Flutter atriale: sintomi e cause

9 Agosto 2019
Il flutter atriale può comportare debolezza, vertigini e palpitazioni.

Il flutter atriale è un’aritmia, ovvero un disturbo del ritmo cardiaco. Consiste nella produzione di rapide e anomale scariche elettriche nell’atrio.

Tali scariche causano un’elevata contrazione degli atri, pertanto solo alcuni di questi impulsi elettrici raggiungono i ventricoli. Questo li porta a contrarsi in modo irregolare, più veloce e meno efficiente del normale.

Il flutter atriale è simile alla fibrillazione atriale. Tuttavia, nel primo il ritmo è più organizzato rispetto alla fibrillazione. È un disturbo relativamente frequente. L’incidenza maggiore è tra gli uomini di 60 anni.

In questo articolo vi spieghiamo cos’è il flutter atriale e quali sono i sintomi e le cause.

Come si verifica il flutter atriale?

In condizioni normali, le cavità cardiache (atri e ventricoli) si contraggono ritmicamente e in sincronia attraverso un impulso elettrico. Questo impulso viene generato nell’atrio e passa al ventricolo. In seguito a ciò si produce il battito cardiaco.

La frequenza normale è compresa tra i 50 e i 100 battiti al minuto. Tuttavia, in caso di aritmia, tale meccanismo risulta alterato. Il cuore smette pertanto di contrarsi in modo regolare. Quando il ritmo è superiore a 100 battiti al minuto, si parla di tachiaritmia.
Aritmia

Nel caso del flutter atriale, l’attività degli atri risulta coordinata. Il problema è che si contraggono a una velocità superiore a 250 volte al minuto. Di conseguenza, gli impulsi non riescono a raggiungere correttamente i ventricoli.

Ai ventricoli giunge in media un impulso su due. Ciò provoca una frequenza cardiaca di circa 150 battiti al minuto. In termini medici, si dice che il flutter atriale è una tachiaritmia prodotta da un circuito di macrorientro.

Quali sono le cause del flutter atriale?

Il flutter atriale è un’aritmia frequente nei pazienti con problemi cardiaci. Ad esempio, è più frequente nelle persone affette da ipertensione, cardiopatia ischemica o cardiomiopatia. Tuttavia, può verificarsi anche in soggetti dal cuore sano.

Alcune delle cause che provocano tale disturbo sono:

  • Patologie cardiache preesistenti, come già accennato. Esse includono malattie delle valvole cardiache e patologie dell’arteria coronarica. Analogamente, influiscono anche le cardiomiopatie, che sono alterazioni del muscolo cardiaco.
  • Ipertensione arteriosa.
  • Consumo di alcol. È stata riscontrata una correlazione con il consumo eccessivo nel breve tempo.
  • Altre patologie come disturbi polmonari o ipertiroidismo.
  • Precedente infarto miocardico. Può verificarsi anche nei soggetti sottoposti a rivascolarizzazione coronarica.
  • Determinati farmaci
  • Pericardite.

Leggete anche: Fibrillazione atriale: diagnosi e prevenzione

Sintomi del flutter atriale

I sintomi dipendono dalla velocità con cui si contraggono i ventricoli. Tale velocità fa diminuire la capacità del cuore di pompare il sangue. I sintomi possono comparire o arrestarsi improvvisamente.

I sintomi più frequenti sono vertigini e difficoltà respiratorie. Tra gli altri troviamo:

  • Debolezza.
  • Dolore toracico, specialmente nei soggetti con altri problemi cardiaci.
  • Polso accelerato, pulsante e irregolare.
  • Palpitazioni.
  • Confusione, svenimenti.
  • Perdita di forza.

Questa condizione può essere accompagnata anche da complicazioni quali coaguli di sangue negli atri. Ciò può accadere in quanto, battendo troppo velocemente, gli atri non si svuotano del tutto e il sangue stagnante finisce per formare coaguli.

I frammenti del coagulo possono staccarsi e muoversi attraverso il flusso sanguigno. Se intasano un’arteria, possono causare problemi ischemici in altre aree del corpo. Ad esempio, tromboembolia polmonare o ictus.

Raffigurazione del cervello e ictus
Diagnosi

Per prima cosa il medico ausculterà il cuore e misurerà la frequenza cardiaca. In genere la diagnosi si basa sulla frequenza, i sintomi e l‘elettrocardiogramma.

Tuttavia, il flutter atriale può anche essere intermittente. A tale scopo, esistono metodi che registrano le frequenze cardiache per un periodo di tempo più lungo. Tra essi troviamo:

  • Event monitor, monitoraggio prolungato (3-4 settimane)
  • Holter (esame di 24 ore)
  • Registratore impiantabile sottocutaneo (monitoraggio esteso)

Come accennato, inoltre, il flutter atriale si verifica spesso in pazienti con malattie cardiache persistenti. Pertanto, vengono generalmente eseguiti anche test come l’ecocardiografia e l’angiografia. Si eseguono anche degli esami del sangue per valutare l’attività della tiroide.

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In conclusione

Il flutter atriale è un disturbo del ritmo cardiaco relativamente comune. È dunque importante imparare a riconoscerne i sintomi e a consultare il medico di fronte alle prime avvisaglie. In tal modo sarà possibile evitare complicazioni e ulteriori disturbi cardiaci.

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