La atresia biliare: tutto quello che c’è da sapere

23 Dicembre 2020
L'atresia biliare provoca gravi danni epatici. Se non curata, può mettere in pericolo la vita della persona che ne soffre.

L’atresia biliare è un disturbo epatico cronico e progressivo. Diventa visibile poco tempo doto la nascita. I condotti biliari si bloccano e la bile non può uscire dal fegato. A causa di ciò, risultano compromesse diverse funzioni vitali.

Se non curata, può mettere in pericolo la vita della persona che ne soffre. Vi invitiamo a scoprirne di più su questa malattia.

Qual è la causa dell’atresia biliare?

Esperto che illustra organo.

Non si conosce con certezza la causa dell’atresia biliare. Molti esperti credono che sia presenta sin dalla nascita, dunque che l’anomalia dei condotti biliari si verifichi durante la gravidanza.

Nonostante ciò, altri pareri suggeriscono che la malattia appaia dopo la nascita in seguito all’esposizione a sostanze tossiche o infette. Non è legata alle medicine assunte dalla donna né a eventuali malattie durante la gestazione.

Non si è ancora fatta chiarezza sulla possibile ereditarietà dell’atresia biliare. In genere, la malattia non si presenta più di una volta in famiglia.

Quali sono i sintomi dell’atresia biliare?

Il bambino affetto da atresia biliare sembra sano alla nascita. Ciò nonostante, i sintomi si sviluppano tra le due settimane e i due mesi di vita. I sintomi dell’atresia biliare possono essere simili a quelli di altri disturbi:

  • Ittero: è una colorazione giallognola della pelle e della parte bianca degli occhi. Si produce a causa di elevati e irregolari livelli di bilirubina nel sangue, che possono essere attribuiti a una infiammazione, ad altre anomalie delle cellule epatiche o all’ostruzione dei condotti biliari.
  • Urine scure e feci chiare.

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Diagnosi dell’atresia biliare

Alimentazione in caso di cirrosi.
Il fegato è l’organo interessato dalla malattia della cirrosi.

Per formulare la diagnosi della malattia il medico esegue diversi esami e analisi del sangue.

Analisi del sangue

Nell’analisi del sangue è richiesta la misurazione dei seguenti parametri:

  • Enzimi epatici: alti livelli di enzimi epatici possono allertare riguardo a un danno o una lesione epatica. Quando succede, gli enzimi passano al sangue.
  • Bilirubina: la bilirubina prodotta dal fegato viene escreta tramite la bile. Alti livelli di bilirubina indicano generalmente un’ostruzione o difficoltà del deflusso biliare.
  • Albumina e proteine totali: livelli più bassi della norma sono associati a disturbi epatici cronici.
  • Studi di coagulazione: si valuta il tempo di protrombina e il tempo di protrombina parziale, che misurano i tempi di coagulazione. I danni a carico delle cellule epatiche e l’ostruzione del deflusso biliare possono interferire nel meccanismo di coagulazione del sangue.
  • Coltura del sangue per verificare infezione nel sangue prodotta da un batterio che può colpire il fegato.

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Diagnosi per immagini

Gli esami di diagnostica per immagini a cui si ricorre in genere sono:

  • Ecografia addominale: è una tecnica diagnostica per immagini che utilizza onde sonore ad alta frequenza. Le ecografie permettono di ottenere immagini sul fegato, la colecisti e i condotti biliari.
  • Scintigrafia epatobiliare: si inietta un isotopo a bassa radiazione in vena. Se l’isotopo passa dal fegato all’intestino, i condotti biliari si aprono e si conferma l’assenza di atresia biliare.
  • Biopsia del fegato: si preleva un campione di tessuto epatico che verrà esaminato per distinguere l’atresia biliare da altri disturbi epatici.
  • Latinoamericana de Pediatría Hepatología Trasplante Hepático Pediátrico, A., Margarita Ramonet, D., & Mirta Ciocca Fernando Álvarez, D. (2014). Atresia biliar: una enfermedad grave Biliary atresia: a severe illness. Arch Argent Pediatr. https://doi.org/10.5546/aap.2014.542

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  • Cauduro, S. M. (2005). Atresia biliar extra-hepática: métodos diagnósticos. Jornal de Pediatria. https://doi.org/10.1590/s0021-75572003000200004