Metodo Montessori per canalizzare la rabbia dei bambini

· 28 luglio 2016
Secondo la Montessori, l’ideatrice e la sostenitrice del metodo che prende il suo nome, le emozioni e la socializzazione devono progredire mano nella mano. I genitori hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo dei bambini

Anche se il metodo Montessori è sempre stato tanto ammirato quanto criticato, non smette di essere un punto di vista interessante. È applicabile non solo nelle aule, ma anche a livello familiare e nell’educazione di tutti i giorni con i propri bambini.

Oggi vogliamo parlarvi del nervosismo e di quei raptus di rabbia dei più piccini che sono sempre difficili da canalizzare, controllare e persino capire.

Uno dei concetti più utili che ci ha lasciato Maria Montessori è quello dei “periodi di sensibilità”. I bambini, infatti, da quando nascono fino ai 6 anni, attraversano ciò che si conosce come “finestre di opportunità”.

Si tratta di momenti nei quali hanno l’abilità innata di imparare, di acquisire certe competenze e capacità.

È il momento migliore per insegnare loro a canalizzare e a comprendere il complesso mondo delle emozioni che, a volte, li fa scoppiare.

Nel nostro articolo di oggi vi spieghiamo qualche semplice strategia per riuscirci.

Metodo Montessori per canalizzare gli attacchi di rabbia e il nervosismo dei bambini

Tutti sappiamo, più o meno, in quale direzione vada l’insegnamento delle scuole in cui si usa il metodo Montessori.

Si cerca soprattutto di favorire l’autonomia del bambino. Lui stesso è il responsabile del proprio apprendimento, che riesce a raggiungere grazie alla curiosità e all’interazione con tutto ciò che gli viene fornito dall’ambiente che lo circonda.

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Nonostante ciò, quello che molti genitori forse si domandano è in che modo il metodo Montessori possa essere utile in un ambiente più intimo come può essere la propria casa. In fin dei conti, si tratta dell’ambiente più vicino al bambino e dove riceve le regole di comportamento più basilari.

Vediamo quindi alcuni consigli sui quali riflettere. Possono essere di grande aiuto per gestire i momenti di rabbia e nervosismo.

Bambina arrabbiata e peluche

L’educazione socio-emotiva

Maria Montessori non ha mai parlato dell’educazione o dell’intelligenza emotiva come concetti a sé stanti. Infatti, secondo la celebre pedagoga, le emozioni e la socializzazione vanno mano nella mano.

Quando un bambino esplode in un attacco di rabbia, ciò che sente di più è il fatto che l’ambiente sociale nel quale si trova non si adatta alle sue aspettative.

  • Non può avere ciò che desidera, si sente offeso, infastidito da qualcuno o da qualcosa, incapace di rimandare la soddisfazione… Tutto ciò si traduce in lacrime, urla e calci.
  • Le emozioni affiorano nel bambino quando interagisce con gli adulti o con gli altri bambini; questi due aspetti non possono separarsi l’uno dall’altro.
  • Anche se sono in molti a criticare il metodo Montessori, perché offre al bambino una presunta libertà e indipendenza eccessiva, non possiamo certo dimenticare un concetto fondamentale.  L’adulto è una guida, l’adulto favorisce l’apprendimento e, soprattutto, l’adulto è un modello da seguire e da imitare.
  • I periodi sensibili che vanno dalla nascita fino ai 6 anni rappresentano un momento chiave. Siate presenti come genitori, rispondete a tutte le loro domande e fate attenzione a ognuna delle loro emozioni.

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Aspetti da tenere in conto per guidare il mondo emotivo del bambino

  • Non disprezzate nessuna parola o comportamento del bambino ed evitate di paragonarli a quelli degli altri. Tutto ciò genera ancora più rabbia.
  • Fate in modo che il bambino si senta sicuro in qualsiasi momento: sicuro di parlare con voi, di andare alla scoperta del mondo, di parlare con altri bambini, di giocare con rispetto, di avere fiducia, di creare.
  • Permettete al bambino di sbagliare. Dategli dei consigli ma lasciate che sia lui stesso a rimediare ai propri errori. I bambini hanno bisogno di fare le cose da soli per potersi sentire capaci e per aumentare la propria autostima.
  • Quando un bambino esplode di rabbia, c’è qualcosa che non può o non sa come esprimere, c’è qualcosa in se stesso o nell’ambiente che lo circonda che dobbiamo conoscere e comprendere.

Per questo motivo, è fondamentale che il genitore lo guidi con pazienza e tranquillità. Non ignorate mai queste manifestazioni di ansia o nervosismo, soprattutto nei bambini piccoli. È necessario conoscerne l’origine e suggerire delle strategie.

I barattoli della calma

Negli ultimi anni sono diventati di moda i cosiddetti “barattoli della calma”, utili a scacciare lo stress e l’ansia dei bambini. Vediamo a cosa servono e come bisogna utilizzarli.

Bambina con barattolo della calma

  • I barattoli della calma sono uno stimolo visivo sul quale è facile far concentrare i bambini, grazie ai movimenti della porporina.
  • Bisogna sempre usarli in presenza di un adulto.
  • Potete, per esempio, portare tutte le sere un barattolo della calma nella cameretta del bambino.  Mentre lui lo osserva e lo muove, chiedetegli come è andata la giornata, se c’è qualcosa che lo preoccupa, quali paure si nascondono nel suo cuore, cosa gli piace e cosa non gli piace…
  • Bisogna porre tutte queste domande in modo preciso, senza giudicare e senza farne un interrogatorio diretto. Piuttosto, deve trattarsi di un gioco per favorire lo sfogo emotivo del bambino.

Il barattolo della calma è una semplice soluzione che può rivelarsi molto utile. Se volete prepararne uno a casa, non perdetevi uno dei nostri articoli su come realizzare dei contenitori luminosi.

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