Sintomi dell’intolleranza al lattosio che forse non conoscete

· 25 aprile 2017
Anche se l'intolleranza al lattosio non sempre rappresenta una condizione grave, la verità è che può presentare sintomi che riducono la qualità di vita del soggetto che ne soffre

Anche se pensiamo che “essere intolleranti” a certi alimenti sia un’invenzione del nuovo secolo, la verità è che le intolleranze esistono sin da quando l’essere umano assume non solo latte, ma anche cereali o legumi.

In questo articolo vi diciamo quali sono i sintomi dell’intolleranza al lattosio, in modo da poter capire se avete o meno problemi a digerire questo alimento.

Cos’è l’intolleranza al lattosio?

Si tratta di un disturbo che si presenta dopo l’ingestione di lattosio a causa di un deficit dell’enzima incaricato della digestione di questa sostanza, la lattasi.

Essendo mal assorbito, lo zucchero del latte passa al colon dove fermenta e forma aria.

Il consumo di latte, yogurt o gelato da parte di una persona intollerante non produce danni gravi o irreversibili nel tratto intestinale, bensì sintomi transitori.

Molte persone credono di soffrire di questo problema quando, in realtà, i sintomi che presentano sono dovuti ad un’eccessiva crescita dei batteri, a celiachia o a infiammazione intestinale.

Le mutazioni genetiche dell’essere umano gli hanno permesso di poter assumere latticini anche in età adulta. Tuttavia, alcuni individui non producono sufficienti enzimi per assorbire il lattosio ed è allora che si presenta l’intolleranza.

Vale la pena sottolineare che la maggior parte dei pazienti presenza un’intolleranza primaria, ovvero possono assumere una tazza di latte (o derivati) senza manifestare alcun sintomo o persino ingerire latticini durante i pasti senza alterazioni a livello intestinale.

Si può optare ugualmente per prodotti a basso contenuto di lattosio o assumere integratori di lattasi.

Sintomi dell’intolleranza al lattosio

I sintomi di questo problema di solito compaiono tra i 30 minuti e le 2 ore successive all’assunzione di un qualsiasi alimento che contenga lattosio.

La serietà dei sintomi dipenderà dalla persona, dalla quantità di lattosio ingerita e dal grado di deficit dell’enzima lattasi nello stomaco.

Vale la pena chiarire che i segnali che l’organismo presenta non sono sempre specifici di questa condizione. Possono, dunque, essere “condivisi” con altre patologie o malattie gastrointestinali (soprattutto con la gastroenterite acuta).

Un “indizio” che ci può aiutare è analizzare il momento in cui si presentano tali sintomi. Se si manifestano dopo l’ingestione di latte, yogurt, formaggio, gelato, etc., è più probabile che siano dovuti ad un’intolleranza al lattosio.

  • La fermentazione del lattosio tramite l’azione dei batteri intestinali produce feci più acide che possono causare irritazione e bruciare quando si defeca.
  • Questo processo può provocare anche gonfiore e dolore addominale ed una maggiore quantità di aria (che si mantiene per diverse ore dopo l’ingestione dei latticini).
  • È probabile che le feci e le flatulenze abbiano un odore molto forte e fetido.
  • La diarrea o la stitichezza possono andare di pari passo con l’intolleranza, poiché la flora intestinale è squilibrata. Sono molto frequenti anche i crampi o le coliche intestinali.
  • Nei bambini o negli adolescenti intolleranti al lattosio sono comuni episodi di nausea o vomito.

Nei casi cronici (deficit secondario di lattasi) si possono presentare anche:

  • Notevole perdita di peso
  • Arrossamento perianale
  • Spasmi addominali
  • Defecazione esagerata

Questi soggetti, inoltre, presentano problemi cutanei, stanchezza estrema e dolori alle estremità.

Come diagnosticare l’intolleranza al lattosio?

Se si pensa di soffrire di questo problema, è fondamentale rivolgersi ad uno specialista. Questi indicherà diverse prove che permetteranno di evidenziare il quadro della situazione.

Le prove più usate sono:

Misurazione della risposta glicemica

  • Prima si estrae del sangue per valutare i livelli iniziali di glicemia.
  • Poi, il paziente riceve un sovraccarico di 50 grammi di lattosio ogni 30 minuti per 2 ore (4 ingestioni).
  • In seguito, si realizza un’altra analisi del sangue per determinare la quantità di glucosio.

Se gli indici sono uguali, vuol dire che la lattasi non agisce come dovrebbe.

Tuttavia, questa prova è poco specifica, poiché esistono altre patologie che possono alterare i livelli di glicemia come, per esempio, il diabete mellito.

Il breath test

È il metodo più utilizzato per diagnosticare l’intolleranza al lattosio. La persona deve assumere una soluzione con lattosio e, ad intervalli di 15 minuti, soffiare in sacche ermetiche.

Quando gli zuccheri del latte non vengono digeriti e si dirigono verso l’intestino, i batteri li usano come alimento, producendo idrogeno.

Pertanto, se l’alito presenta un’elevata quantità di questo elemento, è probabile che si abbia un problema di digestione dei latticini.

Biopsia dell’intestino tenue

I campioni necessari per questo studio vengono ottenuti tramite un’endoscopia digestiva.

Questi frammenti di tessuto dell’intestino vengono successivamente analizzati in laboratorio per constatare la presenza o l’assenza di lattasi nella mucosa intestinale.

Acidità delle feci

Questa prova viene realizzata soprattutto con i bambini molto piccoli, poiché in tenera età gli altri studi sono poco pratici o rischiosi.

Test genetico

Il test in questione ha come obiettivo individuare un’intolleranza primaria causata dal gene MCM6.

Un campione di sangue o di saliva del paziente è sufficiente per analizzare i due polimorfismi relazionati con questa condizione.

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