Il glossario relativo a una pandemia

15 Aprile 2020
La crisi Coronavirus ci porta a sentire ogni giorno termini e cifre che non sono sempre del tutto comprensibili. Facciamo chiarezza sui concetti principali.

L’attenzione dei mass media è concentrata in questo momento su un solo argomento: il Coronavirus. L’informazione attraverso televisione, radio e internet è continua. Ogni mattina ci svegliamo con la preoccupazione e la curiosità di conoscere lo sviluppo della pandemia, in Italia e nel mondo. Ma per comprendere nel giusto modo tutte le informazioni di cui disponiamo, dobbiamo conoscere il glossario relativo a una pandemia. 

Il bilancio dei decessi e dei contagiati, quotidiano e totale, è un dato essenziale per seguire lo sviluppo della malattia. I numeri sono però dati superficiali se non abbiamo la conoscenza di alcuni parametri di interpretazione.

Per questo motivo può essere utile ripassare il lessico epidemiologico, strumento importante per mettere in prospettiva la situazione attuale.

Il glossario relativo a una pandemia: termini da conoscere

Focolaio, epidemia e pandemia

Abbiamo già dovuto familiarizzare con concetti come “focolaio”, “epidemia” e “pandemia”. Quest’ultimo termine richiama la massima attenzione perché rende il Covid problema globale. Qual è il suo significato?

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Affinché una malattia possa essere denominata pandemia deve rispondere ad alcuni requisiti. Ad esempio, la presenza di casi comunitari non importati.

Focolaio

Un focolaio epidemiologico fa riferimento all’insorgenza improvvisa di una malattia infettiva in una specifica area geografica e in un determinato momento. Si può parlare di focolai, ad esempio, anche nel caso delle tossinfezioni alimentari localizzate in zone specifiche e circoscritte nel tempo.

Epidemia

Quando un focolaio non resta circoscritto e si diffonde in modo attivo, dà luogo a un’epidemia. Il COVID-19 è stato catalogato come epidemia nei primi mesi della sua diffusione. La propagazione del virus era fuori controllo, ma limitata al territorio cinese e con focolai identificati in altri paesi.

Pandemia

Il 12 marzo l’Organizzazione Mondiale della Salute ha dichiarato lo stato di pandemia. Per fare il salto da epidemia a pandemia, il Covid-19 ha dovuto soddisfare due requisiti. In primo luogo, la diffusione su più di un continente, inoltre la presenza di casi comunitari non importati.

Quando un residente si infetta senza essere entrato in contatto con un caso importato, è il momento di ipotizzare che la malattia stia circolando liberamente per il paese. A questo punto si può parlare di pandemia.

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Glossario relativo a una pandemia: letalità e mortalità

Parlando invece di statistiche, un’espressione che ormai è diventata familiare, ma non del tutto corretta, è “il tasso di mortalità del Coronavirus”. Vediamo di cosa si tratta.

Tasso di mortalità generale

Il tasso di mortalità generale è la percentuale di morti rispetto alla popolazione totale nel periodo di osservazione. Nel 2018 il tasso di mortalità in Italia era di 10,5 per mille. Ciò significa che nel 2018 sono morte 10,5 persone ogni mille abitanti. Non si fa distinzione per causa, rappresenta la percentuale grezza di decessi all’interno di un’area geografica.

Tasso di letalità

Quando si parla di numero di vittime del Coronavirus, il termine corretto è il tasso di letalità. È il rapporto tra numero di morti a causa di una determinata malattia e i malati, in un tempo e in un’area specificati.

Questo tasso non è uguale in tutto il mondo, ma varia enormemente a seconda del paese. In Cina era del 3%, in Italia del 12%, in Germania dell’1%. A cosa si deve questa differenza?

Donna con mascherina circondata da virus
Il tasso di letalità dipende, in parte, dall’età media di un paese. Per questo motivo le cifre possono variare molto da un paese all’altro.

Il tasso di letalità è un parametro difficile da interpretare

  • In Cina, fino a un terzo delle persone positive al virus erano asintomatiche. In molti altri paesi, come l’Italia o la Spagna, occorre manifestare un quadro clinico specifico per accedere al tampone. Se i sintomi sono abbastanza gravi dar rendere necessario il ricovero, la malattia ha già causato un suo impatto.

Se si prendessero in considerazione i casi con sintomi lievi, che stanno sviluppando o superando la malattia senza andare in ospedale, di certo il tasso di letalità diminuirebbe.

  • Il tasso di letalità dipende in forte misura dall’età media del paese. Sappiamo che il Coronavirus colpisce in forma più aggressiva le persone anziane. Quanto più vecchia è la popolazione, quindi, più alto sarà questo tasso.

Ciò non significa che il virus sia più letale in una zona piuttosto che in un’altra, ma che esiste una maggiore percentuale di persone vulnerabili. Sarebbe più corretto, quindi, dividere la letalità per gruppi d’età, eliminando così questa variabile.

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Glossario relativo a una pandemia: l’incidenza

L’incidenza cumulativa (AI) è definita come la percentuale di individui sani che sviluppano la malattia in un determinato lasso di tempo.

Ancora una volta, questi valori si vedrebbero aumentati se prendessimo in considerazione tutti i casi, anche quelli con sintomi lievi non registrati.

L’incidenza è un paramento molto importante in un contesto pandemico. I numeri spaventano, stiamo parlando di 129 mila casi di positività in Italia dall’inizio della pandemia, ma naturalmente non dobbiamo perdere di vista che l’Italia supera complessivamente i 60 milioni di abitanti.

I numeri della pandemia: conoscere per non cedere al panico

Questi valori non significano in alcun  modo che le restrizioni imposte non debbano essere rispettate con rigore. Ci troviamo di fronte a una situazione eccezionalmente grave. Senza il contributo di tutti, i valori potrebbero salire alle stelle nelle prossime settimane.

Riportando questo glossario relativo a una pandemia, desideriamo sottolineare l’importanza di adottare la giusta prospettiva. I numeri sono alti e la situazione è certamente preoccupante, ma è bene avere una comprensione teorica di quanto sta accadendo per evitare di cedere alla paura e all’ipocondria.

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