Cos’è il morbo di Crohn?

10 ottobre 2017
Lo scorso 19 maggio si è celebrata la giornata mondiale delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD).

Si stima che a livello mondiale siano circa 5 milioni le persone affette dal morbo di Crohn, una  malattia talmente debilitante da danneggiare il proprio stile di vita.

Non basta, dunque, rendere più visibile tale condizione. La presa di coscienza deve essere solo il punto di partenza da cui scienza, istituzioni mediche e politiche sociali devono acquisire nuovo slancio per offrire trattamenti e speranze a chi ne è affetto.

 

Per coloro i quali non hanno mai sentito parlare del morbo di Crohn, prima di tutto bisogna chiarire che si tratta di un disturbo complesso e le cui cause sono ancora ignote.

  • È una malattia infiammatoria cronica che può colpire qualsiasi tratto dell’apparato digerente, dunque dalla bocca sino all’ano.
  • Di solito colpisce l’estremo inferiore dell’intestino tenue e l’inizio di quello crasso.
  • Non se ne conoscono le origini né i fattori scatenanti, ma è relazionato ad alterazioni genetiche che compromettono le funzioni immunitarie, provocando una reazione infiammatoria come risposta alla presenza di alcuni agenti nocivi.

Fattori relazionati al morbo di Crohn

Questa patologia fa parte dei cosiddetti disturbi autoimmuni, in quanto il sistema immunitario attacca per sbaglio l’organismo, infiammandolo e generando danni nel tessuto sano dell’apparato digerente.

Il gonfiore, che si verifica in modo permanente quando non viene seguito nessun trattamento, inspessisce le pareti intestinali e danneggia le funzioni gastrointestinali.

Tra i fattori che influiscono sulla comparsa della patologia spiccano:

  • Geni e precedenti familiari: è 10 volte più probabile soffrire di morbo di Crohn ne soffre anche un parente di primo grado.
  • Fattori ambientali: il fumo e le tossine derivate dall’inquinamento sono relazionate alla tendenza di soffrire di tale disturbo.
  • Virus e batteri: la crescita eccessiva di virus e batteri nell’apparato digerente attiva i meccanismi del sistema immunitario.
  • Alimentazione: l’organismo non è capace o ha difficoltà a digerire alcune proteine provenienti dal cibo.
  • Età: anche se può presentarsi a qualsiasi età, di solito viene diagnosticato tra i 15 e i 35 anni.

Sintomi del morbo di Crohn

I sintomi di questa malattia possono variare da paziente a paziente, a seconda della parte dell’apparato digerente danneggiata.

Possono essere lievi oppure gravi. Anche se spesso sono permanenti, a volte possono comparire e scomparire con periodi di riacutizzazione.

Una persona può soffrire di morbo di Crohn se percepisce:

  • Dolori addominali forti.
  • Sensazione di fatica.
  • Perdita dell’appetito.
  • Impulso a defecare anche se l’intestino è vuoto.
  • Diarrea talvolta accompagnata da sanguinamento.
  • Perdita di peso.
  • Febbre.

Ovviamente tali sintomi devono essere analizzati da uno specialista perché potrebbero dipendere da altri problemi digestivi.

In alcuni casi i sintomi possono anche includere:

  • Periodi di stitichezza.
  • Infiammazione e dolori articolari.
  • Ulcere orali.
  • Sanguinamento rettale.
  • Protuberanze rosse e sensibili sotto la pelle.
  • Ulcere cutanee.

Esami e diagnosi

Donna con morbo di Crohn

Oltre a valutare i sintomi, la diagnosi del morbo di Crohn viene effettuata tramite esami quali:

  • Clisma opaco o scintigrafia gastrointestinale.
  • Colonscopia o sigmoidoscopia.
  • Tomografia computerizzata (TC) dell’addome.
  • Endoscopia capsulare.
  • Risonanza magnetica (RM) dell’addome.
  • Enteroscopia.

Trattamento del morbo di Crohn

Anche se talvolta il morbo di Crohn conduce i pazienti ad un’operazione chirurgica in cui, in linea di massima, viene estirpata la parte malata dell’intestino, la maggior parte dei pazienti lo tratta tramite l’assunzione di farmaci e cambiando il proprio stile di vita.

Farmaci

  • I trattamenti farmacologici includono antidiarroici e antinfiammatori.
  • Gli integratori di fibre aiutano a ridurre e contenere i sintomi.
  • Il Paracetamolo può ridurre il dolore lieve. Non si devono assumere Aspirina, Ibuprofene né Naprossene, in quanto possono peggiorare i sintomi.

Alimentazione

Una dieta equilibrata, povera di calorie e che includa tutti i gruppi dei principi nutritivi può migliorare la qualità di vita dei soggetti affetti da morbo di Crohn.

In generale si consiglia di:

  • Evitare il consumo di cibi processati, raffinati e di fritture.
  • Aumentare il consumo d’acqua.
  • Evitare l’ingestione di alimenti ricchi di fibre.
  • Limitare il consumo di latticini qualora si soffra di intolleranze.
  • Ridurre il consumo di alimenti che causano gas come i condimenti e i legumi.
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