Il sarcoma, un cancro del tessuto connettivo

25 Febbraio 2020
Il sarcoma è un tumore. Più specificamente un cancro del tessuto connettivo che può diventare molto aggressivo. Ecco come si forma e come può essere trattato.

Il termine sarcoma si riferisce a un tipo di cancro, una crescita anomala e maligna delle cellule del tessuto connettivo. Il sarcoma ha origine nei tessuti ossei e molli del corpo come il tessuto adiposo, i muscoli, la cartilagine e i vasi sanguigni.

Possiamo dunque dire che il sarcoma è un cancro del tessuto connettivo, la vasta struttura di sostegno dotata di abbondante matrice extracellulare tra le cellule che lo compongono.

Non è una forma tumorale molto frequente. Dei tumori che colpiscono l’essere umano, infatti, si calcola che il sarcoma rappresenti l’1%. E, tra le morti per cancro, il 2%. Sebbene possa colpire qualunque parte del corpo, interessa più facilmente gli arti, sia braccia che gambe, la cavità addominale e la testa.

La fascia d’età più a rischio è quella compresa tra i 40 e i 70 anni. Alcune forme di sarcoma sono invece tipiche dell’infanzia. In generale colpisce più gli uomini che le donne.

Cause del sarcoma

Come spesso succede con le forme tumorali, non si può risalire a una causa precisa del sarcoma. Si ipotizza che siano una serie di fattori a concorrere alla proliferazione incontrollata di un gruppo di cellule.

Per alcuni tipi di sarcoma, non si è ancora riusciti a stabilire nemmeno precisi fattori di rischio, fatto che rende più difficile la prevenzione. Sono ancora necessarie ulteriori ricerche per giungere a conclusioni più precise su questa malattia dei tessuti molli. Con l’osservazione clinica e la ricerca scientifica è stato tuttavia possibile stabilire i seguenti fattori di rischio:

  • Malattie genetiche. Patologie preesistenti come la neurofibromatosi possono portare alla formazione di un sarcoma.
  • Radioterapia. Questo trattamento, a cui si ricorro in caso di problemi della tiroide o per una neoplasia, ha tra gli effetti collaterali lo sviluppo di un tumore dei tessuti molli.
  • Virus. Alcune infezioni ne aumentano il rischio. Il sarcoma di Kaposi, ad esempio, è associato a una varietà di herpes.
  • Linfedema. È un accumulo di linfa nelle parti molli del nostro corpo. Quando questa condizione è continuata e diventa cronica, i tessuti possono proliferare sotto forma di neoplasia.
Lipoma addominale
Il liposarcoma è una forma maligna di lipoma.

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Sintomi

Il sarcoma in genere è indolore, a meno che non abbia raggiunto uno stadio sufficientemente avanzato da esercitare pressione in qualche parte del corpo. Per questo motivo, la diagnosi è difficoltosa e i campanelli d’allarme tardano ad arrivare.

Un’altra caratteristica che rende i sintomi poco percettibili è la localizzazione in aree profonde del corpo. Il sintomo più comune è la comparsa di un pomfo. Non è detto, tuttavia, che il gonfiore sia dovuto al tumore stesso; potrebbe trattarsi dell’infiammazione che circonda la crescita tumorale.

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Diagnosi e trattamento del sarcoma

Nel caso di sospetto sarcoma, si procede di solito con tecniche di imaging come l’ecografia, la risonanza magnetica o la TAC.

Se la diagnostica per immagini suggerisce la presenza di un processo neoplastico, il passaggio successivo sarà la biopsia. Con quest’ultima si può ottenere una diagnosi definitiva.

Risonanza magnetica per il sarcoma
In caso di sospetto sarcoma, si procede a una serie di prove diagnostiche per immagini.

Una volta confermata la diagnosi, le possibili strade per il trattamento sono:

  • Chirurgia. In molti casi è possibile eliminare chirurgicamente il sarcoma.
  • Radioterapia. L’applicazione dei raggi è di solito un trattamento complementare alla chirurgia. È indicata quando la resezione chirurgica non è stata in grado di eliminare del tutto una lesione con bordi liberi.
  • Chemioterapia. Non sempre è necessaria. Vi si ricorre per i sarcomi gravi o in posizioni difficili.
  • Immunoterapia. Relativamente nuova e promettente, prevede il ricorso a farmaci biologici. L’obiettivo dell’immunoterapia è frenare l’azione di blocco delle cellule tumorali sul nostro sistema immunitario. Sono farmaci costosi e al momento non sono disponibili in tutto il mondo.

In conclusione

La comparsa di un pomfo, o gonfiore, in qualunque parte del corpo è un sintomo da non trascurare. È importante riferirlo al medico e sottoporsi alle prove diagnostiche necessarie.

Sebbene non sia il caso di allarmarsi, occorre prestare attenzione ai cambiamenti della pelle. Ritardare la diagnosi significa posticipare un trattamento che può essere efficace e risolutivo.

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