Un nuovo metodo promette di combattere il tumore al seno in 11 giorni

· 16 maggio 2016
Bastano 11 giorni e la combinazione di diversi farmaci potrebbe aiutare le pazienti del reparto oncologia a porre fine ai tumori e persino a non aver bisogno della chemioterapia posteriore all’intervento

Il cancro al seno è il tumore più comune tra la popolazione femminile. Solo in Italia, per esempio, questo cancro colpisce circa 48.200 donne ogni anno, nonché un 29% di tutti i tumori diagnosticati tra le donne.

Oggigiorno, una diagnosi precoce continua a essere il modo più efficace per aumentare il tasso di sopravvivenza delle pazienti, grazie ai diversi trattamenti in grado di combattere i tumori nella loro fase iniziale.

Nonostante ciò, il cancro al seno continua a essere una delle patologie che causa più morti tra le donne.

Le nuove tecnologie e il progresso della medicina sono sempre impegnati a trovare nuovi rimedi più efficaci per le donne alle quali è già stato diagnosticato il tumore.

Uno dei trattamenti più recenti è stato presentato alla Conferenza europea sul cancro al seno, svoltasi ad Amsterdam (Paesi Bassi); quest’ultimo ha attirato l’attenzione di molti, poiché potrebbe distruggere certi tumori in solo 11 giorni.

Si tratta di una coppia di farmaci creata da un gruppo di ricercatori diretto dalla professoressa Judith Bliss, dell’Istituto per la ricerca sul cancro (ICR) del Regno Unito; è stato presentato come una possibile alternativa alla chemioterapia.

La scoperta è nata da un test clinico finanziato dal Cancer Research UK e i risultati ottenuti potrebbero essere molto soddisfacenti se si inizia il trattamento dopo aver diagnosticato un cancro in fase iniziale.

Il metodo

Il metodo tumore

Per portare a termine questo test, Bliss e il suo team di ricercatori hanno analizzato gli effetti che i farmaci trastuzumab e lapatinib hanno sulle pazienti affette dal cancro al seno di tipo HER2-positivo, subito dopo la diagnosi e prima dell’intervento chirurgico.

Allo studio hanno partecipato 257 donne alle quali era appena stato diagnosticato il cancro al seno HER2. Sono state divise in tre gruppi per condurre un trattamento di 11 giorni, tra la diagnosi iniziale e la data dell’intervento.

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A uno dei gruppi è stato prescritto lo trastuzumab e a un altro il lapatinib, mentre l’ultimo gruppo non ha ricevuto alcun trattamento.

Nonostante ciò, prendendo in considerazione studi precedenti che suggerivano l’efficacia della combinazione di trastuzumab e lapatinib contro il cancro al seno HER2, i ricercatori hanno modificato l’esperimento a metà strada e così alle donne che avevano iniziato a prendere il lapatinib hanno somministrato anche dosi di trastuzumab.

Per precisarne gli effetti, prima e dopo il periodo degli 11 giorni, gli studiosi hanno annotato i dati riguardanti i marcatori biologici della proliferazione cellulare nel tumore al seno, tra cui hanno incluso i livelli di proteina Ki-67 e la apoptosi o morte cellulare programmata.

morte cellulare programmata tumore

Nonostante ciò, dopo 11 giorni di trattamento, hanno stabilito che un 17% delle 66 donne curate con entrambi i farmaci avevano tumori troppo ridotti per poterne misurare la proliferazione cellulare, misuravano meno di 5 mm di diametro.

In più dell’11% dei casi, inoltre, i medicinali avevano eliminato del tutto i tumori, il che ha dimostrato una risposta patologica piuttosto completa.

Tra le donne alle quali era stato somministrato il trastuzumab, invece, la riduzione dei tumori o la loro eliminazione totale è stata solo del 3%.

Le donne che, invece, non hanno ricevuto nessun tipo di trattamento, presentavano ancora le stesse condizioni.

I risultati hanno sorpreso i ricercatori, poiché questo trattamento potrebbe combattere alcuni tipi di cancro senza dover ricorrere alla chemioterapia.

Il cancro al seno HER2 è conosciuto come il cancro che ha più probabilità di ripresentarsi, il che significa che questa scoperta potrebbe rappresentare un’enorme speranza per le pazienti che ne soffrono.

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Un possibile trattamento per il tumore al seno

Trattamento tumore

Visti i risultati ottenuti da questo studio, i ricercatori hanno dichiarato che la combinazione di trastuzumab e lapatinib prima dell’intervento chirurgico potrebbe essere un possibile trattamento per le donne affette da questo cancro.

Il suo successo potrebbe eliminare la necessità si sottoporsi alla chemioterapia, un trattamento ben più aggressivo.

Il professor Nigel Bundred, docente di oncologia e collaboratore dello studio, ha dichiarato:

“Si tratta di una scoperta con grandi potenzialità, perché ci consente di identificare un gruppo di pazienti che, entro 11 giorni, ha assistito alla scomparsa del tumore con una sola terapia anti-HER2 e che potenzialmente potrebbe non avere bisogno in seguito della chemioterapia. Questo ci dà la possibilità di impostare un trattamento per ogni singola donna”.

La dottoressa Bliss ha fatto una dichiarazione al quotidiano The Telegraph sottolineando che le possibilità di eradicare questo tipo di tumore in 11 giorni sono davvero notevoli.

Per adesso, gli effetti dei farmaci continueranno a essere monitorati, ma si crede che siano uno strumento utile a combattere questa malattia e che dà una grande speranza.

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