Il test RPR per diagnosticare la sifilide

Il test RPR permette di rilevare la sifilide attiva. Non è definitivo, serve piuttosto a guidare la diagnosi.
Il test RPR per diagnosticare la sifilide

Ultimo aggiornamento: 29 settembre, 2021

Il test RPR o test rapido del reagente plasmatico permette di  rilevare gli anticorpi contro la sifilide. Si tratta di un esame del sangue semplice ma che negli ultimi anni ha permesso di tenere sotto controllo questa malattia.

La sifilide è un’infezione a trasmissione sessuale causata dal batterio Treponema pallidum. Nonostante sia curabile, continua ad essere un’importante causa di morbilità e mortalità.

È una malattia ad alta diffusione e spesso il contagio è dovuto al fatto che il paziente non sa di averla contratta. In questo articolo spieghiamo in cosa consiste il test RPR e quali sono i vantaggi.

Cos’è la sifilide?

La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale causata da un batterio di tipo spirocheta chiamato Treponema pallidum. Si trasmette attraverso il contatto con le lesioni che compaiono sui genitali, sul retto, sull’ano o sulla bocca.

Può essere trasmessa anche in gravidanza, da madre a figlio o  attraverso le trasfusioni di sangue. Presenta stadi sintomatici e periodi completamente asintomatici che rendono la sua diagnosi piuttosto complessa.

Poco dopo l’infezione, si verifica la sifilide primaria. In questa fase possono comparire febbre, dolori muscolari, malessere generale e ghiandole ingrossate. È tipica anche la presenza di una lesione ulcerosa attraverso la quale viene trasmessa l’infezione.

Questa ulcera è indolore e passa inosservata al paziente, per cui caratterizza un periodo asintomatico in cui non viene stabilito alcun trattamento. La sifilide non mostra sintomi ma si diffonde.

Con il passare degli anni, possono essere colpiti tutti gli organi: la sifilide può portare a cecità, paralisi, intorpidimento e persino alla morte. Ecco perché è importante diagnosticarla precocemente. Il trattamento è molto semplice ed efficace, ma occorre iniziare il prima possibile.

Spirochete.
Il batterio che causa la sifilide è una spirocheta, così chiamata per la sua forma a spirale.

Che cos’è il test RPR per diagnosticare la sifilide?

Il test rapido del reagente plasmatico è in grado di rilevare anticorpi specifici nel sangue prodotti dal nostro corpo in presenza di sostanze emesse dalle cellule danneggiate.

In altre parole, il batterio Treponema pallidum attacca, in prima istanza, le cellule del corpo. Queste, una volta danneggiate, cominciano a secernere una serie di sostanze che stimolano il sistema immunitario a produrre specifici anticorpi. Gli anticorpi, quindi, compaiono solo quando il corpo sta già combattendo contro l’infezione.

Il test permette quindi di rilevare la sifilide attiva. Non è definitivo, ma serve piuttosto a guidare la diagnosi. Se vengono rilevati gli anticorpi, si procederà con altri test più specifici.

Viene utilizzato anche per studiare l’andamento della malattia dopo aver stabilito un approccio terapeutico. Quando il trattamento funziona, gli anticorpi nel sangue diminuiscono. D’altra parte, il test RPR viene utilizzato nelle persone sessualmente attive come mezzo di screening.

Test RPR e gravidanza

La sifilide può essere trasmessa in gravidanza, dalla madre al feto. Questa infezione comporta molti rischi per il bambino e aumenta il rischio di aborto spontaneo.

Per questo motivo, in alcuni paesi il test rapido del reagente plasmatico per la sifilide rientra negli esami di routine per la gravidanza. Nei luoghi in cui questo test non fa parte del protocollo, viene prescritto in presenza di fattori di rischio nella madre.

Come viene eseguito il test RPR?

Il test RPR è simile ad un normale esame del sangue. Non è necessario prelevare un campione di sangue grande: di solito è sufficiente una provetta piccola e non occorre alcun tipo di preparazione.

Il sangue viene quindi inviato a un laboratorio che esegue il test.

Interpretazione dei risultati

Il test può dare risultati diversi: sarà negativo o non reattivo quando nel sangue non viene trovato nessun anticorpo per la sifilide.

Tuttavia, occorre fare alcune considerazioni. Che il risultato sia negativo non esclude completamente che la persona sia infettata dalla sifilide. Nelle prime fasi della malattia, il corpo potrebbe non aver ancora prodotto anticorpi.

Potrebbero esserci anche pochi anticorpi, quindi non saranno rilevabili. Questa situazione può portare ad un un falso negativo, che potrebbe ripetersi per mesi e mesi.

Può succedere anche che, subito dopo il trattamento, il Rapid Plasma Reagine non rilevi gli anticorpi. Ecco perché si consiglia di ripetere il test dopo un paio di settimane.

Il momento migliore per farlo è nelle fasi intermedie della sifilide. Ovvero, una volta che sia  passato abbastanza tempo affinché il corpo generi gli anticorpi, ma prima di avviare il trattamento.

Altre infezioni possono dare risultati simili. Questo perché in alcune patologie vengono sintetizzati anticorpi simili a quelli della sifilide. Ad esempio, malaria, HIV, malattia di Lyme e lupus.

Anticorpi in azione.
La misurazione degli anticorpi ha un margine di errore. Alcune patologie producono risposte simili nel corpo che i test di laboratorio non sono in grado di distinguere.

Questo test comporta dei rischi?

Il test rapido per diagnosticare la sifilide è semplice e sicuro, fatti salvi i piccoli rischi legati al prelievo del sangue, come sanguinamento nel sito della puntura, lividi o vertigini o in casi molto rari, infezione.

Quello che dobbiamo tenere a mente è che il test non serve solo per la sifilide e può presentare falsi negativi o falsi positivi. Pertanto, sono necessari ulteriori esami per confermare la diagnosi.

Come test di conferma, di solito si sceglie l’assorbimento di anticorpi treponemici fluorescenti (FTA-ABS), che cerca più specificamente gli anticorpi contro la sifilide.

Sifilide: una malattia curabile, ma deve essere diagnosticata tempestivamente

È essenziale ribadire è che RPR è un test iniziale per la rilevazione della sifilide. Ossia, identifica gli anticorpi contro l’infezione, ma non è altamente specifico.

Pertanto, se appare un risultato positivo, saranno necessari ulteriori test per confermare la diagnosi. Inoltre, se il risultato è negativo, ma il sospetto clinico è alto, potrebbe essere necessario ripetere il test o includerne uno diverso.

È comunque molto utile, dal momento che la sifilide è un’infezione contagiosa ma curabile. Pertanto, diagnosticarla in tempo e cominciare subito un trattamento può aiutare a prevenire gravi complicazioni.

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