Intolleranza all'alcool: tutto quello che c'è da sapere

Vi capita di soffrire di arrossamenti sul volto dopo aver bevuto alcolici? Probabilmente siete intolleranti all'alcool.
Intolleranza all'alcool: tutto quello che c'è da sapere

Ultimo aggiornamento: 03 febbraio, 2021

Avete mai sentito parlare dell’intolleranza all’alcool? Si tratta di una condizione che può essere confusa con l’allergia all’alcool, in quanto provoca reazioni immediate e fastidiose dopo aver bevuto alcolici.

La scienza segnala che la differenza tra le due condizioni risiede nel fatto che l’allergia si manifesta perché il sistema immunitario reagisce alle sostanze contenute in una bevanda alcolica (frumento, orzo, segala o altro).

L’intolleranza, invece, è una condizione genetica che impedisce al corpo di scomporre l’etanolo in maniera efficiente. 

D’altra parte, alcuni casi fanno pensare a un’intolleranza all’alcool, ma in realtà l’organismo reagisce a sostanze chimiche o conservanti degli alcolici che, insieme ad alcuni medicinali, possono provocare reazioni avverse.

Quali sono le cause dell’intolleranza all’alcool?

Si tratta di un disturbo genetico per cui il corpo non è in grado di produrre l’enzima responsabile della metabolizzazione dell’etanolo, oppure lo sintetizza, ma è inattivo.

Il nome di questo enzima è alcol deidrogenasi (ADH), grazie al quale il fegato trasforma l’etanolo in acetaldeide, sostanza che in alte concentrazioni può causare danni cellulari.

Per evitare ciò, un altro enzima chiamato aldelaide deidrogenasi (ALDH2) aiuta a trasformare l’acetaldeide in acido acetico (Aceto), un composto non tossico.

Nel caso di soggetti intolleranti all’alcool, una mutazione genetica rende inattivo l’aldelaide deidrogenasi, pertanto l’organismo non riesce a eliminare l’etanolo e tende ad accumularlo nel sangue. A ciò si deve l’insorgenza dei sintomi.

Oltre a quanto esposto, alcuni ingredienti abitualmente presenti nelle bevande acoliche, soprattutto nella birra e nel vino, possono causare reazioni tipiche dell’intolleranza. Questi sono:

  • Conservati, soprattutto solfati.
  • Prodotti chimici.
  • Cereali, come l’orzo o altri.
  • Istamina, un sottoprodotto della fermentazione.
Foglio con disegno del fegato.
Il fegato è l’organo che detiene i meccanismi per scomporre l’etanolo nell’organismo.

Quali sono i fattori di rischio?

Il principale  fattore di rischio per l’intolleranza all’alcool è essere di razza asiatica, maggiormente predisposta alla mutazione genetica descritta.

Secondo uno studio pubblicato nella rivista BMC Evolutionary Biolody, tale mutazione è associata a un’alimentazione basata soprattutto sul riso, come quella del sud della Cina da molti secoli. Ma esistono anche altri fattori di rischio:

  • Soffrire di asma o rinite allergica (condizione che fa lacrimare gli occhi e provoca rinorrea).
  • Allergia ai cereali o altri alimenti.
  • Linfoma di Hodgkin (tumore del sistema linfatico).

Sintomi che indicano un’intolleranza all’alcool

Il sintomo più frequente dell’intolleranza all’alcool è l’arrossamento cutaneo, soprattutto al volto, al collo e al petto. Oltre a questo, possono presentarsi ulteriori manifestazioni:

  • Nausea, vomito e diarrea.
  • Tachicardia (battiti cardiaci accelerati) e ipotensione (pressione arteriosa bassa).
  • Orticaria (prurito e bruciore alla pelle).
  • Dolore pulsante alla testa, stanchezza e altri sintomi simili ai postumi della sbronza.
  • Peggioramento dell’asma pregressa.

Come viene diagnosticata?

Si sospetta l’intolleranza all’alcool in presenza di uno o più dei sintomi appena menzionati. In questo caso, è necessario consultare un professionista. Questi vi farà una serie di domande sulle manifestazioni e reazioni.

È altresì possibile procedere a un esame per diagnosticare un’allergia o a un’intolleranzaIn questo caso bisognerà consumare la bevanda alcolica che scatena i sintomi, affinché possano essere osservati da un esperto.

L’esame noto come patch test, infine, consente di capire se so è in presenza di allergia. Si effettua collocando una goccia di etanolo in una garza che viene applicata sul braccio. Dopo alcuni minuti si osserverà se insorgono eventuali arrossamenti, pruriti o bruciori.

Trattamento e prevenzione dell’intolleranza all’alcool

Non esiste un modo per prevenire l’intolleranza e neanche per curarla. Di conseguenza, l’unica soluzione per evitare l’insorgenza dei sintomi associati consiste nell’evitare il consumo di alcolici. 

In ogni caso, potreste consultare il medico su cosa fare prima della comparsa della sintomatologia in caso di ingestione di etanolo.

Allo stesso modo, si consiglia di evitare il fumo, sostanza che aumenta i livelli di acetaldeide. Infine, l’uso di antiacidi o di antistaminici può calmare i sintomi.

Quali altre complicazioni può provcare il consumo di alcool?

Non bere alcolici è positivo per la salute. In merito a ciò, diversi studi hanno dimostrato che l’etanolo, soprattutto se consumato in grandi quantità, può provocare diverse complicazioni:

  • Maggiore rischio di soffrire di malattie cardiovascolari, come l’ipertensione.
  • Aumento di peso, dato che apporta 9 kilocalorie a grammo.
  • Aumento della probabilità di soffrire di malattie epatiche.
  • Deprime il sistema nervoso, provocando alterando il movimento, la concentrazione e l’attenzione.
  • Consumare eccessive quantità di alcool è relazionato a problemi familiari, scolari, lavorativi, ed economici, tra gli altri.

L’intolleranza all’alcool è inevitabile

Non è possibile evitare questa condizione, in quanto correlata a una mutazione genetica. L’intolleranza all’alcool spesso non viene riconosciuta, pertanto le persone che ne soffrono riducono semplicemente il consumo di etanolo in presenza dei sintomi.

Tenete presente che se dopo aver bevuto alcolici presentate arrossamenti cutanei, tachicardia, ipotensione o qualsiasi altro sintomo menzionato, è consigliabile consultare un professionista.

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