Metamizolo: impieghi ed effetti collaterali

27 Ottobre 2019
A differenza di altri farmaci analgesici non oppiacei che agiscono sulla sintesi della prostaciclina, il metamizolo non provoca gravi effetti gastrointestinali. Ecco tutto ciò che dovete sapere sulla famosa Novalgina.

Il metamizolo è un farmaco che, oltre a essere un potente antinfiammatorio, svolge anche altre funzioni farmacologiche. Appartiene alla famiglia dei pirazoloni, che a loro volta sono un gruppo di farmaci che fanno parte dei FANS, o farmaci antinfiammatori non steroidei.

Questo medicinale viene impiegato principalmente per il trattamento del dolore e della febbre. Viene commercializzato in due forme differenti: metamizolo sodico o metamizolo magnesico.

In genere, si ricorre in misura ragionevole all’impiego del metamizolo. Trattandosi di un farmaco piuttosto potente, è consigliato per pazienti che soffrono di coliche e di dolori di origine oncologica e interna, così come per contenere il dolore postoperatorio e combattere la febbre che non può essere controllata con altri farmaci.

È stato sintetizzato nel 1920, ma è stato introdotto nel mercato solo nel 1922 in Germania, con il nome commerciale di Novalgin. Al giorno d’oggi, è possibile trovare in vendita il metamizolo in tutto il mondo sotto diversi nomi commerciali, come Novalgina, ma anche come farmaco generico.

Nozioni base sulla febbre

Donna che misura la febbre

La febbre è un temporaneo aumento della temperatura corporea. Generalmente, si presenta in seguito a  una malattia. In realtà, la febbre costituisce un meccanismo di difesa che ci consente di sapere che all’interno del nostro organismo si stanno verificando processi anomali.

La temperatura umana considerata normale è di circa 37 °C, ma in individui sani può presentare variazioni di 1 °C. Le autorità mediche americane parlano di febbre quando la temperatura è maggiore o uguale ai 38,3 °C, poco al di sopra del limite superiore della temperatura umana considerata normale, indipendentemente dalla causa che la provoca.

L’insorgenza della febbre pirogena si verifica attraverso l’attivazione di diversi meccanismi. L’interazione di pirogeni esterni (come i microrganismi), endogeni (come le interleuchine IL o il fattore di necrosi tumorale TNF-alfa), congiuntamente a una struttura dell’ipotalamo chiamata organum vasculosum della lamina terminale porta alla formazione della febbre.

Tuttavia, la febbre non si presenta solo in seguito a un’infezione, ma può essere dovuta anche alla presenza di altri sintomi, come i seguenti:

  • Infiammazione.
  • Indotta da farmaci.
  • In seguito a una lesione cerebrale.
  • Febbre endocrina.

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In che modo il metamizolo esercita il suo effetto sull’organismo?

Come sappiamo già, il metamizolo agisce sul dolore e la febbre. La sua azione è dovuta alla sua capacità di ridurre la sintesi delle prostaglandine proinfiammatorie. Riesce a ottenere questo effetto inibendo l’attività della prostaglandina sintetasi, che è un enzima che si occupa di catalizzare, come indica il suo nome, la sintesi di nuove prostaglandine.

Le prostaglandine sono sostanze a carattere lipidico che partecipano, tra altri numerosi processi, alle risposte infiammatorie, stimolando le terminazioni nervose del dolore, e all’insorgenza della febbre.

Tuttavia, a differenza di altri farmaci FANS, il metamizolo è in grado di inibire anche la febbre prodotta da liposaccaridi. Oltre a inibire la sintesi delle prostaglandine, funge anche da inibitore non selettivo dell’enzima ciclossigenasi. Da questa inibizione deriva la sua azione analgesica.

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Effetti indesiderati del metamizolo

Medicinali di vario tipo

Anche se il metamizolo è un farmaco molto sicuro, in alcuni paesi dell’Europa non viene venduto a causa dei suoi effetti collatrali. A differenza di altri farmaci analgesici non oppiacei che agiscono sulla sintesi della prostaciclina, non provoca effetti gastrointestinali importanti.

Tuttavia, proprio come tutti i farmaci reperibili sul mercato, può scatenare effetti indesiderati di altro genere, di cui è necessario tenere conto prima di assumerlo.

L’effetto collaterale più importante, e quello a cui bisogna prestare la maggiore attenzione, è l’agranulocitosi. Potrebbero presentarsi anche leucopenia e trombocitopenia. Tutti questi sintomi sono reazioni dovute all’ipersensibilità. Inoltre, è possibile sviluppare alcuni dei seguenti effetti indesiderati:

  • La sindrome di Lyell e la sindrome di Stevens-Johnson.
  • Crisi asmatiche.
  • Cadute critiche di pressione del sangue, in base alla dose di farmaco assunto.

Conclusioni

Il metamizolo è un farmaco ampiamente utilizzato per il trattamento del dolore e della febbre. Ciononostante, non bisogna assolutamente abusarne, dal momento che, come qualunque altro medicinale presente sul mercato, può provocare una serie di effetti indesiderati. Prima di iniziare un trattamento a base di metamizolo, bisogna consultare il medico o il farmacista.

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