Auricolopuntura per la cura del Parkinson

· 18 Febbraio 2019
Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale).

Sebbene il Parkinson sia ad oggi una malattia incurabile, sono stati fatti molti progressi nel trattamento. Uno di questi è l’auricolopuntura.

È noto che la cura farmacologica del Parkinson non sia risolutiva; quasi sempre, inoltre, comporta un aumento progressivo dei dosaggi.

Questo non garantisce un aumento della qualità della vita del paziente, per quanto sia l’obiettivo principale. Oggi parleremo dell’auricolopuntura.

Una scoperta tedesca

Scoperta in Germania nel 2001, questa terapia si è dimostrata efficace nel trattamento del Parkinson e altre malattie neurodegenerative.

Tra queste troviamo la sclerosi multipla, la sindrome delle gambe senza riposo, la demenza vascolare, la malattia di Pick, l’Alzheimer.

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In che cosa consiste questa scoperta? Si basa sull’inserimento di sottili aghi di titanio nel tessuto cartilaginoso dell’orecchio. 

Dopo aver valutato lo stato di salute del paziente, si procede con l’inserto di aghi piccoli e sottili nel padiglione auricolare. Il procedimento, del tutto indolore e privo di effetti collaterali, ha già migliorato la qualità della vita di oltre 5000 persone in tutto il mondo.

In che cosa consiste il trattamento di auricolopuntura?

Per capire meglio la portata di questa terapia, è necessario ricordare che il Parkinson compare perché i neuroni non sono più in grado di produrre sufficienti quantità di dopamina.

È il risultato, tra altri fattori, del deterioramento della sostanza nera compatta del cervello.

Questo si traduce in un’alterazione motoria che, in modo progressivo, si manifesta con una perdita  del movimento.

In altre parole, le persone colpite dal morbo di Parkinson diventano sempre più lente, perdono flessibilità, coordinazione ed equilibrio.

Per questo motivo il punto di partenza è la cartilagine del padiglione auricolare, ricca di terminazioni nervose.

Qui si collocano gli aghetti sotto la pelle, mediante un sistema di pressione calibrato: lo scopo è riattivare i meccanismi bloccati, regolare la produzione di dopamina e di altri neurotrasmettitori. Questa tecnica è conosciuta anche come “ago permanente”.

Donna riceve trattamento di auricolopuntura

Il successo del trattamento, quindi, risiede nel fatto che, una volta inserito l’ago permanente, si ottiene uno stimolo naturale continuo in grado di ridurre i sintomi e frenare l’avanzare della malattia.

Sono diversi i fattori da prendere in considerazione prima di procedere all’impianto. Tra questi,  sintomi avvertiti dal paziente, stato psicologico, avanzamento della malattia, farmaci assunti.

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Evoluzione del trattamento

Il trattamento di auricolopuntura è stato perfezionato nel tempo; oggi offre uno spettro di punti di microimpianto molto più ampio, in funzione dei sintomi del paziente.

In questo modo, è possibile indirizzare una cura più personalizzata rispetto a quanto si faceva all’inizio.  

Rispetto all’agopuntura tradizionale, questo trattamento permette di collocare, in una sola seduta, un numero maggiore di aghi.

Occorre notare che gli aghi di titanio restano inseriti nel tessuto cartilagineo in modo permanente, quindi non c’è bisogno di sostituirli.

Malgrado ciò è sempre necessario eseguire un monitoraggio.

*Nota: prima dell’impianto è indispensabile uno studio del caso, per stabilire il numero di aghi necessario.

Benefici dell’auricolopuntura

I pazienti affetti da Parkinson che hanno ricevuto il trattamento di auricolopuntura, sostengono di aver sperimentato i seguenti benefici:

  • Riduzione dell’ansia.
  • Diminuzione della rigidità muscolare.
  • Riduzione del dolore e di altri disagi fisici.
  • Aumento dell’equilibrio (grazie al rafforzamento della muscolatura paravertebrale).
  • Necessità di un minore dosaggio dei farmaci e, in generale, aumento del benessere.
Coppia di anziani felici

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