Ho imparato che non si possono elemosinare attenzione ed amore

· 27 febbraio 2017
Quando ci rendiamo conto che nella coppia la relazione non è più la stessa, viene a mancare l'interesse e si è creata una rottura, dobbiamo cercare di essere abbastanza forti da prendere le distanze e concentrarci prima di tutto sul nostro benessere

Con il tempo e l’esperienza impariamo molte cose. Una di queste è che non bisogna chiedere e pregare per ricevere attenzione e che non bisogna elemosinare nessun amore, se sincero e genuino.

Uno dei nostri bisogni primari, in quanto esseri umani, è senza dubbio quello di sentirci amati e riconosciuti. Su questo non ci piove. È in questo modo che riusciamo a stabilire un legame con un determinato gruppo e cresciamo come persone in grado di ricevere e offrire amore.

Va detto, però, che l’attenzione e l’amore devono sempre essere sinceri.

Se abbiamo a che fare con qualcuno che ci volta le spalle, che ci ignora e che, invece di amore, ci offre soltanto solitudine, mostrando solo il proprio egoismo, allora è meglio lasciar perdere. Dobbiamo farcene una ragione e accettare la realtà.

Perché quando vogliamo a tutti i costi le attenzioni di chi non ha il minimo interesse nei nostri confronti, lungi dal riuscire a farci notare, aumenteremo soltanto la nostra sofferenza.

Vivere secondo un copione eterno in cui le battute parlano solo di indifferenza e disprezzo ci trasformerà negli attori di un dramma troppo triste che nessuno si merita di vivere.

Dobbiamo agire con amor proprio e dignità. Tirando fuori quella forza interiore che ci spinge a mettere da parte ciò che sentiamo, per ricordarci, piuttosto, quello che meritiamo.

In questo articolo, vi invitiamo a riflettere proprio su questo delicato argomento.

L’attenzione autentica, quella che non viene elemosinata

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Lungi dal considerare il bisogno di cure come un aspetto negativo o come il riflesso di una personalità immatura, è necessario chiarire alcuni punti fondamentali.

  • Tutti abbiamo bisogno dell’attenzione e della considerazione degli altri, ma non solo: anche di noi stessi. Qualsiasi legame, sia esso familiare o di coppia, si basa su certi aspetti basilari: il bisogno di sentirsi riconosciuti, affermati ed accettati per ciò che siamo.
  • Durante l’infanzia, un’attenzione sana, positiva e forte serve al bambino per crescere sentendosi sicuro di sé stesso.
  • Durante l’adolescenza e l’età adulta, quando si crea un legame di coppia, dare e ricevere cure è un riflesso del buon stato di salute di tale rapporto. Offriamo le nostre attenzioni a qualcuno perché ci sta a cuore, perché ce ne vogliamo prendere cura, perché vogliamo dare il meglio di noi stessi ad una persona speciale.

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Possiamo concludere dicendo che l’attenzione è fondamentale in tutte le dinamiche tra due o più persone unite da un legame significativo.

Il problema principale sorge quando qualcuno che è importante per noi non condivide, ricambiandola, questa dimensione emotiva, psicologica e comportamentale così importante.

Il bambino interiore che piange per ricevere un po’ di attenzione deve maturare

Durante l’infanzia, i bambini che non ricevono l’amore e le attenzioni adeguati, il riconoscimento disinteressato e l’affetto costante accompagnato da pazienza e saggezza, piangono continuamente per attirare l’attenzione.

A questo scopo, metteranno in atto meccanismi anche più complessi, mediante comportamenti disadattivi, a volte con rabbia, altre con pianto; a volte parlando con sincerità, altre con ira.

Molto spesso una mancanza d’affetto nell’infanzia ci crea poi, una volta adulti, un vuoto interiore profondo. Un passato con grandi carenze effettive si trasforma spesso in un presente caratterizzato da un concetto povero di se stessi e da scarsa autostima.

È proprio a causa di questi due fattori, se da adulti abbiamo sempre bisogno che siano gli altri a riempire il vuoto che sentiamo dentro.

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Le persone che elemosinano l’amore dei loro partner, pur sapendo che non sono più ricambiati, hanno bisogno di ritrovare la loro forza emotiva.

Niente è più distruttivo che l’incapacità di guardare in faccia la realtà e vedere le cose per ciò che sono. È un comportamento dannoso e tossico, che può influire persino sulla nostra salute fisica e mentale. Se ci rendiamo conto di non essere più amati e capiamo che non c’è speranza di recuperare il rapporto di un tempo, la cosa migliore è prendere le distanze da questa persona. Aver il coraggio di dire addio e mettere fine alla nostra storia.

Come dobbiamo comportarci quando non siamo più amati

Sappiamo che è molto facile dire, “chi non ti ama, non ti merita”, “non devi correre dietro a nessuno”. Ma come si fa?

  • Nessuno può smettere di amare da un giorno all’altro o cancellare con un gesto i ricordi di un passato insieme, così come si eliminano i file obsoleti ed ingombranti dal proprio computer.
  • È noto, per esempio, che un insulto emotivo o una rottura traumatica lascia un’impronta nella nostra mente esattamente come una scottatura.

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Sia la corteccia somatosensoriale secondaria così come l’insula (aree cerebrali legate al dolore) interpretano queste situazioni come elementi traumatici; ecco, quindi, il perché della difficoltà a troncare certi legami.

I passaggi per affrontare una rottura

  • Il primo passaggio consiste nel saper mantenere una conversazione matura e onesta con il nostro partner. È necessario ottenere una spiegazione di ciò che è accaduto  per comprendere se il rapporto si è definitivamente deteriorato e se davvero non vi è alcuna possibilità di ricominciare.
  • Una rottura è un lutto e come tale va vissuto ed elaborato. Pertanto, dobbiamo essere consapevoli del fatto che trascorreranno almeno due mesi in cui dovremo sfogarci e far uscire ciò che abbiamo dentro per poter sanare e riprenderci, avendo il coraggio di farcene una ragione.
  • Cercheremo conforto e supporto nella famiglia e negli amici. Dobbiamo evitare di ripensare continuamente al passato, anzi, al contrario, è necessario stabilire obiettivi e mete per il futuro, sia a corto sia a lungo termine.
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Ricordiamoci e ripetiamoci ogni giorno quanto valiamo. Per questo, non c’è cosa migliore che pensare a noi stessi, prenderci cura di noi, magari praticando la tecnica del Mindfulness, ad esempio; facendo, insomma, ciò che più ci piace, ci rilassa e ci fa sentire bene.

Immagini per gentile concessione di Catrin Welz-Stein

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