Il Coronavirus colpisce più gli uomini delle donne?

11 Aprile 2020
Tutti i numeri sembrano coincidere sullo stesso dato: ovunque il Coronavirus colpisce più gli uomini che le donne.

Per sapere se il Coronavirus colpisce più gli uomini, a livello globale, dobbiamo fare riferimento alle statistiche. Tutti i paesi coinvolti stanno inviando dati in tempo reale e questo ci permette di capire meglio come si comporta la pandemia.

La Cina è stato il primo paese a essere colpito dalla malattia COVID-19 e il primo a fornire dati sul profilo epidemiologico del contagio. Si sono poi aggiunte le statistiche italiane e via via quelle degli altri paesi.

Tutti i numeri sembrano coincidere sullo stesso dato: ovunque il Coronavirus colpisce più gli uomini che le donne. Questo, ciò nonostante, non ha niente a che vedere con la contagiosità, ma piuttosto con la letalità.

La differenza tra la popolazione maschile e femminile contagiata è minima. In quasi tutte le aree geografiche si è registrata una differenza tra i sessi tra il 2 e il 4 per cento. Non è un valore significativo.

Tuttavia, se si considera l’aggressività o la letalità del Coronavirus, si può affermare che i più colpiti sono gli uomini. Le donne ricoverate sono molte di meno e occupano un numero inferiore di letti in terapia intensiva.

Le malattie pregresse spiegano perché il Coronavirus colpisce più gli uomini

Lo confermano le statistiche di tutto il mondo: il Coronavirus colpisce più gli uomini. In particolare, la letalità è maggiore nei pazienti di sesso maschile e l’ipotesi è che l’esito più grave sia legato alle comorbidità.

È noto che le categorie a rischio di sviluppare forme più gravi di Covid-19 sono le persone con malattie croniche, come ipertensione, insufficienza cardiaca, broncopneumopatia cronica ostruttiva e diabete. Allo stesso modo, i malati di cancro e i pazienti immunodepressi corrono un rischio maggiore.

I dati statistici indicano che, in generale, il sesso maschile è più soggetto, rispetto alle donne, a ipertensione e altre patologie cardiovascolari. Secondo le statistiche europee, quasi il 50 per cento dei pazienti da Covid-19 è iperteso, mentre questo dato scende al 37 per cento nelle donne.

Per quanto riguarda le malattie respiratorie, si verifica un fenomeno simile, a cui va aggiunto il tabagismo, più comune tra gli uomini. Ciò è in linea con la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), due volte più comune negli uomini rispetto alle donne.

Uomo con la febbre e termometro
Il sesso maschile è più vulnerabile al Coronavirus rispetto al sesso femminile per un fattore di comorbidità.

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Teoria ormonale

Oltre alla composizione per età dei gruppi colpiti, esiste una teoria basata sul profilo ormonale Secondo questa ipotesi, gli estrogeni potrebbero spiegare perché il Coronavirus prediliga gli uomini.

Le ricerche condotte dopo le epidemie di SARS e MERS, due tra i Coronavirus che hanno colpito l’uomo negli ultimi vent’anni, supportano questa tesi. Studi realizzati in laboratorio hanno evidenziato una maggiore resistenza al Coronavirus dei topi femmina rispetto ai maschi.

La ricerca, proseguita in una seconda fase su topi femmina a cui erano state rimosse le ovaie, ha dato risultati diversi. Le femmine, smettendo di produrre ormoni femminili come gli estrogeni, hanno raggiunto lo stesso indice di contagio dei maschi.

Si tratta naturalmente di uno studio condotto su cavie, oltretutto con ceppi di Coronavirus diversi da quello attualmente in circolazione. Nonostante ciò, ci consente di avanzare delle ipotesi. Saranno necessarie ulteriori ricerche, ma è un punto di partenza. 

Dottoressa misura la pressione a paziente uomo
Gli uomini sono in genere più ipertesi delle donne e questo aumenta il rischio di contrarre forme più gravi di infezioni da Coronavirus.

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Il problema di genere nella pandemia

La questione della differenza di genere nella pandemia è rilevante oltre che per motivi sanitari, anche per ragioni economiche e logistiche.

Sono molte le donne che vengono colpite economicamente dalla quarantena. Un esempio è la categoria delle lavoratrici domestiche che in questo momento non possono raggiungere i loro posti di lavoro.

Al tempo stesso, occorre considerare che gran parte della forza lavoro in prima linea nella sanità è costituita da donne. L’esperienza ci insegna, ad esempio con l’epidemia da ebola 2014 – 2016, che la categoria degli infermieri, tra le più esposte al contagio, è costituita più da donne che da uomini.

Il Coronavirus colpisce più gli uomini, cosa cambia all’atto pratico?

Al momento attuale, la differenza di rischio tra sesso femminile e maschile non è un motivo valido per modificare le disposizioni preventive. Entrambi i sessi devono mantenere l’isolamento sociale, lavare spesso le mani con acqua e sapone e verificare la presenza o meno di sintomi compatibili con il Coronavirus.

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