Castagno d’India: un alleato contro le vene varicose

· 5 Aprile 2014
Dovete evitare il consumo dei fiori, della buccia e delle foglie crude dell'Ippocastano, poiché sono velenose. Si raccomanda il consumo di quello già preparato in laboratorio.

Negli ultimi anni si parla del Castagno d’India come uno dei migliori rimedi per attenuare il problema delle vene varicose e trattare la sindrome delle gambe stanche.

Il problema dell’insufficienza venosa cronica interessa gran parte della popolazione.  Oltre a essere fastidioso, questo disturbo rende difficile anche le più semplici azioni quotidiane. Inoltre, si manifesta con antiestetiche vene varicose.

Fortunatamente ci sono già numerosi studi che avvalorano l’efficacia del Castagno d’India in quanto regolatore vasocostrittore e per il suo effetto anti-edema. Per questo, i suoi semi vengono utilizzati per trattare alcune malattie associate a una cattiva circolazione del sangue, dando buoni risultati nei pazienti, sotto osservazione e supervisione medica. A seguire, vi parliamo di questa pianta.

Cos’è il Castagno d’India?

Il Castagno d’india è un albero originario dell’Europa orientale, ma che si può trovare in tutto il mondo, infatti è possibile vederlo nella sua maestosità nei nostri parchi.
È sorprendente verificare le grande proprietà medicinali possedute da ogni sua parte:

  • Le sue foglie: sono molto efficaci per trattare eczemi, dolori mestruali, gonfiore dei tessuti molli, dovuti a fratture o a distorsioni, e persino dolore alle articolazioni.
  • La sua corteccia è largamente utilizzata per curare la malaria e la dissenteria; si stanno portando avanti anche alcuni studi per verificare i suoi effetti in casi di lupus e ulcere della pelle.
  • I suoi semi: è proprio questo l’elemento del Castagno d’India sul quale si sono maggiormente concentrate le ricerche e gli studi. Ci sono migliaia di pubblicazioni scientifiche che dimostrano che il principale componente di questi semi, l’escina, riduce in modo significativo l’infiammazione e il dolore delle gambe.

Si tratta, infatti, di un eccellente rimedio per i problemi legati alla circolazione poiché favorisce quest’ultima e previene la ritenzione idrica. Infatti, la “Banca europea dei dati sulle medicine naturali” lo definisce “efficace”; mentre il Colegio de Farmacéuticos de Barcelona (Spagna) ne riconosce le proprietà vasocostrittici.

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Come agisce il Castagno d’India?

Il Castagno d’India contiene nei suoi semi un componente, la escina, che favorisce la circolazione sanguigna, evitando anche la formazione di edemi, visto che favorisce l’eliminazione dei liquidi attraverso l’urina.

Pertanto, è indicata soprattutto in caso di gonfiore nelle vene delle gambe, pesantezza all’altezza delle ginocchia o gli inevitabili crampi o contrazioni muscolari che provocano molto dolore.

L’azione del Castagno d’India potenzia anche la resistenza capillare, asciugando gli edemi e riducendo l’infiammazione. È molto adatto anche quando si hanno quelle sottili vene, note anche come “vene del ragno”, nelle gambe o le temibili ulcere. Le proprietà di questa pianta sono famose anche per alleviare il problema delle emorroidi.

Come assumere il Castagno d’India?

Castagno d'India

Potete trovare il Castagno d’India in capsule nei negozi di prodotti naturali o nelle erboristerie. Si tratta di un estratto standardizzato dei semi solitamente in commercio sotto forma di pillole, ma anche sotto forma di creme o persino di pomate.

La dose consigliata è di 400 mg al giorno, che equivalerebbero a due capsule al giorno, da prendere prima della colazione e della cena, in questo modo, ad esempio, è possibile ridurre i crampi muscolari notturni. 

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Provoca effetti collaterali?

Dobbiamo avvertirvi, però, di un fattore molto importante: non assumete mai le foglie, i fiori o la corteccia di questa pianta crudi, poiché sono velenosi.

L’ideale è assumere preparati elaborati in laboratorio, in quanto i componenti vengono isolati e quelli non benefici vengono sintetizzati. Bisogna anche limitare il consumo delle capsule di Castagno d’India nel caso di:

Donne incinte, persone con diabete (dato che può aumentare lo zucchero nel sangue) e pazienti con disturbi epatici, dato che vi è un componente che può essere dannoso per questi soggetti.

Infine, questo albero di origine orientale e così comune nelle nostre vite, nasconde nella sua corteccia, nelle foglie e nei semi, un alleato per la nostra circolazione, un tesoro naturale che può aiutare molte persone.