Il bambino non vuole mangiare: cosa faccio?

· 28 ottobre 2018
I bambini in genere mangiano quando hanno fame e smettono quando si sentono sazi. Occorre però prestare attenzione al peso e al livello di nutrizione per evitare problemi di salute

Avete provato in tutti i modi e alla fine siete giunti alla conclusione “a mio figlio non piace mangiare”? Perché succede? Quando il bambino non vuole mangiare, si deve a un problema di salute o è una conseguenza di abitudini alimentari di famiglia?

Continuate a leggere per sapere perché i bambini spesso hanno un rapporto difficile con il cibo.

Quando il bambino non vuole mangiare

Un bambino che non mangia volentieri desta, giustamente, preoccupazione; un’alimentazione scarsa, infatti, può portare a problemi di sviluppo. I bambini che non si nutrono bene sono più vulnerabili alle malattie e ai fattori ambientali. 

Si tratta, in realtà, di una situazione molto comune nei bambini più piccoli e in età prescolare. Per quale motivo? Innanzitutto, crescendo, il bambino esige più indipendenza e vuole mangiare da solo. A questo si accompagnano anche i cambiamenti nell’appetito. Diventa, a volte, schizzinoso con alcuni alimenti, mangia con svogliatezza, chiede sempre le stesse cose oppure semplicemente non vuole mangiare.

Niente paura, questa fase di adattamento è normale e temporanea. Secondo alcuni studi, 25 bambini su 100 presentano problemi alimentari in situazioni normali. Quindi se il bambino non vuole mangiare, sappiate che è in buona compagnia.

Leggete anche: Mio figlio è in sovrappeso: cosa posso fare?

Segnali e fattori di rischio

In alcune fasi della crescita spesso il bambino non vuole mangiare, è vero, ma dobbiamo monitorare la situazione. Quando dobbiamo cominciare a preoccuparci, quindi? Prestate attenzione a:

  • Perdita di peso o eccessiva magrezza.
  • Sviluppo irregolare.
  • Segni di carenze nutrizionali.
  • Sviluppo psicologico inadeguato per l’età.

In breve, si deve prestare particolare attenzione a due parametri importanti: la frequenza e la durata di questo comportamento; inoltre la quantità di cibo che viene scartata. In presenza di cambiamenti importanti, non esitate a rivolgervi al pediatra.

“Mangiare è un comportamento e, come tutti i comportamenti, può essere modificato”
Estivill e Domènech, 2011.

Perché il bambino non vuole mangiare?

Il bambino non vuole mangiare

La svogliatezza nel mangiare o l’inappetenza può essere conducibile a diversi fattori. Tra questi, certamente, tratti della personalità, ma anche lo stato di salute e il tipo di educazione alimentare ricevuta.

Sono anche da considerare alcuni elementi che riguardano più da vicino i genitori: il comportamento a tavola e le abitudini alimentari di mamma, papà e nonni si ripercuotono in modo diretto sull’atteggiamento del bambino verso il cibo.

Tra i comportamenti che più incidono sull’inappetenza dei piccoli troviamo:

  • Le competenze educative;
  • La conoscenza del cibo;
  • La relazione della coppia;
  • Lo stato fisico ed emotivo;

Lo sapevate? Più invecchiamo, più il cibo ci fa ingrassare

Cosa si può fare?

Rispettate un orario per i pasti

È vitale offrire ai bambini tre pasti e due spuntini, ogni giorno alla stessa ora. Rispettando questi orari, è più probabile che avranno appetito al momento di mangiare.

È altrettanto importante stabilire un tempo limite per svuotare il piatto. Venti minuti dovrebbero essere sufficienti per permettere ai piccoli di finire tutto.

Non obbligateli a mangiare

A volte, per disperazione, i genitori decidono di preparare piatti speciali o forzano il bambino a mangiare.

Se il bambino proprio non ne vuole sapere di mangiare, sarà meglio aspettare il pasto successivo, quando avrà certamente fame. Fare pressione significa creare un ambiente e un rapporto teso.

Usate il sistema di rinforzo

È stato dimostrato che il cosiddetto “sistema di rinforzo a gettoni” dà buoni risultati. Questa tecnica aumenta la motivazione e la voglia nel bambino a provare nuovi cibi.

Inoltre, lo stimola a mangiare in meno tempo e tutto. Perché non provare?

Mangiate tutti insieme

Una parte importante dell’educazione alimentare consiste nel mangiare insieme, tutte le volte che è possibile. Condividere il cibo, senza stress o discussioni aiuterà il bambino ad apprezzare quanto ha nel piatto.

Qualche suggerimento aggiuntivo

Bambino morde una fetta di anguria

  • Offrite al bambino la varietà. Cercate di introdurre nuovi alimenti, uno alla volta. Per riuscirci potreste aver bisogno anche di 15-20 tentativi. Occorre avere pazienza e costanza.
  • Insegnate al bambino corrette abitudini alimentari. Parte della sua educazione psichica comprende l’importanza di mangiare sano per mantenersi in salute.
  • Lasciate che vi aiuti a cucinare.
  • Portate l’allegria a tavola. Usate stampi per alimenti, faccine create con il cibo o qualunque altra idea che aiuti a rendere il piatto attraente per il bambino. Questo vale soprattutto con i cibi nuovi.
  • Evitate di dare o togliere alimenti ai vostri figli come premio o punizioni.
  • I bambini devono mangiare quello che avete preparato. Ciò nonostante, è meglio includere nel piatto almeno un ingrediente che sia di suo gusto.
  • Controllate che non si “rovini l’appetito” con latte, bibite dolci o altro prima di mangiare.
  • Servite porzioni adeguate all’età.
  • Quando andate a fare la spesa, permettete ai bambini di scegliere qualche cibo sano che in quel momento ha voglia di mangiare.
  • Il vostro esempio è tutto. Fate vedere ai vostri figli che seguite e apprezzate una dieta sana e variata, e invitateli a fare lo stesso.

Ricordate: se il bambino non vuole mangiare, non deve essere forzato. I bambini in genere mangiano quando hanno fame e smettono di mangiare quando si sentono sazi.

Il vostro compito principale è quello di offrire una buona varietà di cibi sani tra cui i vostri figli possano scegliere e decidere quanto mangiare o se mangiare. Ci auguriamo che questi suggerimenti vi aiutino a migliorare il rapporto con il cibo a casa vostra.

Guarda anche