Distimia: quando la tristezza diventa cronica

· 29 maggio 2015

Tutti sappiamo cosa significa attraversare un brutto momento, quando il dolore e i pensieri negativi ci obbligano a riprogrammare molti aspetti della nostra vita. A volte il semplice fatto di vivere momenti del genere è un modo per imparare e ottenere nuove strategie per affrontarli in futuro.

Ma se la tristezza dovesse essere costante nella nostra vita? Cosa succede se questo malessere interiore, il dolore e lo sconforto non scompaiono, ma ce li trasciniamo dietro giorno dopo giorno? In questo caso, si tratta di un disturbo chiamato distimia, la quale si distingue dalla depressione per certi aspetti che vale la pena conoscere.

Continuate a leggere questo articolo per imparare a riconoscere questo disturbo dell’umore.

Che cos’è la distimia?

Depressione

La distimia è una forma di depressione, caratterizzato da sintomi affettivi ed emotivi importanti, che nella quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali  (DSM-V) viene classificato come “disturbo depressivo persistente”. Vi spieghiamo ora quali sono le principali caratteristiche della distimia:

  • È una costante sensazione di tristezza e di sconforto. Non ci sono momenti migliori o peggiori, ma di solito questa sensazione emotiva così negativa dura più di due anni.
  • Vale la pena sapere che questo tipo di disturbo non è quasi mai legato a “fattori esterni”, vale a dire, non sono necessarie delusioni o perdite affettive per cadere in questa forma di depressione. L’origine è organica e quasi sempre ereditaria. Colpisce soprattutto le donne.
  • Di solito compare intorno ai 21 anni di età.
  • Ci sono casi piuttosto gravi di persone totalmente incapaci di prendersi cura di sé e che hanno bisogno di assistenza giornaliera per mangiare, per sedersi, etc. Sono appunto casi di distimia grave.
  • Nonostante ci sia una componente ereditaria, lo stress solitamente è un fattore che peggiora notevolmente questa sensazione di sconforto, tanto da portare il disturbo alla sua fase più grave di cui vi abbiamo appena parlato.
  • Alla tristezza si aggiungono il cattivo umore, la stanchezza, l’insonnia, i disturbi alimentari e la difficoltà di concentrazione.
  • Se la distimia non viene trattata in tempo, può sfociare in una “depressione maggiore”, cioè un disturbo mentale ancora più grave accompagnato da sintomi quali l’ira, la rabbia e anche tentativi di suicidio. È molto pericoloso, ecco perché è importante curare in tempo patologie di questo tipo.

Come si tratta la distimia?

Tristezza

Innanzitutto, bisogna avere ben chiaro che la distimia è una patologia che va gestita e affrontata durante tutto l’arco della vita. Possiamo godere di una qualità di vita adeguata giorno dopo giorno? Sì, è possibile, ma sono necessari alcuni passaggi:

  • Farmaci antidepressivi
  • Sessioni di psicoterapia comportamentale e cognitiva, più incontri di gruppo.
  • Assistenza medica periodica durante tutta la vita.
  • Sostegno e conforto sociale (amici, parenti) e personale.

Dobbiamo tenere presente che l’origine di questo disturbo è ereditaria, quindi organica. Quasi sempre si verifica un’alterazione nei neurotrasmettitori di serotonina. Questo significa che i farmaci saranno efficaci e che, senza dubbio, la terapia psicologica sarà di grande aiuto. Tuttavia, bisognerà seguire questi trattamenti e terapie tutta la vita. In questo modo, le persone affette da distimia potranno godersi la vita giorno dopo giorno, andare al lavoro, realizzare i loro sogni e raggiungere i loro obiettivi.

È necessario che le persone a cui è stata diagnosticata la distimia siano consapevoli del loro problema e che dimostrino di avere grande forza interiore per capire cosa sta succedendo loro. È una malattia da tenere sotto controllo e soprattutto è importante individuare e gestire le fonti di stress e di ansia perché possono far peggiorare la situazione.

Depressione2

Vi ricordiamo anche che se in famiglia ci sono precedenti di distimia, le probabilità che ne soffriate anche voi sono molte alte. Prendete alcune precauzioni, parlate con il vostro medico e seguite i suoi consigli. Per concludere, vi segnaliamo la differenza tra la distimia e la normale depressione:

  • La distimia compare intorno ai 21 anni, o addirittura prima, ed è uno stato di tristezza permanente, senza che ci siano motivi responsabili di questa emozione, di questo sconforto. Questa condizione emotiva si protrae all’incirca per un anno e mezzo, due anni e se non viene curata in tempo, può sfociare in una depressione più grave accompagnata da tentativi di suicidio. 

Non dimenticatelo.

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