7 parole tossiche che dovremmo smettere di usare

11 dicembre 2017
Che ci crediate o no, le parole tossiche non riguardano solo le persone a cui le diciamo, ma minano anche noi nell'interiore facendoci sentire meno capaci

Nella nostra vita quotidiana usiamo molte parole tossiche che dovremmo immediatamente eliminare dal nostro vocabolario.

Le parole che pronunciamo hanno grande importanza anche se non ce ne rendiamo conto. Ogni frase che esce dalla nostra bocca è un riflesso di ciò che pensiamo.

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Oggi vogliamo fare un riepilogo di alcune parole tossiche che dobbiamo smettere di usare. Esse influenzano quello che facciamo, come ci relazioniamo con gli altri e anche con noi stessi.

1. Strano

Pesce diverso in un gruppo di pesci uguali

“Che strano che è,” “È davvero strano…” sono alcune frasi che di sicuro ci suonano più familiari di quanto non dovrebbero. Questa parola rivela qualcosa che di solito non consideriamo: i nostri pregiudizi.

Ogni volta che diciamo che qualcuno è strano, stiamo dicendo che noi siamo normali. Quando diciamo che ciò che una persona fa è strano, vogliamo dire che ciò che facciamo noi invece rientra nei canoni.

Ma chi determina questo? Siamo tutti diversi, ma siamo più influenzati dalla società di quanto pensiamo.

Smettiamo di usare questa parola e apriamo un po’ di più le nostre menti. Tutto è lecito!

2. Ho bisogno di te

Come? Utilizziamo questo verbo più di quanto dovremmo all’interno della coppia, nel tentativo di far sapere all’altro quanto sia speciale per noi.

Tuttavia in questa espressione ci sono molte affermazioni che è meglio sottolineare: “Senza di te io non sono niente”, “Tu sei tutto per me”, “Cosa farei senza di te”, “Ti amo più della mia vita”…

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La necessità di qualcun altro per essere felici è dipendenza, non amore. Tuttavia continuiamo a confondere la necessità con questo sentimento così puro.

3. Colpa

“È colpa tua” è una frase che usiamo molto e che riflette il timore che abbiamo di assumerci la responsabilità delle nostre azioni.

Queste sono tra le parole tossiche più radicate, ma alle quali prestiamo meno attenzione perché tendiamo a scappare dall’autocritica, vogliamo essere perfetti!

Se facciamo un errore, accettiamolo. Non c’è nulla di male, tutti fanno errori. Non riversiamolo su chi non c’entra nulla.

4. Brutto

Così come con la parola “strano”, chi decide cosa è brutto e cosa no? Ah già, i canoni di bellezza e la pubblicità ingannevole, piena di ritocchi digitali che mostrano corpi e volti privi di imperfezioni.

Se apriamo le nostre menti e ci liberiamo di tutte queste convinzioni, ci rendiamo conto che nulla è brutto. Ogni cosa ha la sua bellezza, tratti che sono in grado di farci innamorare oppure esserci indifferenti.

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Ma il fatto che qualcosa non ci attiri non vuol dire che sia brutto. Perché come avrete avuto già modo di notare, i gusti sono diversi, vero?

5. Non posso

Donna che fa un segno di rifiuto con la mano

Sicuri che non potete? Questa è una delle parole tossiche maggiormente limitanti e, purtroppo, ognuno la dice essendone convinto.

Tutto è possibile in base alle nostre possibilità. Solo che a volte, se ci troviamo tra l’incudine e il martello, ci convinciamo di non poter ottenere, fare o superare qualcosa.

Siamo più forti di quanto pensiamo. Il “non posso” è una negazione che ci limita. Modificatela in “io posso”, anche se è difficile. Vedrete come le cose cambiano, assieme alla vostra visione del mondo.

6. Odio

L’odio di per sé è un sentimento che provoca molti danni, non solo per gli altri, ma anche per coloro che lo provano. È come un’ulcera che continua a crescere e danneggiarci nel nostro interiore.

Eppure questo sentimento è presente in frasi come “Odio il mio lavoro”, “Odio il mio partner”, “Odio la mia situazione”…

Siamo in grado di odiare tutto questo, ma facciamo qualcosa per cambiare questa situazione? No. Pertanto, stiamo alimentando un rancore che noi stessi stiamo accettando.

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L’odio ci logora e ci riempie di cattivi sentimenti. Possiamo liberarci dall’odio a partire da subito. Non vale la pena continuare a mantenerlo.

7. Fallimento

Parole tossiche: ragazzo abbattutto per un fallimento

Il fallimento ci ha sempre perseguitato e solo pronunciare questa parola ci terrorizza. Eppure a volte diciamo a noi stessi “Sono un fallimento”.

Abbiamo la falsa convinzione che il fallimento sia qualcosa di terribile. In realtà è un’opportunità per migliorare, per prendere decisioni migliori e, soprattutto, imparare da quello che abbiamo fatto.

Non c’è niente di sbagliato nel fallire, tutt’altro! Cambiate questo “Sono un fallimento” in “Sono una persona che impara da ogni errore che commette”.

E voi usate queste parole tossiche nella vostra vita di tutti i giorni? Esserne consapevoli vi permetterà di frenarle e sostituirle con delle altre più positive che faranno sì che la vostra vita cambi in modo decisivo.

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