Come prendersi cura di un bambino con sindrome di Down

Molti genitori ricevono la diagnosi di trisomia 21 già prima della nascita del bambino. Dire che la cura di un bambino in condizioni speciali inizia in quel momento non è un'esagerazione, poiché l'accoglienza familiare ne è parte.
Come prendersi cura di un bambino con sindrome di Down

Ultimo aggiornamento: 13 novembre, 2021

Le cure specifiche del bambino con sindrome di Down dovrebbero iniziare non appena la diagnosi è nota, poiché lo sviluppo delle sue capacità dipenderà in gran parte da queste. La sindrome di Down ha caratteristiche permanenti che necessitano accompagnamento della famiglia e attenzione medica immediata.

L’ambiente offerto dai genitori è molto importante, perché sostiene il bambino nel suo progresso intellettivo e motorio, che tenderà ad avanzare più lentamente o in ritardo se confrontato con gli altri bambini.

In questo articolo affronteremo i consigli da seguire affinché la stimolazione precoce sia soddisfacente per tutti. E in modo da permettere ai bambini di integrarsi nel mondo in modo naturale e rispettoso.

Bambino con sindrome di Down: quali sono le sue necessità?

Le persone con questa condizione sono caratterizzate da disabilità intellettiva, pertanto, hanno bisogno di una famiglia comprensiva e disposta a supportare la loro crescita con pazienza e disponibilità.

Tra le strategie per la stimolazione precoce e per aiutarli a progredire con meno difficoltà, ci sono la fisioterapia, la logopedia e la psicopedagogia.

Fisioterapia

Prima si inizia, meglio è. Il bambino con sindrome di Down tende a essere ipotonico e ha bisogno di rafforzare il tono muscolare. Stare seduto, gattonare e camminare richiederà un po’ più di tempo, ma ci riuscirà.

Le alterazioni dei meccanismi cerebrali creano una tendenza alla distrazione che può essere compensata cercando attività a impatto visivo e che attirino la sua attenzione. Soprattutto perché, essendo l’udito una disabilità tipica, in misura minore o maggiore, la vista funge da rinforzo per imparare a esprimersi.

Psicopedagogia

Una terapia mirata, guidata da uno psicopedagogo, darà risultati soddisfacenti. A livello emotivo sarà di grande supporto e via via il bambino si sentirà più indipendente e sicuro.

Poiché il deficit cognitivo può variare da lieve a profondo, è importante avere un insegnante di sostegno o un programma speciale, a prescindere dal tipo di scuola frequentata.

Stimolazione musicale del bambino con sindrome di Down.
Nella stimolazione dei bambini con sindrome di Down si può ricorrere a un’ampia varietà di tecniche.

Logopedia

Le sedute con un foniatra, un logopedista o un fisioterapista danno al bambino la possibilità di sviluppare le abilità comunicative, permettendo di interagire efficacemente con gli altri attraverso la parola.

Affinché la comunicazione sia efficace, le istruzioni devono essere brevi e semplici. I bambini Down sono più lenti a elaborare le informazioni, ma rispondono bene se si lavora sui loro punti di forza. La maggior parte di loro sono bambini molto affettuosi e socievoli.

Alimentazione

La dieta deve essere varia ed equilibrata, come quella di qualsiasi bambino. Sempre sotto la guida di uno specialista, nel caso compaiano difficoltà di tipo nutrizionale che ostacolino il buon funzionamento della bocca come masticare o deglutire.

Le consistenze morbide, come le creme, vengono offerte per prime e, man mano che si acquisiscono abilità nella deglutizione di cibi solidi, vengono provate altre opzioni, misurando le reazioni e la tolleranza.

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Altre cure consigliate per un bambino con sindrome di Down

Nascere con questa sindrome implica avere caratteristiche fisiche specifiche. Inoltre significa avere la tendenza a presentare disfunzioni e malattie che sono state documentate negli anni.

Da questi dati e statistiche risultano chiare le attenzioni necessarie al bambino con sindrome di Down, anche da applicare in via preventiva.

Controllo periodico dell’udito

Controllare regolarmente l’udito è importante, poiché le persone con questa condizione tendono ad avere canali uditivi stretti e a soffrire di otite recidiva. La perdita dell’udito intermittente è stimata tra il 60% e il 70%.

Monitorare la funzione tiroidea

Esiste una relazione tra i disturbi della tiroide e sindrome di Down che non può essere ignorata. Circa il 45% di questi bambini ne soffre o potrebbe svilupparli in futuro, quindi la visita di controllo presso l’endocrinologo dovrebbe essere normale.

Controllo dei denti

Per evitare la malattia parodontale, comune nei bambini con sindrome di Down, la visita dal dentista è importante quanto la visita dal pediatra. Secondo gli studi, ciò sarebbe giustificato da un numero ridotto di cellule T che compromettono il sistema immunitario.

D’altra parte, sono tipiche le alterazioni della mandibola, della lingua e l’ipotonia muscolare. Di un’attenzione speciale avranno bisogno anche le gengive a causa della malposizione dentaria e dei problemi di igiene.

Sindrome di Down.
L’assistenza sanitaria dei bambini con la sindrome deve considerare gli aspetti cardiologici, endocrinologici, odontoiatrici e visivi.

Controllo della vista

Le persone con sindrome di Down hanno frequenti problemi di vista. La miopia è più comune rispetto alla media. Un’alta percentuale di bambini, inoltre, soffrono di cataratta, strabismo, nistagamo e cheratocono.

La cataratta può essere già presente alla nascita, per cui sarà necessario un intervento chirurgico.

Quando vedere lo specialista?

Sin dalla nascita, le cure raccomandate per un bambino con sindrome di Down includono un regolare controllo pediatrico per rilevare tempestivamente qualsiasi evento. All’inizio mensilmente, poi ogni sei mesi se tutto va bene. È il pediatra che indirizza allo specialista.

Esistono tabelle di follow-up per ragazzi e ragazze con queste condizioni speciali. Essere in sovrappeso è un fatto comune, così come la bassa statura.

Conoscere la sindrome di Down per abbattere i miti

Molti genitori ricevono la diagnosi di trisomia 21 già prima della nascita del bambino. Dire che la cura di un bambino in condizioni speciali inizia in quel momento non è un’esagerazione, poiché l’accoglienza familiare ne è parte.

Una diagnosi prenatale permette ai genitori di documentarsi. Questo darà loro fiducia e li aiuterà a riceverla con uno stato emotivo di maggiore sicurezza, affetto e comprensione.

Infine, è di grande conforto aderire ai centri di sostegno che accompagnano le famiglie nel processo di accettazione. Lo scambio di esperienze tra genitori è sempre una buona idea: permette di ampliare le conoscenze e superare insieme i miti.

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