Come evitare le cisti al seno

24 agosto 2014
Anche se è bene controllare l'evoluzione delle cisti al seno, non esiste una relazione diretta tra queste e lo sviluppo del cancro al seno.

Attualmente una delle maggiori paure delle donne è lo sviluppo del cancro al seno. Tuttavia, avere delle cisti al seno e un cancro alla mammella non significano la stessa cosa. In questo articolo scopriremo i tipi di cisti che esistono e che misure bisogna prendere nel caso in cui l’autopalpazione o una visita ginecologica dal medico rilevi una di queste protuberanze o cisti.

Esistono molte leggende urbane che circolano su Internet e altri mezzi di comunicazione in cui si parla di una relazione diretta tra l’esistenza di cisti al seno e lo sviluppo di un cancro alla mammella. Non è così, ma è chiaro che lo sviluppo di cisti al seno deve essere controllato, ridotto al minimo o meglio rimosso. Idealmente esiste una serie di norme e comportamenti che bisognerebbe portare a termine il più rigidamente possibile.

Tutto ciò perché, anche se non c’è un’abituale relazione diretta tra le cisti al seno e il cancro alla mammella, alcuni studi dimostrano che esiste una maggiore probabilità di sviluppare cisti che possono essere maligne nelle donne che non hanno mai avuto figli, nelle donne con ciclo mestruale irregolare o in quelle che presentano precedenti di cancro al seno in famiglia.

Che cos’è una ciste al seno?

Una ciste al seno è una raccolta di liquido all’interno della mammella, cioè, una sorta di “borsa” ben definita di dimensioni normalmente piccole, come un cece o anche più piccole, che di solito contiene liquidi. Non esiste una regola concreta riguardo al momento della sua comparsa. Può presentarsi addirittura in donne molto giovani, persino bambine, in pratica a partire dallo sviluppo, intorno ai 10-12 anni in media.

Di solito le cisti che si presentano sono di questo tipo, sebbene ne esistano alcune che hanno un contenuto solido.

Radiografia-cisti

Esistono altri tipi di cisti al seno, i fibroadenomi. Di solito non presentano sintomi, sono indolori e si scoprono palpandosi, poiché si tratta di una protuberanza dura, mobile e che al tatto può essere liscia o rugosa, quando è lobulare. Si sposta liberamente tra le dita (come un cece che si muove); Anch’esse sono benigne. Si devono a una proliferazione eccessiva del tessuto mammario e, sebbene si possano confondere con quelle nominate in precedenza, sono diverse. I fibroadenomi sono più frequenti prima della menopausa e, anche se possono comparire a qualsiasi età, di solito compaiono durante la pubertà e in donne adulte giovani, per cui la loro comparsa è stata associata ai cambiamenti ormonali di queste età.

Il trattamento delle cisti implica, all’inizio, il controllo del seno da parte della paziente. Di solito non è necessaria la chirurgia, ma nel caso in cui si vogliano rimuovere, quelle semplici si eliminano con una semplice agoaspirazione tramite cui si aspira il contenuto, mentre quelle complesse con una biopsia e la chirurgia.

Cisti al seno: cause

Le cisti al seno possono avere cause diverse.

Prendendo in considerazione l’anatomia del seno, è frequente che i lobuli si blocchino e quindi si può accumulare liquido al loro interno, dando luogo alla comparsa di tali cisti.

È possibile, inoltre, che, se isolate, abbiano un’origine ereditaria, ma non è comune.

Ad ogni modo, le più frequenti sono quelle dovute ad alterazioni benigne del tessuto delle ghiandole mammarie (mastopatia), che di solito compaiono soprattutto a partire dalla menopausa. Questo è forse dovuto agli squilibri ormonali che si producono in questa fase del ciclo, ma anche a cambiamenti di carattere fibrocistico (cambiamenti spontanei comuni e benigni nei tessuti mammari). Si tratta di un cambiamento normale, quindi è molto comune che queste cisti compaiano anche nei seni in buono stato di salute,.

È necessario capire che di solito le cisti si aggravano in seguito ai cambiamenti ormonali tipici delle donne. Per questo l’autopalpazione va praticata prima o dopo il ciclo, perché è frequente che cambi di dimensioni a seconda del momento ormonale in cui ci troviamo. Cercate di palparvi sempre nello stesso periodo del mese.

Quando nella dieta sono presenti alte concentrazioni di xantina (caffè, tè, cioccolato, frutti di mare o bibite gassate, come la cola e simili), così come un’alimentazione povera di frutta e verdura, aumenta il rischio di cisti al seno.

Un fattore di rischio che aumenta la comparsa non solo di cisti benigne, ma anche delle maligne, è l’obesità. Di solito anche l’assenza di allattamento nelle donne predispone alla loro comparsa: le donne che non hanno avuto figli di solito ne sono più colpite rispetto alle altre. 

Bisogna ricordare, invece, che le droghe, l’alcol e il tabacco sono fattori di rischio per il cancro alla mammella e non per la formazione di cisti.

Spesso si discute riguardo una serie di “leggende popolari” che pretenderebbero spiegare perché compaiono le cisti e come evitarle, ma in realtà non hanno nessuna veridicità. Ad esempio, che non si devono fare mammografie perché danneggiano il seno, che i colpi accidentali o con una certa frequenza provocano il cancro, che l’agoaspirazione (iniezione di un ago per aspirare che ne analizza il contenuto) causa la dispersione della cisti o anche che prelevare dei campioni (biopsia) provoca lo stesso con il cancro. Così come si dice che l’uso di contraccettivi possa favorirne la formazione.

Non prestate attenzione a queste dicerie, sono solo dei falsi miti, poiché abbiamo già visto che le cause intrinseche alla loro formazione sono ben diverse.

Abitudini e rimedi naturali per evitare la comparsa o l’aumento delle cisti

Andiamo ad approfondire quello che bisogna fare per evitare la loro comparsa o, nel caso in cui siano già presenti, che cosa si può fare per evitare che ricompaiano o che aumentino in numero o in dimensione.

La prima cosa è fare proprio delle buone abitudini preventive. È molto importante controllare il seno ogni giorno, dedicare del tempo per conoscersi e per sentire il proprio corpo, in modo da identificare i sintomi che possono essere utili per una diagnosi precoce. L’autopalpazione ogni certo lasso di tempo, cercando di farlo nello stesso periodo del mese, farà sì che possiate individuare quando compare la protuberanza.

Si può fare molto per evitare e prevenire la comparsa di cisti, il dolore al seno e perfino il cancro alla mammella. Una diagnosi precoce, una dieta sana e conoscere il proprio corpo possono aiutarci molto a tutelare la nostra salute.

Quando nei controlli al seno di routine si riscontra un qualche tipo di cisti, è consigliabile consultare il medico per effettuare una valutazione della stessa tramite una semplice tecnica. Se è liquida o semisolida, senza altri segnali che indichino qualche aspetto negativo, come ad esempio del sangue, è nel 98% dei casi una cisti semplice. Queste non si trasformano in cancro maligno e non sono pericolose. In tal caso, si può realizzare l’aspirazione del suo contenuto e in seguito cercare di evitare i fattori che l’aggravano e che potrebbero averla causata, come quelli che vedremo a seguire.

Ridurre i grassi e i carboidrati raffinati

I tessuti della mammella sono molto sensibili alle diete ricche di grassi (in particolare quelli saturi e trans) e di carboidrati dato che alzano i livelli di estrogeni. La sovrapproduzione di estrogeno stimola il tessuto mammario provocando dolore, formazione di cisti in molte donne e maggior rischio di soffrire di cancro al seno e altri tipi di cancro ginecologico.

Per questo motivo se si soffre di sovrappeso, bisogna ridurre l’indice di grasso corporeo.

Alimenti che possono aiutare

cavoletto di bruxelles

Il consumo di fibre di origine vegetale (soprattutto cereali integrali e frutta) è importante per eliminare l’eccesso di estrogeno. Le verdure crucifere, come broccolo, cavolo, cavoletti di Bruxelles e rapa, contengono indole-3-carbinol. Questo composto riduce la capacità dell’estrogeno di aderire al tessuto mammario. Si consiglia di mangiare almeno due razioni alla settimana di questo tipo di verdura e, se possibile, al giorno. Si può assumere anche l’estratto di germogli di broccoli o di verdure crucifere.

I derivati della soia, come il tofu, il miglio e il tempè, sono molto consigliati per i loro fitoestrogeni vegetali, ma esistono studi a favore e contro; per questo è bene che vi rivolgiate al vostro medico e che ne evitiate un consumo eccessivo. Tuttavia, evitate la soia transgenica e controllate bene le etichette.

Un’alimentazione ricca di cibi integrali e povera di grassi animali sarà il vostro migliore alleato.

Eliminare i latticini

Si consiglia di eliminare dalla dieta quotidiana i latticini, in particolare il latte. Nella nostra cultura gastronomica i latticini sono fondamentali, ma bisogna cercare di abbandonarli o almeno diminuirli, e cercare di scegliere quelli biologici in modo che agli animali non siano stati dati ormoni o farmaci. Fate una prova per un mese e osservate il vostro corpo; di sicuro noterete dei benefici.

Eliminare la caffeina e il cioccolato

Bisogna smettere di assumere in eccesso prodotti a base di caffeina, come il caffè, il tè, bevande come la cola, il cioccolato e la birra analcolica. Queste bevande contengono metilxantina che può produrre una sovra stimolazione del tessuto mammario in alcune donne. Per molti smettere di mangiare il cioccolato può essere molto difficile, ma se avete dolore al seno, cisti ecc. cercate di smettere almeno per un ciclo mestruale intero e vedete che cosa succede.

Integratori alimentari

  • L’olio di onagra, enotera o primula e l’olio di borragine, ricchi di acido omega 6 (gamma linolenico GLA), in molte donne alleviano la sensibilità del seno mano a mano che diminuisce l’infiammazione, così come l’acido omega 3. Questo potete trovarlo nell’olio del pesce azzurro (attenzione ai metalli pesanti), nell’olio di lino, nell’olio di sesamo e nell’olio di noce. Numerosi studi approvano l’assunzione di omega 3 sostenendo che protegga dal cancro al seno. Anche l’olio di moringa è ricco di acidi omega 9, 6 e 3, ed è una delle maggiori fonti di antiossidanti naturali.
  • Assumere integratori di vitamine e sali minerali, in particolare di vitamina E, vitamina A, Coenzima Q10 e selenio, è importante perché si tratta di antiossidanti molto benefici.
  • Lo iodio diminuisce la capacità dell’estrogeno di aderire ai recettori del seno; questo diminuisce il dolore. Il miglior modo di assumerlo è attraverso l’alimentazione, con alghe come l’alga wakame o kombu, che vi daranno iodio in modo semplice. Non si consiglia un eccesso di iodio a donne con patologie alla tiroide, in particolare l’ipertiroidismo.
  • L’estratto di tè verde (Camellia sinensis) va preso nella dose di 200 mg al giorno. Vari studi affermano che il tè verde collabora alla riduzione della probabilità di soffrire di cancro al seno e ad una minore percentuale di ricomparsa.
  • Il propoli inibisce l’attività dell’enzima aromatasi, determinante per diminuire la produzione eccessiva di estrogeno.
  • I funghi Mesima (Pohellinus linteus) stimolano la produzione di cellule difensive, rallentano la crescita e la formazione di determinate cellule maligne riducendo l’adesione e la migrazione cellulare, e inibiscono la crescita di entrambi i tipi di cellule mammarie cancerogene. In caso di cancro, si possono consumare durante e dopo il ciclo di chemioterapia o radioterapia. Potete abbinarli, inoltre, ad altri funghi come l’Agaricus blasei, il Coriolus versicolor e il Reishi (Ganoderma lucidum). Si consiglia di mangiarli a digiuno accompagnati da un succo di agrumi.

cardo-mariano

  • Il cardo mariano (Silybum marianum): il fegato deve essere del tutto sano e correttamente funzionante dato che una funzione epatica adeguata faciliterà il corretto metabolismo degli estrogeni e per questo si avrà un loro controllo adeguato. È un buon antiossidante e, inoltre, ha effetti antineoplastici (impedisce lo sviluppo di cellule tumorali) di fronte al cancro al seno.

Evitare i reggiseni con il ferretto

I reggiseni con il ferretto possono bloccare in un certo senso la circolazione sanguigna e linfatica del seno, della parete toracica e dei tessuti intorno. Può essere complicato sostituirli, ma si può almeno provare ad utilizzarli meno ore al giorno.

Olio di ricino e argilla

Potete usare impacchi di olio di ricino e applicarli sul petto per diminuire il dolore e l’infiammazione. Lasciate agire per un’ora, tre volte a settimana per due o tre mesi. Come mantenimento fatelo una volta a settimana.

Usare cataplasmi o applicare impacchi di argilla potrà aiutarvi a fronteggiare il dolore e l’infiammazione, e si utilizzano per aiutare a eliminare le cisti (sono sconsigliati se sono cancerogene poiché si pensa che possano mobilitarlo). Lasciateli fino a che non si secchino e poi lavate bene il petto. Si consiglia di dormire a volte con l’argilla applicata e, per non farla seccare, potete mettere delle foglie di lattuga e poi un vecchio reggiseno di cotone.

Ora che siete più informate, poter evitare le cisti al seno o diminuirle e addirittura eliminarle è alla vostra portata e non richiede tanti sforzi economici, ma sì un po’ di volontà e di auto osservazione del proprio corpo. Dunque, coraggio e prendetevi cura del vostro corpo!

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