Bisogno di consumare zucchero? Ecco la verità

Lo zucchero semplice esercita un impatto negativo sull'organismo a partire da un incremento dello stress pancreatico che deriva dalla necessità di una notevole produzione di insulina.
Bisogno di consumare zucchero? Ecco la verità

Ultimo aggiornamento: 04 luglio, 2021

Grazie al boom delle diete chetogeniche, sono molte le persone che si domandano se abbiamo davvero bisogno di consumare zucchero per garantire le funzioni fisiologiche. Negli ultimi anni gli esperti hanno manifestato opinioni diverse.

Prima di iniziare, però, è importante segnalare che attualmente la popolazione tende a consumare zucchero in grandi quantità. Questo fenomeno è principalmente dovuto all’incremento dell’ingestione di cibi industriali ultra processati.

Spesso, questi ultimi presentano un alto contenuto di zuccheri semplici e di grassi trans, con lo scopo di migliorare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale.

Che cos’è lo zucchero?

Zollette di zucchero bianco.
Lo zucchero è un carboidrato semplice il cui componente principale è il glucosio.

Quando parliamo di zucchero in quanto tale ci riferiamo a un tipo di carboidrato semplice, composto da unità di glucosio unite.

Anche se queste unità possono formare strutture più complesse, in generale presentano un’elevata velocità a livello intestinale.

Per questo motivo, incrementano la quantità di insulina prodotta, fatto che si è dimostrato dannoso a lungo termine. Gli zuccheri possono inglobare i nutrienti che elenchiamo nelle righe seguenti.

Monosaccaridi

Sono zuccheri classificati come “semplici”. Normalmente, sono costituiti da una serie di molecole di glucosio unite da legami semplici.

Il loro consumo regolare è associato a un peggioramento dello stato di salute, dal momento che influirebbero sulla salute metabolica e sul rischio di sviluppare sovrappeso. Così evidenzia uno studio pubblicato su Frontiers in Bioscience.

Disaccaridi

I disaccaridi sono costituiti dall’unione di monosaccaridi mediante un legame O-glicosidico. Possiedono una velocità di assorbimento un po’ inferiore a quella dei monosaccaridi, anche se continuano a essere considerati zuccheri semplici. Per questa ragione, il loro consumo deve essere limitato, per quanto possibile.

Polisaccaridi

I polisaccaridi sono carboidrati composti fondamentalmente da glucosio; ciononostante, formano una rete di legami che porta a un notevole incremento del loro peso molecolare. Per questa ragione, fanno ormai parte della classe degli zuccheri complessi.

La loro velocità di assorbimento è ridotta e, di conseguenza, gli effetti che provocano nell’organismo sono diversificati. Questi composti sono in grado di generare picchi minori di glucosio nel sangue.

Come viene metabolizzato lo zucchero nel corpo?

I carboidrati raggiungono l’intestino tenue, dove vengono scomposti in unità semplici attraverso gli enzimi, per essere poi successivamente assorbiti.

Successivamente raggiungono il sangue, aumentando la glicemia e stimolando la secrezione di insulina, l’ormone anabolico che consente il trasporto dei nutrienti alle cellule o al fegato.

Zollette di zucchero di canna.
Quando una persona si trova a riposo, lo zucchero viene immagazzinato e può arrivare a trasformarsi in grasso, se il consumo è molto elevato.

Se si pratica attività fisica, lo zucchero raggiunge i tessuti muscolari, dove si trasformerà in energia pronta per essere utilizzata. Nel caso in cui il soggetto si trovi in stato di riposo, verrà immagazzinata sotto forma di glicogeno epatico o muscolare.

È bene chiarire che questi depositi sono limitati. Nel momento in cui si saturano, lo zucchero inizia a trasformarsi in grasso a livello epatico per il suo successivo accumulo nel tessuto adiposo.

È necessario tenere conto del fatto che questo incremento delle riserve di lipidi ha dimostrato di essere dannoso per la salute, soprattutto quando supera determinati livelli. A partire da qui, vengono promossi i processi infiammatori, spesso legati allo sviluppo di patologie complesse.

Quale ruolo svolge il glucosio nel corpo?

Come abbiamo detto, il glucosio viene fondamentalmente utilizzato per generare energia. È il combustibile preferito dei percorsi anaerobici del metabolismo e può essere introdotto anche in quelli di carattere aerobico.

Ciononostante, questi ultimi accettano anche gli acidi grassi, o perfino il glucosio che non proviene dallo zucchero. Quest’ultimo si forma mediante alcuni processi fisiologici nei quali sono coinvolti gli acidi grassi e le proteine.

È bene sottolineare che il glucosio funge anche da combustibile per il cervello. A ogni modo, diversamente da ciò che si riteneva fino a poco tempo fa, esistono altri composti che possono svolgere alla perfezione questa funzione. Un esempio potrebbe essere rappresentato dai corpi chetonici generati durante la chetosi.

C’è bisogno di consumare zucchero?

Tutto sembra indicare che la presenza dello zucchero non sia necessaria all’interno della dieta delle persone sedentarie. Anche nel caso degli sportivi il suo consumo genera controversie.

Il corpo è in grado di funzionare perfettamente con un basso apporto di carboidrati; le diete chetogeniche, di fatto, possono fornire dei benefici all’organismo.

Consumare zucchero: cereali zuccherati.

Nonostante tutto, seguire un’alimentazione a basso contenuto di zucchero e nella quale siano presenti carboidrati complessi è possibile.

A questo scopo sarebbe necessario ridurre in misura notevole il consumo di dolci e cibi ultra processati, così come aumentare quello di alimenti freschi.

Questa situazione si inscriverebbe all’interno della teoria del termine medio, che offrirebbe notevoli vantaggi per il funzionamento dell’organismo.

Bisogno di consumare zucchero: un nutriente poco consigliato

Secondo quanto abbiamo riscontrato, lo zucchero è un nutriente che fornisce alla dieta uno scarso valore nutritivo. Infatti, la maggior parte degli esperti difende la necessità di ridurne il consumo nei soggetti sedentari

Anche per quanto riguarda gli sportivi si discute l’opportunità di evitarne l’ingestione. In questo modo, sarebbe possibile incrementare la flessibilità metabolica e il rendimento a medio termine.

Ciò che è chiaro è che ridurre il suo consumo attraverso la dieta esercita un effetto positivo sulla salute. Ciò non significa che sia necessario evitare del tutto i carboidrati.

Certo che no: è possibile consumare quelli che presentano un indice glicemico basso o, in altre parole, quelli complessi, come quelli che si possono trovare, fondamentalmente, nei tuberi e nei legumi.

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