Che cos’è un soffio cardiaco?

· 1 aprile 2014
Il soffio al cuore può presentarsi come conseguenza di infezioni o malattie e, a volte, può indicare un problema coronario più grave.

Il soffio cardiaco è più comune di quanto si pensi ed è probabile tanto che ne abbiate sentito parlare quanto che non la conosciate affatto perché non se ne parla spesso.

Iniziamo con il dirvi che si manifesta come un suono: il sangue, passando nelle valvole del cuore o attraverso i vasi sanguigni vicini al cuore, emette un rumore specifico che non è normale e non assomiglia assolutamente al suono ritmato, simile ad un tamburo, tipico del cuore.
Questa anomalia è il soffio che viene prodotto dai battiti a causa di un piccolo difetto cardiaco nell’aprire e chiudere le valvole cardiache, come se l’aria passasse troppo velocemente. Si tratta di un segnale che, a volte, può precedere un problema cardiaco più serio.

Chi può avere un soffio cardiaco?

Il soffio cardiaco può essere di due tipi:

  • Congenito: è presente dalla nascita ed è in effetti molto comune nei bambini, sebbene la maggior parte delle volte si tratta di soffi “innocenti”, per cui è sufficiente un monitoraggio per controllare che il cuore funzioni e cresca in modo normale. In altre occasioni può trattarsi di un problema congenito anormale, ossia una delle due valvole cardiache (che sono come due porte che permettono l’afflusso di sangue) non funziona bene e potrebbero insorgere dei problemi; per questo motivo sono molto importanti i monitoraggi.
  • Acquisito: di norma si sviluppa all’improvviso nell’arco della vita ed è più comune tra le persone che hanno superato i 50 anni.

Quali sono le cause?

Le cause di un soffio cardiaco, escludendo i casi di precedenti congeniti, possono essere legate a malattie o ad infezioni che danneggiano le valvole cardiache causando dei difetti e lasciando cicatrici. Si possono quindi classificare i seguenti fattori:

  • un’infezione
  • valvole cardiache difettose
  • orifizi nelle pareti cardiache (difetto del setto atriale o difetto del setto ventricolare)
  • febbre
  • anemia (diminuzione dei globuli rossi nel sangue)
  • febbre reumatica
  • endocardite
  • un precedente attacco cardiaco che ha lasciato lesioni nelle valvole cardiache

Tutto ciò fa sì che le valvole, queste “porte” che precedono l’ingresso al cuore, non possano chiudersi bene o che lo facciano in modo rigido impedendo il corretto passaggio del sangue.

Sintomi di un soffio al cuore

Innanzitutto va detto che i soffi cosiddetti “innocenti” non presentano sintomi molto evidenti, per questo è molto importante fare dei controlli, perché sebbene non siano gravi, bisogna sempre tenerli sotto controllo.
I soffi anormali e più gravi possono presentare dei sintomi, ma non sempre. In ogni caso, vi indichiamo delle condizioni che possono aiutarvi a riconoscere un problema cardiaco:

  • sentirsi stanchi
  • avere le vene del collo molto marcate e gonfie
  • avere un colore della pelle leggermente bluastro, in particolare sui polpastrelli
  • nausee e svenimenti
  • dolore al petto
  • mancanza d’appetito
  • gonfiore
  • abbondante sudorazione al minimo sforzo

Tipi di soffi cardiaci

Sono i medici a dover diagnosticare i soffi cardiaci e la categoria a cui appartengono, analizzando il volume, la durata e il tono e classificandoli anche a seconda dell’intensità. I soffi più comuni sono i seguenti:

  • Soffio sistolico: soffio al cuore che si sviluppa durante una contrazione del muscolo cardiaco.
  • Soffio diastolico: soffio al cuore che si sviluppa durante un momento di rilassamento del muscolo stesso tra i battiti.
  • Soffio continuo: soffia al cuore che si sviluppa durante tutto il ciclo cardiaco.

Tutti i soffi implicano una malattia cardiaca?

No, non tutti i soffi sono sintomi di malattie cardiache. A volte li sentiamo semplicemente perché soffriamo di anemia o abbiamo la febbre, e scompaiono nel giro di poco tempo. Ad ogni modo, deve sempre essere un medico professionista ad eseguire le analisi ed i controlli pertinenti per scartare quest’opzione. Lo verificherà attraverso l’elettrocardiogramma e l’ecocardiografia, nessuna delle due invasiva, che gli permetteranno di vedere l’anatomia del cuore e come lavora.
La vostra salute va prima di tutto, non trascurate mai il vostro corpo e ascoltate sempre il vostro cuore, rivolgendovi al vostro medico ogni qualvolta lo riteniate necessario.

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