Il COVID-19 colpisce i reni: in che modo?

4 Maggio 2020
Il COVID-19 è una malattia che colpisce soprattutto i polmoni, ma a quanto pare coinvolge anche i reni. Si tratta di un'evidenza che è emersa nei primi studi condotti in Cina e che adesso è al vaglio della comunità scientifica.

Capire in quale modo il COVID-19 colpisce i reni si aggiunge a una lista di domande a cui la comunità scientifica sta tentando di dare risposta. Ogni giorno vengono presi in considerazione nuovi sintomi e nuove complicazioni causate dal Coronavirus.

Il dubbio è sorto con pazienti ricoverati che presentano un quadro chiamato lesione renale acuta. I primi a ipotizzare il danno renale causato dal COVID-19 sono stati i medici cinesi.

Attualmente il meccanismo non è del tutto chiaro, ma i nefrologi concordano sull’importanza di proseguire anche su questa strada che varia geograficamente. Mentre alcune aree geografiche hanno registrato meno dell’1% di casi di COVID-19 con lesione renale acuta, in altri paesi si raggiunge il 30%.

I pazienti COVID-19 con complicanze renali hanno una prognosi peggiore soprattutto perché il danno renale acuto è difficile da trattare nelle unità di terapia intensiva.

Studi scientifici su come il COVID-19 colpisce i reni

Allo scoppio del primo focolaio in Cina, una serie di articoli scientifici hanno allertato la comunità sulla possibilità di questa complicanza. Alcuni studi si basavano su un numero limitato di casi, mentre altri sull’analisi di quasi mille pazienti.

Una delle prime ricerche metteva in rilievo l’incidenza di insufficienza renale acuta (incapacità dei reni di filtrare le scorie) nei pazienti contagiati dal SARS-CoV-2.

In questo studio, fino al 9% dei pazienti presentavano insufficienza renale, condizione espressa dalla proteinuria, ovvero perdita di proteine attraverso l’urina. Era presente anche un tasso elevato di creatinina nel sangue, sostanza che diventa tossica quando supera una certa concentrazione.

I pazienti con questo quadro clinico sono stati sottoposti a tomografia renale. Le immagini hanno mostrato, in tutti i casi, un’alterazione a carico dei reni, soprattutto  infiammazione e accumulo di liquidi.

Anche un altro studio pionieristico circa il modo in cui il COVID-19 colpisce i reni proviene dalla Cina. In questo caso i ricercatori hanno riscontrato insufficienza renale nel 3% dei pazienti ricoverati, ma un 40% di casi di ematuria (presenza di sangue nelle urine).

Anatomia dei reni
Ricerche condotte in Cina mettono in evidenza un danno renale associato all’infezione da coronavirus.

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Coronavirus e danno renale: i tre fattori

Sono presenti tre fattori nelle complicanze renali causate dal COVID-19, che possono agire da soli o combinati. In alcuni casi il danno è provocato in modo diretto dal SARS-CoV-2, in altri è conseguenza indiretta del trattamento farmacologico. Le tre variabili sono:

  • Il virus. I nefrologi concordano sul fatto che i reni vengono aggrediti in modo diretto dal Coronavirus, come avviene per i polmoni. Le vie aeree e renali hanno in comune la presenza di sostanze come la renina e l’angiotensina, legate a un recettore che potrebbe essere la proteina di ingresso del SARS-CoV-2 nelle nostre cellule.
  • I sintomi sistemici. Nelle forme gravi di COVID-19 vengono aggrediti più organi. Accade qualcosa di simile con la polmonite non COVID, che può portare a insufficienza renale a seguito di una serie di effetti a catena.
  • Terapia. Sebbene non esista un protocollo di terapia per il Coronavirus pienamente efficace, sono in fase di studio cure con vari farmaci. Tra questi, alcuni presentano degli effetti collaterali sui reni e possono causare già di per sé insufficienza renale
Virus del COVID-19
Il coronavirus può aggredire le cellule renali, ma in alcuni casi il danno è causato dal trattamento farmacologico stesso.

Ecco come il Covid-19 colpisce i reni

L’ipotesi del danno renale causato dal SARS-CoV-2 si vede agevolata dalle conoscenze già acquisite sulle modalità di ingresso del virus all’interno delle cellule polmonari. Già sappiamo che la chiave d’entrata è la proteina ACE2.

Il virus penetra nelle cellule dei polmoni poiché la proteina spike presente sulla sua superficie aggancia il nostro recettore ACE2. Questo recettore, anch’esso una proteina, ha la funzione di regolare la pressione arteriosa nei polmoni.

Il meccanismo di regolazione a cui facciamo riferimento è il sistema renina-angiotensina. Questo principio è uno dei punti di forza del trattamento farmacologico per l’ipertensione arteriosa. È anche il motivo per cui gli ipertesi sono considerati categoria a rischio nell’attuale pandemia.

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A quanto pare, anche i reni esprimono proteine simili, per la presenza dello stesso sistema renina-angiotensina. Si ipotizza che il COVID-19 possa seguire, tanto nei polmoni quanto nei reni, lo stesso percorso cellulare. 

I soggetti con patologie renali sono categoria a rischio per il COVID-19

Dovrebbe essere chiaro che i pazienti con disturbi renali sono da considerare categoria a rischio Coronavirus. Devono, pertanto, seguire con maggiore scrupolo le misure igieniche e di isolamento sociale.

Al tempo stesso, è indispensabile che non sospendano la terapia prescritta. In caso di sintomi simil-influenzali, il medico deve tenere conto dell’intera storia clinica per adattare la terapia al caso specifico.

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