Karate e taekwondo: quali differenze?

Karate e taekwondo sono arti marziali che, pur con molti punti in comune, mostrano altrettante differenze. Scopritele in quest'articolo.
Karate e taekwondo: quali differenze?

Ultimo aggiornamento: 25 maggio, 2021

Il karate e il taekwondo sono due arti marziali praticate comunemente e che, a prima vista, potrebbero essere difficili da distinguere. Tuttavia, pur mostrando molti punti in comune, si tratta di arti ben distinte.

Entrambe queste discipline di origine giapponese puntano il focus sull’autodisciplina e su un alto codice di condotta personale. Condividono anche l’aspetto competitivo. Tuttavia, il taekwondo è uno stile di lotta millenario, mentre il karate è nato soltanto qualche centinaia di anni fa, e deriva dal kung fu cinese. Nonostante alcune similitudini, la posizione del corpo e i movimenti specifici sono le principali differenze tra taekwondo e karate.

Origini e storia

Il taekwondo o tae kwon do è un’arte marziale coreana che pone l’enfasi sui calci frontali, laterali, circolari, semicircolari e all’indietro. Si sviluppò in Corea più di 2300 anni fa. Il taekwondo nacque come arte marziale di difesa a corpo libero. Era conosciuta come subak e derivava dall’ancora più antica arte del taekkyeonAll’epoca la Corea era suddivisa in tre regni rivali, dove il popolo veniva addestrato a combattere disarmato.

Quando agli inizi del ventesimo secolo i giapponesi invasero la Corea, le arti marziali coreane furono proibite. Costretti a praticarle in segreto, le varie arti si ramificarono in diversi stili. Tuttavia, a seguito di una conferenza realizzata nel 1955, finalmente vennero unificate e unite sotto un metodo di insegnamento comune.

Segnaliamo che tae significa “distruggere con i piedi”, kwon “colpire o distruggere con la mano”, e do è una parola che vuol dire “cammino”, “via”. Il termine si può quindi tradurre come “il cammino del piede e del pugno”. 

D’altro canto, il karate nacque qualche centinaia di anni fa nelle isole Ryūkyū  (Giappone), oggi conosciute con il nome di Okinawa. Si sviluppò a partire dal kung fu cinese. Le sue origini risalgono al sedicesimo secolo, quando nel 1600 il Giappone occupò con la forza Okinawa e confiscò tutte le armi. Gli abitanti del posto furono costretti a lottare con mani e piedi scalzi, privati di ogni altro utensile. Il termine “karate” vuol dire “mano vuota”. Probabilmente è legato all’origine della disciplina, l’autodifesa di un popolo costretto a combattere a mani nude.

Uomo pratica il karate.
Anche se possono sembrare simili, esistono caratteristiche che differenziano il taekwondo dal karate e che possono trarre in confusione.

Stile di combattimento e tecniche

Il karate è un’arte marziale basata su pugni, calci, colpi col ginocchio o con il gomito e tecniche a mani nude. Questa disciplina comprende anche tecniche di bloccaggio, immobilizzazione e di proiezione (abbattimento). In quanto ai movimenti, sono nitidi e lineari.

Il taekwondo enfatizza invece maggiormente le tecniche dei calci. È comunque una disciplina completa che comprende movimenti di pugni, colpi a mano aperta, abbattimenti, lanci e bloccaggio delle articolazioni.

Segnaliamo che secondo lo stile tradizionale, la posizione iniziale del taekwondo è a braccia unite, mentre nel karate si inclina il torso verso il basso, con le mani posizionate appena sotto la cintura e mantenendo lo sguardo fisso sull’avversario.

Le differenze tra karate e taekwondo durante la competizione

Nella competizione, le differenze tra karate e taekwondo si vedono a colpo d’occhio. Nel secondo si usano casco e protezioni per il torace, mentre nel karate non è previsto alcun tipo di protezione. Anche se fino ad oggi entrambe le arti marziali rientravano tra le discipline olimpiche, a partire dai giochi di Parigi 2024 il karate non sarà più presente.

Nei tornei tradizionali di karate, pugni e calci fanno guadagnare la stessa quantità di punti, quindi i partecipanti realizzano lo stesso numero di entrambi i movimenti. Nel taekwondo, invece, si ottengono più punti per i calci rispetto ai pugni.

Aspetti in comune tra karate e taekwondo

Nonostante le evidenti differenze tra karate e taekwondo, le due discipline si assomigliano sotto diversi aspetti. I più rilevanti sono i seguenti:

  • Si insegnano in un dojo.
  • Si utilizzano uniformi simili, di solito bianche e di cotone leggero per facilitare la mobilità e la flessibilità dei movimenti.
  • Seguono alcune norme tradizionali comuni.
  • Entrambe si focalizzano sul rispetto per gli insegnanti e i compagni.
  • Utilizzano tecniche che nascono da una serie di forme coreografiche note come kata nel karate e poomsae nel taekwondo.
  • Entrambe fomentano lo sviluppo di abilità e qualità nobili come la pazienza, l’autodisciplina e la fiducia in se stessi, sia nei bambini che negli adulti.
Due combattenti di taekwondo.
Il taekwondo si distingue visivamente per l’utilizzo di protezioni per testa e torace.

Arti marziali con caratteristiche particolari

Le differenze tra karate e taekwondo sono molto evidenti soprattutto quando assistiamo a dei combattimenti in televisione. Nei film, invece, è un po’ più difficile distinguere di quale arte marziale si tratta.

Se vi state chiedendo qual è l’arte praticata da Bruce Lee, ebbene non si tratta né dell’una né dell’altra. L’attore e artista marziale praticava il wing chun gung fu e finì per creare un suo stile di combattimento proprio: il jun fan gung fu. È sempre interessante conoscere le caratteristiche proprie di queste arti millenarie e imparare a distinguerne le differenze.

Potrebbe interessarti ...
Tecniche giapponesi per eliminare lo stress
Vivere più saniLeggilo in Vivere più sani
Tecniche giapponesi per eliminare lo stress

Questa condizione è così frequente da sembrare una regola. Per fortuna esistono delle tecniche giapponesi per eliminare lo stress in pochi minuti.



  • Ojeda-Aravena, Alex, and Jairo Azócar-Gallardo. “Comparacion de la composición corporal y el rendimiento físico entre practicantes jovenes de karate deportivo vs. Karate tradicional.” Revista Horizonte Ciencias de la Actividad Física 11.1 (2020): 1-12.
  • Zhu, Hua, Wei Li, and Daria Jankowicz-Pytel. “Whose karate? Language and cultural learning in a multilingual karate club in London.” Applied Linguistics 41.1 (2020): 52-83.
  • Cardozo, Luis Alberto, et al. “Aspectos fisiológicos de deportistas elite de taekwondo: Una revisión narrativa.” Revista Española de Educación Física y Deportes 418 (2017): 35-46.