aspettative deluse…
  • La tristezza viene e va. Come la gioia, il dispiacere, la rabbia.
  • La depressione, invece, è una malattia, e in questa malattia sono presenti pensieri ricorrenti segnati dalla tristezza, ma anche apatia, fantasie di suicidio, paura, senso di colpa…
  • È un labirinto personale molto complesso e la tristezza è solo l’ordito di questo velo scuro.

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4. Voglio stare solo, ma non voglio che ti allontani da me

Un’altra dimensione vissuta da chi soffre di depressione – e sconosciuta a molti – è il seguente sentimento contraddittorio: “desidero l’isolamento e la solitudine, ma allo stesso tempo, ho bisogno del tuo aiuto”.

Questa realtà psicologica ed emotiva non è qualcosa che la persona depressa dirà in modo esplicito. È dunque essenziale che chi fa parte della sua cerchia di conoscenze sia intuitivo, reattivo, presente e in grado di fornire un sostegno non un giudizio.

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5. Non è tutto nella mia mente

Siamo certi che molti non sanno che la stanchezza accumulata, lo stress cronico e l’insonnia ricorrente possono, gradualmente, trasformarsi in depressione.

Non si trova tutto nella propria mente. A volte la depressione è la reazione di un corpo esausto, di un cervello che soffre di uno squilibrio chimico o la conseguenza di un’altra patologia, come la fibromialgia.

Quando il corpo soffre, anche la mente soffre: è un’evidenza che non possiamo negare. Solo in questo modo possiamo comprendere meglio le persone che vivono una condizione tanto dura come la depressione.

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