Cibi solidi nella dieta del neonato: quando?

Compiuti i sei mesi, arriva il momento di introdurre i cibi solidi nella dieta del neonato. Il suo corpo è già pronto per riceverli e per i genitori si tratta di una vera e propria avventura.
Cibi solidi nella dieta del neonato: quando?

Ultimo aggiornamento: 26 novembre, 2020

Introdurre i cibi solidi nella dieta del neonato è un’operazione delicata, che non può essere eseguita durante i primi giorni di vita del bambino, bensì dopo un certo tempo e in maniera graduale.

Durante la gravidanza la placenta svolge in parte le funzioni nutritive. Di conseguenza, l’apparato digerente del bambino deve necessariamente adattarsi alla nuova realtà dopo la nascita. Ecco perché il neonato non può mangiare qualsiasi cibo.

In questo articolo vedremo quando è opportuno introdurre i cibi solidi nella dieta del neonato, come capire che il bambino è ormai pronto per questo evento, quali sono gli alimenti maggiormente consigliati e alcune norme di carattere generale di cui è importante tenere conto.

Come posso sapere se il mio bebè è pronto per mangiare cibi solidi?

Il bambino deve essere allattato, in maniera esclusiva, durante i primi mesi della sua vita. Solo a sei mesi si inizia a introdurre nella sua dieta i primi cibi solidi. Tuttavia, l’allattamento materno può proseguire fino ai due anni, alternando entrambe le forme di alimentazione.

Oltre all’età, un secondo elemento che bisogna prendere in considerazione solo altezza e peso. Intorno ai 4 mesi, i bambini pesano il doppio rispetto al momento della nascita. In alcuni casi specifici, è possibile valutare il bisogno di anticipare il consumo di cibi solidi, sebbene si tratti di eccezioni particolari che devono essere indicate da un pediatra.

I segnali emessi dal piccolo sono un altro aspetto di cui è bene tenere conto. Il bambino è ormai pronto per accettare i cibi solidi se:

  • È capace di rimanere seduto e mantenere la testa sollevata.
  • Dimostra interesse per gli alimenti che vede davanti a lui.
  • Se si avvicina qualcosa alla bocca, la apre come se volesse ingoiarlo.
  • Compie gesti o movimenti di masticazione.
Primi tentativi di introdurre i cibi solidi nella dieta del neonato.
La fase dell’introduzione dei cibi solidi è fondamentale nello sviluppo infantile e comporta un notevole cambiamento.

Quali sono gli alimenti consigliati per questa fase?

Possiamo introdurre una grande varietà di cibi solidi nella dieta del bambino. Ciò nonostante, alcuni sono più indicati di altri. Tra questi, troviamo quelli che seguono:

  • Cereali: il riso, l’avena, il mais o l’orzo sono alimenti ricchi di vitamine e minerali. Inoltre, rappresentano importanti fonti di fibre.
  • Ortaggi e verdure: forniscono abbondanti quantità di nutrienti, tra cui le proteine. Possono essere somministrarti al bambino sotto forma di pappe.
  • Frutta: sono di per sé gradevoli al palato. È preferibile scegliere frutta fresca, non in conserva.
  • Alimenti di origine animale: carne e pesce forniscono proteine, vitamina A, ferro, zinco, fosforo e calcio. Per quanto riguarda le uova, per ragioni di allergie alimentari, è preferibile attendere il primo anno di vita, prima di eseguire una prova e valutare la tolleranza attraverso la somministrazione di una porzione.
  • Legumi: rappresentano la fonte migliore di proteine di origine non animale.

Vi consigliamo di leggere anche: Errori nell’alimentazione dei bambini

Come introdurre i cibi solidi nella dieta del neonato?

Quando si introducono i cibi solidi nella dieta del neonato è importante fare in modo che il piccolo non rifiuti il nuovo alimento. Se all’inizio questo evento può verificarsi, è necessario perseverare senza, però, renderlo traumatico.

In tal senso, si consiglia di somministrare piccole quantità di cibo. Ricordate che un neonato mangia molto meno di un adulto. Bisogna concedere al suo apparato digerente il tempo necessario per adattarsi al cambiamento. Ecco perché non dobbiamo sentirci frustrati se si limita a ingerire scarse quantità di cibi solidi.

In secondo luogo, è più facile introdurre gli alimenti solidi alternandoli con l’allattamento materno o il latte artificiale. In altre parole: si offre un po’ di latte attraverso il biberon o il seno, poi un cucchiaino di cibo e di nuovo un altro po’ di latte. Così il bambino si abituerà al nuovo alimento.

Capiterà spesso di vedere il bambino giocare con il cibo che finirà sul suo viso, sulle mani, il bavaglino o il pavimento. Ovunque, tranne che in bocca. Non bisogna rimproverare il bambino per questo comportamento, altrimenti il suo rifiuto verso i nuovi cibi potrebbe crescere.

Al contrario, bisogna parlargli dolcemente, stimolandolo a mangiare. E se piange o non vuole aprire la bocca, è meglio aspettare e non insistere per un po’ di tempo.

Quali cambiamenti vive il bambino quando inizia a mangiare cibi solidi?

Quando si introducono i cibi solidi nella sua dieta, nel bambino inizieranno a diventare visibili alcuni cambiamenti. Tra questi, l’urina diventerà più torbida.

È possibile che in alcune feci siano presenti pezzi di cibo non digerito, ma questo fenomeno non deve essere motivo di allarme. Anche l’intervallo tra le evacuazioni può variare, diventando meno frequente. Non si tratta, però, di un segnale di stitichezza.

D’altra parte, vi accorgerete che a mano a mano che il bambino si adatta al cibo solido avrà sempre più appetito e le porzioni che mangia aumenteranno. A poco a poco, l’uso del biberon verrà abbandonato.

Consigli generali sull’alimentazione del neonato

Nelle righe che seguono vi offriamo alcuni semplici consigli di cui potete tenere conto durante il primo periodo di introduzione dei cibi solidi nella dieta del neonato:

  • Alimenti che gli consentano di mangiare con le mani: durante questa fase dobbiamo portare il cucchiaio alla bocca del bambino. Ma quando desidera mangiare da solo, non dobbiamo trascurare questa opportunità. Dobbiamo però assicurarci che non sia un boccone troppo grande.
  • Provare diversi alimenti: non bisogna presentare al bambino un piatto contenente una varietà di cibi. L’ideale sarebbe proporre un solo alimento per ogni pasto, per poi passare a un altro al pasto successivo prendendo nota di che cosa gli piace. Oggi proviamo con un cereale, domani con una pappa di verdure.
  • Succo di frutta o spremuta: è possibile preparare dei succhi di frutta fresca da somministrare al piccolo con il biberon. Non bisogna aggiungere zucchero ai succhi o alle spremute per il bebè.
Bambino che gioca con la verdura.
È del tutto normale che all’inizio i bambini giochino con il cibo; ciò non deve indurre i genitori alla disperazione.

Non tutti i cibi solidi sono adatti al neonato

Alcuni genitori potrebbero preoccuparsi nel vedere che i loro figli non mangiano buona parte dei cibi solidi che ricevono. Nei primi tempi, però, una quantità di circa 115 grammi è sufficiente affinché il bambino riesca ad adattarsi.

Così come ci sono alimenti consigliati, ce ne sono altri che bisogna evitare, come le conserve, gli insaccati, i cibi in scatola, i pop corn e altri con i quali il bambino potrebbe soffocarsi. Per evitare pericoli, è fondamentale valutare le dimensioni dei bocconi.

Cercate sempre di preparare purè, pappa o di sminuzzare il cibo così da facilitarne l’ingestione. Non date mai cibo intero al neonato. Infine, non aggiungete sale né condimenti, non necessari per il suo palato e il suo gusto e che invece aumentano il rischio di malattie croniche in futuro.

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Lo svezzamento del neonato è la fase di integrazione di alimenti diversi oltre il latte materno. Può essere effettuato in età diverse.



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