Milza infiammata: sintomi e trattamento

30 Novembre 2019
I disturbi che indicano una milza infiammata si concentrano sempre sulla parte superiore sinistra dell'addome, possono anche raggiungere la schiena e sono molto dolorosi. Quali sono gli altri sintomi?

La milza infiammata o dilatata è una patologia anche nota come splenomegalia. Nel suo stato normale, la milza ha le dimensioni di un pugno; tuttavia, a causa dello sviluppo di alcune infezioni e malattie, le sue dimensioni possono aumentare.

La milza è un organo molto importante per il sistema linfatico: ldi immagazzinare i globuli bianchi e aiutare nella creazione di anticorpi per difendere il corpo da alcune malattie. Nonostante tutto, a volte la milza può infiammarsi.

Inoltre, interviene nel filtraggio dei batteri ricoperti di anticorpi, aiuta a trattare i vecchi globuli rossi e ricicla anche il ferro nell’emoglobina. Per questo, quando si soffre di un qualche tipo di alterazione, possono verificarsi dei problemi di salute.

Cause della milza infiammata o splenomegalia

Esiste un’ampia varietà di malattie che possono provocare l’infiammazione della milza. Tale problema può anche essere temporaneo, a seconda del trattamento somministrato. Tuttavia, alcuni casi diventano cronici. Le cause, secondo le informazioni pubblicate nel National Center for Biotechnology Information, includono:

  • Malattie epatiche (cirrosi, epatite)
  • Infezione acuta o cronica (endocardite batterica, mononucleosi infettiva, HIV, malaria, tubercolosi, istiocitosi)
  • Neoplasie ematologiche (linfomi, leucemia, disturbi mieloproliferativi)
  • Congestioni (trombosi venosa splenica, ipertensione portale, insufficienza cardiaca congestizia)
  • Infiammazioni (sarcoidosi, lupus, artrite reumatoide, lupus sistemico)
  • Sequestro splenico (cellula falciforme pediatrica, anemie emolitiche, talassemie)
  • Altre (metastasi, ascessi, traumi, emangiomi, reazioni a farmaci rari, cisti, malattia di Gaucher, malattia di Niemann-Pick)

Sintomi della una milza infiammata

In accordo con una pubblicazione sul sito web della Mayo Clinic, molti pazienti non sono consapevoli di avere la milza infiammata perché non hanno sintomi. Molti lo scoprono attraverso esami di routine. Tuttavia, di fronte al sospetto, il medico può suggerire alcuni test complementari per confermare la diagnosi e determinarne la causa. I sintomi includono:

1. Anemia

Anemia

La milza, come abbiamo anticipato, ha lo scopo di purificare il sangue. Il sangue pulito è, per così dire, un altro pezzo del sistema linfatico che assicura che i nostri globuli rossi e bianchi siano forti, sani e in condizioni di svolgere la loro funzione.

Quando la milza è infiammata, il compito non viene eseguito correttamente. Pertanto, è probabile che sussista un’alterazione dei globuli rossi, un deficit che provoca anemia. Quando viene diagnosticata un’anemia, è importante sapere quale sia l’origine.

Non perdete: Rimedi infallibili per combattere l’anemia in casa

2. Stanchezza

Questo sintomo si manifesta, ad esempio, quando si è a corto di fiato, quando si fanno sforzi, quando si cammina o si trasportano pesi; e anche quando si fa fatica ad alzarsi al mattino.

Tenete presente che soffrendo di anemia, la stanchezza è sempre legata alla mancanza di globuli rossi. Questa stanchezza peggiorerà giorno dopo giorno, fino a raggiungere l’esaurimento. Cercate di consultare quanto prima un dottore per non arrivare a questo estremo.

3. Dolore acuto

Il dolore è un sintomo diretto della milza infiammata, inevitabile e difficile da identificare. Di solito si centra nella parte superiore sinistra dell’addome e, a volte, può estendersi alla schiena fino ad arrivare alla spalla sinistra.

Il fastidio, peraltro molto doloroso, si concentra sempre sulla parte sinistra ed è anche possibile non riuscire a respirare bene. Sono sintomi tipici della milza infiammata e, una volta avvertiti, correte immediatamente dal vostro medico per una diagnosi.

4. Mancanza di appetito

Mancanza di appetito

È un altro sintomo abbastanza frequente: iniziate a perdere l’appetito e vi sentite già sazi anche dopo aver mangiato poco.

La causa è la milza infiammata, in quanto, essendo più grande del normale, opprime lo stomaco procurando la falsa sensazione di sazietà.

Questo può portarvi poco a poco a perdere peso, dunque prestate attenzione perché ciò potrebbe debilitarvi.

Leggete anche: Piastrine basse: 4 rimedi

5. Ferite che sanguinano molto

Strano, ma vero; ma qual è il motivo? La milza infiammata accumula al suo interno più globuli rossi e bianchi impedendo che arrivino in modo adeguato all’organismo.

Come già sapete, la mancanza di globuli rossi si trasforma in anemia e, allo stesso tempo, l’assenza di globuli bianchi fa sì che scarseggino le piastrine. Noterete che da una ferita uscirà più sangue del normale, in quanto non ci saranno questi piccoli elementi che la tappano e la curano.

Come si cura la milza infiammata?

Il trattamento della milza infiammata è mirato al problema preesistente. Pertanto, se l’origine è un’infezione batterica, verrano utilizzati degli antibiotici. Se è dovuta ad altre malattie, il medico formulerà il trattamento in base alle necessità.

È necessario limitare qualsiasi forma di attività fisica o sforzo eccessivo che possa danneggiare la milza. La rottura della milza può causare una significativa perdita di sangue e mettere a repentaglio la vita. Se non trattata in tempo, la milza infiammata può portare a gravi complicazioni.

Se il trattamento di prima linea non basta ad arrestare il problema, sarà necessario rimuovere chirurgicamente la milza (splenectomia). In tal caso, saranno necessari anche alcuni vaccini e farmaci, in quanto il corpo sarà sensibile alle infezioni.

In sintesi, riconoscere tempestivamente i sintomi e una pronta diagnosi medica aiutano ad evitare le gravi conseguenze di questa condizione. Tenetelo a mente!

  • Chapman J, Azevedo AM. Splenomegaly. [Updated 2019 May 6]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2019 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430907/
  • Curovic Rotbain E, Lund Hansen D, Schaffalitzky de Muckadell O, Wibrand F, Meldgaard Lund A, Frederiksen H. Splenomegaly – Diagnostic validity, work-up, and underlying causes. PLoS One. 2017;12(11):e0186674. Published 2017 Nov 14. doi:10.1371/journal.pone.0186674
  • Paz-Y-Mar, H. L., Gonzalez-Estrada, A., & Alraies, M. C. (2013). Massive splenomegaly. BMJ Case Reports. https://doi.org/10.1136/bcr-2013-200515
  • Turner, J., & Garg, M. (2008). Splenomegaly and sports. Current Sports Medicine Reports. https://doi.org/10.1097/01.CSMR.0000313399.02441.d8
  • Pozo, A. L., Godfrey, E. M., & Bowles, K. M. (2009). Splenomegaly: Investigation, diagnosis and management. Blood Reviews. https://doi.org/10.1016/j.blre.2008.10.001