Le persone più sensibili al COVID-19: chi sono?

11 Aprile 2020
Sebbene il coronavirus possa colpire qualsiasi fascia di popolazione, alcune persone sono più sensibili al COVID-19. Non perché presentino caratteristiche tali da avere maggiori probabilità di infezione, ma perché le conseguenze per loro sono peggiori. Ve ne parliamo in questo articolo.

La presenza di persone più sensibili al COVID-19 è forse la vera emergenza alla base delle misure di contenimento e la quarantena, adottate in tutto il mondo. Le fasce a rischio sono quelle che vanno incontro alle conseguenze più gravi del virus sul proprio organismo.

La pandemia si è diffusa attraversando confini nazionali. Il virus che ha iniziato a diffondersi nella città di Wuhan, in Cina, oggi provoca casi che si stanno moltiplicando, giorno dopo giorno, in Paesi molto lontani dall’Asia.

Gli studi sul genoma del Coronavirus hanno evidenziato che la particella che circola oggi non è più la stessa. Sebbene si tratti essenzialmente dello stesso virus, questo ha mutato la sua informazione genetica.

Il suo profilo epidemiologico, tuttavia, sembra intatto. La trasmissione avviene tra esseri umani per mezzo delle gocce emesse con tosse e starnuti, che presentano una forte resistenza a contatto con le superfici.

Il virus presenta un alto tasso di contagio tra le persone grazie alle proteine del suo rivestimento, che aderiscono ai recettori cellulari umani. I danni principali riguardano gli alveoli polmonari.

Ma non tutti sono sensibili al COVID-19 in egual misura. Vi spieghiamo in questo articolo quali frange sono maggiormente a rischio di complicazioni respiratorie.

Le persone apiù sensibili al COVID-19

1. Gli anziani

Tra le fasce più colpite dalla malattia da Coronavirus troviamo gli anziani, soprattutto al di sopra dei 65 anni. Si è osservato che il tasso di mortalità subisce un notevole incremento con l’aumentare dell’età.

Sulla base dei dati disponibili, il COVID-19 provoca la morte in quasi il 4% delle persone colpite, ma negli adulti al di sopra degli 80 anni si presenta una mortalità del 15%. Queste statistiche mostrano che gli anziani hanno bisogno di ricevere maggiori cure e attenzioni durante la pandemia.

Come succede con altre infezioni respiratorie virali, come l’influenza stagionale, le particelle degli agenti infettivi sfruttano la vulnerabilità delle cellule respiratorie invecchiate. Il sistema immunitario è più lento nella risposta e la reazione non arriva in tempo.

Allo stesso tempo, le persone anziane sono più vulnerabili al COVID-19 perché tendenzialmente soffrono di comorbilità che accompagnano l’invecchiamento. Non è raro che tra queste malattie ci sia un’elevata incidenza di diabete, ipertensione e cancro.

Anziani in ospedale
Gli anziani al di sopra dei 65 anni presentano il maggiore tasso di mortalità.

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2. I malati cronici

Una delle categorie di persone più sensibili al COVID-19 sono i malati cronici. In questa categoria dobbiamo includere soprattutto le malattie più spesso presenti:

  • Insufficienza cardiaca
  • Diabete
  • Insufficienza renale
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia polmonare ostruttiva cronica
  • Cancro

I pazienti con malattie croniche molto spesso non soffrono solo di problematiche legate alla patologia, ma sono anche sotto terapia farmacologica. Ogni farmaco presenta diversi effetti collaterali e interazioni.

Prendendo come esempio i pazienti che assumono anticoagulanti, potremmo supporre che il ricovero dovuto a una polmonite da Coronavirus rappresenti una grave complicazione. Le procedure di terapia intensiva provocano la rottura dei vasi sanguigni, che risultano limitati nell’autoriparazione a causa dei farmaci anticoagulanti.

Uno studio, in particolare, ha evidenziato un forte legame tra le malattie cardiovascolari e un rischio maggiore di complicanze da Coronavirus. I pazienti, inoltre, presentavano alti marcatori biochimici dell’infiammazione nel sangue.

Cuore e stetoscopio persone sensibili al Covid-19
Le persone contagiate da coronavirus e con malattie cardiovascolari sono esposte a grave rischio.

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Altri gruppi e il loro rapporto con il COVID-19

Tra le persone più vulnerabili al COVID-19 si è parlato delle donne in gravidanza. La verità è in questo caso vale il principio della prevenzione medica. Vengono preventivamente isolate, anche se non esistono dati specifici al riguardo.

Per quanto ne sappiamo al momento, il rischio per le donne in gravidanza è simile a quello del resto della popolazione, a differenza di quanto accaduto con la pandemia da influenza H1N1 del 2009, durante la quale le donne incinte presentavano le conseguenze peggiori.

Al momento attuale non è stata dimostrata nemmeno la trasmissione verticale del virus. Questo significa che non esistono prove che il COVID-19 attraversi la placenta e passi dalla madre al feto.

Un ulteriore studio scientifico distingue i pazienti affetti da Coronavirus a seconda del gruppo sanguigno. I risultati preliminari suggeriscono che le persone con gruppo sanguigno A corrano un rischio maggiore rispetto a quelle con gruppo sanguigno O. In ogni caso, le ricerche sono limitate al numero di volontari coinvolti.

Le persone più sensibili al Covid-19: da tenere a mente

Le persone più sensibili al COVID-19 tendono a presentare complicazioni che provocano la morte. La cura dell’igiene e l’isolamento sociale valgono prima di tutto per questi soggetti.

I sistemi sanitari non potrebbero contare su posti letto a sufficienza per poter soddisfare la domanda di pazienti gravi e con patologie complesse, per cui l’obiettivo è impegnarsi per ridurre la curva dei contagi.

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