Manidipina per il trattamento dell'ipertensione arteriosa

La manidipina deve essere prescritta dal medico. Normalmente, la dose iniziale corrisponde a 10 mg al giorno; dopo 2-4 settimane, in assenza degli effetti desiderati, è possibile aumentare a 20 mg una volta giorno.
Manidipina per il trattamento dell'ipertensione arteriosa

Ultimo aggiornamento: 13 giugno, 2021

La manidipina è un farmaco antipertensivo che appartiene al gruppo dei medicinali calcio-antagonisti. Questi farmaci agiscono bloccando i canali del calcio provocando un rilassamento della muscolatura liscia vascolare e una riduzione della resistenza vascolare.

In questo modo, la manidipina provoca vasodilatazione, di conseguenza una riduzione della pressione sanguigna. È indicata per il trattamento dell’ipertensione arteriosa essenziale da lieve a moderata.

Che cos’è l’ipertensione arteriosa?

Manidipina: misurazione della pressione.

L’ipertensione arteriosa può essere definita come tensione arteriosa sistolica uguale o superiore a 140 mmHg e una tensione arteriosa diastolica di 90 mmHg o superiore.

Ciononostante, è importante distinguere l’ipertensione arteriosa essenziale o primaria da quella secondaria. L’ipertensione arteriosa secondaria è quella che si verifica come conseguenza di alcune malattie organiche, generalmente renali o endocrine.

Al giorno d’oggi, l’ipertensione arteriosa è una delle patologie a maggiore prevalenza nel mondo sviluppato. È considerata un fattore di rischio cardiovascolare. La ragione è dovuta al fatto che si tratta di una causa frequente di:

  • Insufficienza cardiaca.
  • Malattie renali.
  • Patologie cerebrali.
  • Problemi oculari.

Cosa sapere prima di assumere la manidipina

Non va assunta se si è allergici a questa sostanza o ad altri calcio-antagonisti. Lo stesso vale se si soffre di una malattia renale grave, malattie cardiache, angina pectoris instabile o patologia epatica. La manidipina non deve essere somministrata ai bambini né ad adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

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Avvertenze e precauzioni

Donna che ingerisce una pillola.

Prima di iniziare il trattamento a base di manidipina, il medico deve essere informato di eventuali malattie cardiache.

La manidipina non deve essere assunta dalle donne incinte né da quelle che si trovano nel periodo dell’allattamento. È particolarmente importante che il medico sappia se state assumendo uno dei seguenti farmaci:

  • Diuretici e betabloccanti: questi medicinali possono incrementare l’effetto della manidipina.
  • Digossina (farmaco impiegato nel trattamento delle alterazioni cardiache).
  • Altri medicinali come la cimetidina, alcuni antibiotici (claritomicina ed eritromicina), determinati antimicotici (itraconazolo e ketoconazolo) e antiaritmici come l’amiodarone e la chinidina.

In questi casi, il medico può prescrivervi altri antipertensivi o correggere la dose sia della manidipina che dell’altro farmaco. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che il consumo di alcol può potenziare l’effetto riduttore della tensione arteriosa del farmaco.

Come assumere la manidipina

La manidipina deve essere prescritta dal medico, del quale è necessario seguire le indicazioni. Normalmente, la dose iniziale è di 10 mg al giorno; dopo 2-4 settimane, se non è stata ottenuta la diminuzione desiderata, è possibile aumentare la dose a 20 mg una volta giorno.

La dose può essere ridotta quando il paziente si trova in età avanzata e nel caso in cui quest’ultimo soffra di una qualche malattia che colpisce i reni o il fegato.

Questo farmaco deve essere assunto al mattino dopo la colazione ed è consigliabile prenderlo tutti i giorni alla stessa ora. Nel caso in cui dimentichiate una dose, non dovete assumerne una doppia, ma limitarvi a prendere quella successiva secondo la prescrizione medica.

Possibili effetti collaterali

Manidipina: tre compresse.

La manidipina può causare effetti collaterali, anche se questi ultimi non colpiscono tutte le persone. Ciononostante, se dovessero comparire effetti secondari, saranno principalmente di natura lieve e temporanea.

Tuttavia, alcuni effetti collaterali possono essere gravi e richiedere assistenza medica. In base alla frequenza della loro comparsa, è possibile classificarli nel modo seguente:

  • Effetti collaterali frequenti: ritenzione idrica, che potrebbe arrivare a provocare la comparsa di edemi, senso di soffocamento, vertigini, nausea, mal di testa e palpitazioni.
  • Poco frequenti: formicolio, aumento della frequenza cardiaca, ipotensione, difficoltà respiratoria, secchezza delle fauci, nausea, vomito, eruzioni cutanee e infiammazione della pelle e prurito. Inoltre, è possibile che si manifestino alterazioni temporanee nelle analisi di laboratorio.
  • Rari: irritabilità, arrossamento della pelle, prurito, dolore allo stomaco e all’addome, sonnolenza, dolore toracico, diarrea, diminuzione dell’appetito e risultati anomali nelle analisi del sangue.
  • Effetti secondari molto rari: infarto del miocardio. In pazienti affetti da angina pectoris persistente è possibile che si manifesti un aumento della frequenza, della durata o della gravità di questi attacchi.

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Conclusioni

In base agli studi disponibili, la manidipina mostra un’efficacia simile a quella di altri ipertensivi, senza che siano osservabili effetti significativi sulla frequenza cardiaca.

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