Frutto del monaco o monk fruit: cos'è, benefici e svantaggi

Il frutto del monaco si sta facendo strada tra le alternative salutari per dolcificare. È adatto ai diabetici, non apporta calorie e ha un potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero.
Frutto del monaco o monk fruit: cos'è, benefici e svantaggi

Ultimo aggiornamento: 02 novembre, 2021

Ogni giorno nascono nuove alterative che ci permettono di sostituire lo zucchero bianco. Miele, sciroppo d’agave o panela, fino alle ultime a comparire, come l’eritritolo e la stevia. Ora si aggiunge un’altra pianta proveniente dalla Cina: il frutto del monaco.

Sebbene sia ancora difficile da reperire, si sta gradualmente diffondendo. Lo possiamo trovare, ad esempio, nelle bevande zuccherate e in alcuni prodotti. Forse l’avete già provato, ma se ancora non conoscete il frutto del monaco, continuate a leggere questo articolo.

Che cos’è il frutto del monaco?

Il fruit monk (Siraitia grosvenorii) è il frutto di una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae. È originario della Cina meridionale, dove è conosciuto con il nome di luo han guo. Si ritiene che il suo nome derivi dal fatto che i primi coltivatori erano monaci buddisti Arhat.

Le prime menzioni risalgono al XIII secolo, presenti nei registri dei monaci cinesi della regione di Guilin. Era usato (ed è tuttora) come rimedio tradizionale per raffreddori, mal di gola e stitichezza. Tuttavia, data la difficoltà di coltivazione, la pianta non si è diffusa in altre parti del paese.

Nel XX secolo divenne nota in Inghilterra e solo negli anni ’80 furono riportate le prime scoperte sulla sua capacità dolcificante.

Il frutto è piccolo e rotondo (circa 5-7 centimetri di diametro). La pelle è dura, sottile e ricoperta da una fine peluria. Il suo colore è tra il giallo, il verde e il marrone. L’interno si consuma fresco e la buccia si usa per fare gli infusi.

L’aspetto interessante del monk fruit è la dolcezza che si esalta quando si riduce il frutto in polvere e in estratto liquido. I principali responsabili di questa proprietà sono i mogrosidi, composti glicosidici presenti in diverse piante e utilizzabili come sostituti dello zucchero.

Zucchero bianco.
I sostituti dello zucchero raffinato sono sempre più. numerosi. Il frutto del monaco rappresenta un’alternativa naturale.

Benefici e punti di forza del frutto del monaco

Nonostante il suo utilizzo in Cina risalga a molti secoli fa, siamo di fronte a un dolcificante che non è stato così studiato come altri sostituti. Gran parte delle analisi sono state effettuate su animali e, trattandosi di un nuovo prodotto, non sono stati testati gli effetti a lungo termine.

Tuttavia, e tenendo conto di ciò, è possibile elencare una serie di punti di forza e vantaggi che derivano dall’uso dell’estratto del frutto del monaco.

È adatto per i diabetici

L’American Diabetes Association afferma che “per le persone diabetiche  abituate a prodotti addolciti con zucchero, i dolcificanti non nutritivi (con poche calorie) possono essere una buona alternativa allo zucchero, al miele, allo sciroppo d’agave “.

Sebbene l’uso di questi non sembri avere un impatto sulla regolazione del glucosio, permettono un minor apporto di calorie e carboidrati. Pertanto, sono una buona opzione se consumati con moderazione nei cibi e nelle bevande.

Tuttavia, la stessa associazione incoraggia a ridurre l’assunzione di cibi e bevande zuccherate. Suggerisce di optare per alternative naturali.

Non aggiunge calorie o sapore

L’estratto del frutto del monaco non fornisce calorie o carboidrati. Per questo, di solito, è uno dei dolcificanti scelti dalle persone che seguono diete a bassissimo contenuto di carboidrati, come la chetogenica.

Inoltre il suo sapore è abbastanza neutro e, se sottoposto a calore, non perde le sue proprietà. Quindi è un perfetto sostituto dello zucchero sia per addolcire che per cucinare e cuocere al forno.

Non causa disturbi digestivi

In linea di massima non sono noti effetti negativi derivati dal suo consumo. Alcuni dolcificanti dello stesso tipo possono invece causare gas, gonfiore o diarrea.

Ha proprietà benefiche

La composizione del frutto del monaco è caratterizzata dalla presenza di carboidrati e alcuni minerali. Ma contiene anche altri componenti come flavonoidi, acidi fenolici, glicosidi e terpeni che sono alla base della sua attività curativa.

Oltre alle proprietà riconosciute dalla farmacopea cinese, esistono altri studi sui suoi benefici. Secondo la rivista Future Medicial Chemistry, questi sono alcuni dei più importanti:

  • I mogrosidi hanno dimostrato la capacità di abbassare il colesterolo totale e i trigliceridi nel sangue nei topi diabetici.
  • Il frutto del monaco è in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi e prevenire la perossidazione dei lipidi. Ciò è correlato a un minor rischio di soffrire di alcuni problemi di salute come l’aterosclerosi o le malattie infiammatorie.
  • I mogrosidi esercitano un’attività antinfiammatoria, poiché impediscono il rilascio di alcune molecole come le prostaglandine.

Un dolcificante con diversi utilizzi

Il frutto intero ha una conservabilità molto breve ed è ancora difficile trovarlo lontano dai paesi in cui viene coltivato. Per questo motivo il frutto fresco intero viene consumato raramente e solitamente viene utilizzato negli infusi.

Il dolcificante è costituito da un estratto del frutto secco. Questo può essere utilizzato in qualsiasi tipo di cibo e bevanda, sia caldo che freddo. Al momento del dosaggio, bisogna tener conto che è tra le 150 e le 250 volte più dolce dello zucchero da tavola.

Potete provarlo nelle seguenti situazioni:

  • nel caffè, nel tè o in qualsiasi tipo di infuso come sostituto dello zucchero.
  • In bibite, limonate e succhi.
  • Per addolcire prodotti caseari come yogurt, kefir, frullati o gelati.
  • Per sostituire lo zucchero nella preparazione di qualsiasi tipo di dolce e dessert: biscotti, torte, budini. In questo caso, è necessario tenere conto del fatto che la consistenza, il gusto e l’aspetto potrebbero cambiare rispetto alla ricetta originale.

Possibili aspetti negativi del frutto del monaco

La maggior parte degli organismi di regolamentazione dichiara che il frutto del monaco è un prodotto sicuro e adatto anche per donne in gravidanza e bambini. È il caso dell’Autorità Europea per la Sicurezza alimentare (EFSA) o della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti.

Il suo utilizzo è consentito come sostituto dello zucchero e al momento non sono stati osservati effetti nocivi derivati dalla sua assunzione. Tuttavia, è necessario tenere presente che si tratta di un prodotto nuovo e i suoi effetti a lungo termine non sono stati studiati.

Il rischio più importante potrebbe presentarsi sotto forma di reazione allergica. Le persone con allergie a piante della stessa famiglia (zucca, anguria o melone), dovrebbero stare più attente al suo consumo.

Il frutto del monaco è delicato, fermenta molto velocemente e la sua coltivazione è problematica. Questi sono alcuni dei motivi che spiegano la difficoltà di trovarlo nei negozi e il suo prezzo più alto.

L’estratto del frutto del monaco è un dolcificante interessante per i diabetici. Ma alcuni dei prodotti che già lo includono tra gli ingredienti potrebbero contenere altri dolcificanti in grado di agire sulla glicemia.

Donna diabetica che misura la glicemia.
Le persone diabetiche sono costrette a cercare alternative allo zucchero tradizionale. Per loro potrebbe essere utile il frutto del monaco.

Frutto del monaco, in breve

Il frutto del monaco o fruit monk è il dolcificante naturale che deriva da una pianta coltivata in Cina. Negli ultimi anni ha guadagnato fama come sostituto dello zucchero, più salutare e potenzialmente benefico. È un additivo sicuro, adatto a diete a bassissimo contenuto di carboidrati.

Tuttavia, la sua coltivazione ed esportazione sono inferiori rispetto alla domanda crescente. Per questo motivo è difficile da trovare nella maggior parte dei negozi ed è spesso utilizzato nell’industria alimentare per addolcire le bevande.

Occorre tenere presente che nell’industria è un prodotto nuovo e che i suoi benefici non sono stati testati sull’uomo. Pertanto, il miglior consiglio è di usarlo con moderazione e in piccole quantità.

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