Che cos'è la disumanizzazione?

La disumanizzazione è da sempre una delle principali cause di conflitti bellici sul pianeta. Vediamo in cosa consiste.
Che cos'è la disumanizzazione?

Ultimo aggiornamento: 19 febbraio, 2022

La disumanizzazione è il processo attraverso il quale l’essere umano perde le caratteristiche che lo definiscono come tale e i diritti connessi alla condizione umana. Si tratta di un fenomeno diffuso che si verifica in un’ampia varietà di situazioni e contesti ed è piuttosto comune nei gruppi sociali caratterizzati da una dinamica di potere oppressivo.

Alcuni esempi di disumanizzazione sono il trattamento umiliante, lo sfruttamento del lavoro, la sottomissione a regimi non democratici.

Caratteristiche della disumanizzazione

Per capire meglio questo fenomeno, descriviamo in sintesi le caratteristiche che lo definiscono:

  • La disumanizzazione consiste nel privare l’essere umano di elementi e caratteristiche innate.
  • Queste caratteristiche sono spesso sostituite da altre qualità relativamente inferiori, come quelle degli animali o delle macchine.
  • La vittima della disumanizzazione può essere costretta a rinunciare alla propria condizione umana in modo diretto o indiretto. In quest’ultimo caso, la persona di solito non ne è pienamente consapevole.
  • In casi estremi si arriva a distruggere l’integrità e la dignità dell’individuo.
  • Il progresso tecnologico e la società dell’informazione hanno contribuito a perpetuare questo processo.
  • La nozione di disumanizzazione è stata usata per spiegare la cattiveria umana.

Tipi di disumanizzazione

A seconda di come si verifica il processo, distinguiamo due tipi di disumanizzazione:

Animalizzazione

Si verifica quando l’essere umano viene percepito e trattato come se fosse un animale (sostituendo le qualità dell’essere umano a quelle di un animale: ad esempio volgarità, immoralità e irrazionalità).

Questa pratica è di solito evidente nello sfruttamento del lavoro: maltrattamento di gruppi minoritari, tortura in prigione, donna come oggetto sessuale, pratiche attuate durante un conflitto bellico, ecc.

Meccanizzazione

È un fenomeno più recente del precedente e consiste nel percepire l’essere umano come un robot o una macchina. In questo caso, alcune delle qualità attribuite all’individuo meccanizzato sono freddezza, rigidità e passività.

Questo tipo di disumanizzazione nasce dopo la Rivoluzione Industriale, con il trattamento disumano e lo sfruttamento dei lavoratori. Sebbene attualmente questo abuso non sia così comune nella maggior parte delle società, è anche vero che la meccanizzazione è stata guidata dal progresso tecnologico. La persona non è considerata un essere umano unico, con la capacità di sentire e pensare, ma un numero o un pezzo in più dell’ingranaggio.

Le 5 fasi della disumanizzazione

In generale, la disumanizzazione è un processo che si instaura per fasi, attraverso azioni successive che vanno dalle forme sottili alle più atroci.

  1. Instaurazione della paura

Il primo passo della disumanizzazione è di solito instillare paura nelle vittime, fare in modo che temano per la propria vita e quella dei cari. In questo modo sarà più facile opprimerle e assumerne il controllo.

  1. Esclusione morbida

Dopo che si è instaurata la paura, si attua una “esclusione morbida”, che consiste nell’allontanare le vittime da alcuni settori della società. Un esempio è l’esclusione degli ebrei dalle cariche pubbliche operata durante il nazismo.

In questa seconda fase, l’ideologia che detiene il potere assumere una certa legittimità nel gruppo sociale.

  1. Giustificazione della paura e dell’esclusione

Dopo l’esclusione morbida, il gruppo al potere utilizza i media e la ricerca documentata per fornire prove che giustifichino il motivo dell’esclusione.

In questi casi, le prove sono spesso manipolate o distorte e la giustificazione più utilizzata tende ad essere “il bene della società”.

  1. Esclusione dura

In questa fase si incoraggia il resto della popolazione a considerare il gruppo emarginato come causa dei problemi sociali; pertanto, deve essere escluso dalla società civile e privato dei diritti umani.

  1. Sterminio

Quest’ultimo passaggio è la manifestazione più estrema della disumanizzazione. Le vittime vengono espulse con la forza dalla società per essere trattate come “non umane” o per essere sterminate.

Se il nazismo inviò gli ebrei nei campi di concentramento, oggi gli emarginati possono essere chiusi nei ghetti o nelle carceri.

Come si vede, i passaggi precedenti consentono di effettuare più facilmente lo sterminio poiché assicurano che il resto della società non si preoccupi di difendere le vittime, e che queste perdano la voce all’interno della società. Le vittime sono state infine private dei loro diritti di essere umano.

Conseguenze ed effetti della disumanizzazione

Come la storia ci ha mostrato, la disumanizzazione non manca di provocare effetti catastrofici nelle relazioni interpersonali e intergruppi. Li riassumiamo di seguito:

  • Questo fenomeno solitamente provoca e giustifica le azioni più efferate come: stupro, omicidio, sfruttamento del lavoro, aggressione fisica, estorsione, tortura, ecc.
  • L’abuso nei confronti delle vittime genera in loro un profondo disagio e, nel peggiore dei casi, può portare al suicidio.
  • La disumanizzazione colpisce anche la società in generale, poiché è alla base della maggior parte (se non di tutte) le guerre. In questo senso, è una delle principali cause dei conflitti bellici nell’umanità.

Pensieri finali

Conoscere e comprendere il fenomeno della disumanizzazione consente di ridurne l’incidenza e gli effetti negativi. Essere consapevoli del nostro valore e dei nostri diritti di essere umano, ci aiuterà a prevenire questa realtà.

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