Disabilità visiva: cosa c'è da sapere

La disabilità visiva limita in diversi ambiti. Si tratta di un problema piuttosto diffuso tra la popolazione mondiale, ma al giorno d'oggi è disponibile un numero sempre maggiore di ausili tecnologici.
Disabilità visiva: cosa c'è da sapere

Ultimo aggiornamento: 26 novembre, 2020

Nel mondo sono circa 2200 milioni le persone affette da disabilità visiva, secondo i dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra questi, circa 1000 milioni potrebbero aver prevenuto questa condizione con un trattamento adeguato e tempestivo.

La OMS segnala anche che la disabilità visiva è più diffusa nelle zone rurali, nelle fasce più povere, tra le donne, gli anziani e le minoranze etniche. I suddetti dati confermano il legame tra questo problema e la difficoltà o l’impossibilità di accedere in tempo a un trattamento adeguato.

Che cos’è la disabilità visiva?

In merito alla definizione di disabilità visiva non esiste un consenso assoluto in quanto al limite tra deficit visivo e disabilità in quanto tale. Ciò nonostante, una delle accezioni maggiormente accettate è quella che condividiamo nelle righe che seguono.

Indica in modo generico le persone che soffrono di cecità e quelle che presentano un deficit significativo. Si tratta, quindi, di un concetto che abbraccia qualunque disturbo della vista grave, a prescindere dalla causa.

Possiamo completare questa definizione ricordando che il problema deve limitare lo svolgimento di determinate attività, come la lettura, la scrittura, l’orientamento e la mobilità. A sua volta, la cecità viene definita come qualunque grave forma di deterioramento visivo senza che via sia necessariamente completa assenza della vista.

Disabilità visiva e non vedente a passeggio.
La cecità rende difficoltosa la vita quotidiana; al giorno d’oggi, è possibile disporre di numerosi ausili.

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Quali sono le possibili cause?

Le principali cause di disabilità visiva e cecità sono cataratta, ametropie, tracoma, oncocercosi, glaucoma, retinopatia diabetica e degenerazione maculare associata all’età. Vediamole nel dettaglio:

  • Cataratte: sono considerate la principale causa di cecità nel mondo. Si ritiene che corrispondano al 43% dei casi e opacizzano il cristallino.
  • Retinopatia diabetica: è la principale causa di perdita della vista nei paesi sviluppati. È tipica di chi non controlla i livelli di zucchero nel sangue. Progredisce verso una cecità progressiva a partire da piccole emorragie oculari.
  • Degenerazione maculare associata all’età: è la seconda causa di disabilità visiva nei paesi sviluppati. In principio, provoca l’offuscamento della visione centrale, ma se avanza può degenerare in cecità.
  • Glaucoma: è responsabile di circa il 15% dei casi di disabilità visiva nel mondo. Conduce alla perdita della visione periferica a causa di un aumento della pressione interna dell’occhio.
  • Tracoma: si tratta di un’infezione che colpisce entrambi gli occhi ed è la causa principale di cecità infettiva. È maggiormente diffusa nei paesi in via di sviluppo.
  • Ametropie: questo termine comprende la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo. Corrisponde all’incapacità dell’occhio di mettere a fuoco un oggetto a causa di una sproporzione tra la lunghezza del bulbo oculare e la potenza delle sue lenti interne.
  • Retinite pigmentosa: in questo caso, si riducono la visione periferica e al buio. Comprende diverse malattie degli croniche di origine genetica.

Identificazione, gradi e tipi di disabilità visiva

I disturbi della vista vengono rilevati nel corso della visita eseguita dall’optometrista o dall’oculista. Le difficoltà a leggere, vedere da vicino o da lontano, catturare le immagini con nitidezza o la presenza di congiuntivite o suppurazioni devono essere oggetto di esame medico.

Esistono quattro gradi di disabilità visiva, classificabili in base all’acutezza dei bulbi oculari della persona:

  • Lieve: acutezza visiva inferiore al 50%.
  • Moderata: inferiore al 33%.
  • Severa: grado di acutezza visiva inferiore al 10%.
  • Cecità: i valori rilevati nel corso dell’esame risultano inferiori all’1%.

D’altra parte, dal punto di vista funzionale, quindi legale, la classificazione è la seguente:

  • Parziale: quando un occhio è colpito in modo serio oppure entrambi gli occhi sono colpiti in maniera parziale.
  • Totale: nonostante la grave perdita di capacità visiva di entrambi gli occhi, si raggiunge un’acutezza visiva dello 0,1% o più.
  • Assoluta: nel caso in cui l’acutezza visiva non superi lo 0,1%.
Lettura di un testo in Braille.
Il metodo Braille rappresenta un aiuto inestimabile per chi è affetto da cecità.

Vi consigliamo di leggere anche: Degenerazione maculare legata all’età

Bisogni di una persona affetta da disabilità visiva

Una persona che presenta disabilità visiva può contare su diversi ausili per sopportare meglio la propria condizione. Per l’orientamento e la mobilità fuori casa esistono i bastoni, i cani guida e, al giorno d’oggi, strumenti tecnologici come il GPS, dotati di applicazioni appositamente pensate per chi soffre di problemi alla vista.

Per la visualizzazione di oggetti, in base al grado di disabilità visiva, è utile fare uso di una maggiore illuminazione o di dispositivi che consentano di ingrandire i caratteri, lenti di ingrandimento e occhiali ad alta potenza. In presenza di cecità, il metodo Braille rappresenta un sistema molto efficace per la lettura.

Per ovvie ragioni, la casa deve essere adattata alla condizioni della persona. Inoltre, al giorno d’oggi sono disponibili ausili sempre più efficaci, come i visori elettronici per la realtà aumentata e i cosiddetti occhiali intelligenti o smart glasses.

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