Come leggere un elettrocardiogramma

29 Aprile 2019
Un elettrocardiogramma spesso può apparire come un grafico senza senso. Per interpretarlo, è necessario valutare vari aspetti e confrontarli con i dati clinici disponibili.

L’elettrocardiogramma è un esame medico molto utilizzato, soprattutto nei servizi di emergenza e nella medicina interna. Interpretarlo correttamente è decisivo in molte circostanze. Sebbene sia un test comune, la sua interpretazione non è così semplice come potrebbe sembrare a prima vista. In questo articolo indichiamo 7 passaggi per leggere un elettrocardiogramma.

Questo apparecchio ha il compito di registrare i segnali elettrici delle cellule del miocardio. Ogni battito emette un segnale elettrico che viene registrato dall’elettrocardiografo. Il test consente di visualizzare l’attività del cuore e rilevare possibili alterazioni.

Da solo, l’elettrocardiogramma non è altro che una figura lineare. Semplicemente segna un percorso che il professionista incaricato deve interpretare.

7 passaggi per leggere un elettrocardiogramma

1. Verificare l’idoneità dell’elettrocardiogramma

Per prima cosa, bisogna verificare che l’elettrocardiogramma sia stato eseguito correttamente. L’elettrocardiografo deve avere una velocità di 25 mm/s e un’ampiezza di 1 mV per 10 mm. Se vi è il sospetto di errore, il test deve essere ripetuto.

Nel caso in cui sia tutto in ordine, i dati e i valori da interpretare in questa analisi del cuore sono i seguenti:

2. Calcolo della frequenza cardiaca del paziente

Frequenza cardiaca
La frequenza cardiaca è uno dei dati più importanti per diagnosticare i problemi di salute.

La frequenza cardiaca è il primo dato rilevante che deve essere estratto da un elettrocardiogramma. Alcuni elettrocardiogrammi la calcolano automaticamente. In caso contrario, esistono metodi manuali che consentono di farlo. Tra questi, il metodo 300, il metodo 1500 e il metodo 6 secondi.

La frequenza cardiaca è il numero di volte in cui il cuore si contrae per pompare il sangue nel resto del corpo. Questo permette di rilevare tachicardia o brachicardia, aspetti fondamentali per individuare possibili anomalie o problemi.

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3. Valutazione della frequenza cardiaca

La frequenza cardiaca è la sequenza di sistole e diastole dei muscoli del cuore. Se questo organo lavora in modo normale, presenta le contrazioni tra 70 e 75 volte al minuto. In un elettrocardiogramma è rappresentato nei complessi QRS.

È uno dei dati più facili da leggere. Permette di determinare se la frequenza cardiaca è regolare o irregolare, ma anche se è di tipo sinusale normale o rappresenta una tachicardia o una brachicardia sinusale.

4. Stabilimento dell’asse elettrico del cuore per leggere un elettrocardiogramma

Valutazione elettrocardiogramma
Malattie come le aritmie possono essere valutate osservando l’asse elettrico del cuore.

È uno dei passaggi più difficili nell’interpretazione di un elettrocardiogramma. L‘asse elettrico cardiaco corrisponde alla direzione che segue lo stimolo elettrico, mentre passa attraverso i ventricoli. I dati forniscono informazioni sui possibili difetti della conduzione intraventicolare.

5. Valutazione del segmento ST

Il complesso QRS è la somma delle scariche elettriche di tutte le cellule dei ventricoli. D’altra parte, c’è l’onda T, che rappresenta la ripolarizzazione o il recupero elettrico dei ventricoli. La distanza tra il complesso QRS e l’onda T viene chiamato il segmento ST.

A volte il segmento ST presenta elevazione o discesa, ma se i valori di questi non sono significativi, la situazione può essere considerata normale. D’altra parte, se i valori superano l’intervallo minimo, è molto probabile che ci sia una cardiopatia ischemica.

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6. Valutazione di onde e intervalli

Frequenza cardiaca
Gli intervalli tra le onde sono un aspetto di grande rilevanza nella diagnosi delle diverse patologie cardiache.

È importante eseguire un’analisi di ciascuna delle onde e degli intervalli che non sono stati valutati. Particolarmente importante è l’intervallo PR e l’intervallo QT. Quando l’intervallo PR è breve, significa che c’è una conduzione atrio-ventricolare accelerata. Quando è lungo, significa che è rallentata.

L’intervallo QT rappresenta il tempo di durata della sistole elettrica ventricolare. Comprende l’intervallo QRS, il segmento ST e l’onda T. È strettamente correlato alla frequenza cardiaca. Quando è veloce, l’intervallo diminuisce e viceversa.

7. Una sintesi schematica su come leggere un elettrocardiogramma

In sintesi, i passaggi da seguire per leggere un elettrocardiogramma in modo schematico sono i seguenti:

  • Determinare la frequenza cardiaca.
  • Impostare la frequenza cardiaca.
  • Definire l’asse.
  • Identificare il ritmo sinusale (presenza di onde Q prima di ogni complesso QRS).
  • Esaminare l’intervallo PR.
  • Valutare l’intervallo QT.
  • Valutazione dei complessi QSR.
  • Analisi del segmento ST.
  • La valutazione delle onde T.

Alla fine, bisogna indicare le anomalie rilevate. Da questo si potrà stabilire quali azioni e trattamenti seguire o le decisioni da prendere.

  • Hamm, C. W., & Willems, S. (2010). El electrocardiograma: su interpretación práctica; 32 cuadros. Ed. Médica Panamericana.