Non si può piacere a tutti: non tutti hanno buon gusto

15 settembre 2016
È normale voler compiacere tutti, ma è un errore smettere di essere se stessi per riuscirci

Nella scala più alta delle sofferenze inutili vi è senza dubbio la nostra preoccupazione di piacere a tutti. 

È probabile che proprio adesso diciate a voi stessi che non è il vostro caso, che non vi rispecchia e che non vi preoccupate minimamente di rispondere ai gusti e alle preferenze di tutti. 

In un certo modo, tutti lo abbiamo fatto ogni tanto, e continuiamo a farlo.

Le persone, per far parte delle loro cerchie sociali ed affettive, sono costrette ad entrare in armonia, a sintonizzarsi agli altri e questo le obbliga, molte volte, a compiacere, ad essere cortesi e, persino, a dire di “sì” quando hanno voglia di dire di “no”.

Il segreto risiede nell’equilibrio, nell’assertività e nell’intelligenza emotiva. A tutti piace compiacere ed essere visti come persone piacevoli, ma questo non deve mai indurci all’ossessione di piacere a tutti allo stesso modo.

In questo articolo vi proponiamo di riflettere a riguardo.

L’angoscioso bisogno di piacere a tutti

Le persone hanno bisogno di “piacere” e chi pensa il contrario si sbaglia. Piacere significa, ad esempio, affinare le nostre doti di seduzione per attirare il possibile partner che attira la nostra attenzione.

Piacere è dare una buona immagine di sé ad un colloquio di lavoro con cui ottenere un impiego ed una proiezione futura.

Vogliamo piacere alle persone a noi affini ed averle come amici e non possiamo negare che, a volte, dobbiamo cedere un po’ con i nostri familiari affinché vi sia armonia.

Tuttavia, cedere un po’ non vuol dire perdere molto. Vuol dire equilibrare la bilancia affinché tutti possano coesistere. Se ognuno di noi agisse solo nel proprio interesse, segnando limiti ed innalzando muri, perderemmo il senso della società.

Tuttavia, la domanda che adesso ci viene in mente potrebbe essere la seguente: Dove è il limite? Qual è il confine tra la mia identità e quello che esige da me la società per sentirmi integrato?

Ve lo spieghiamo a seguire.

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L’intimo processo di auto-scoperta

Tutti abbiamo la nostra propria essenza e questa essenza non è altro che un bagaglio personale in cui si trovano i nostri valori, le nostre emozioni, la nostra autostima ed il nostro auto-concetto.

  • Il viaggio personale durante il quale scoprire noi stessi è un processo che dura tutta la vita.
  • Durante l’adolescenza è comune sviluppare il bisogno di piacere a tutti. Atterriamo nel mondo in quanto esseri sociali in cerca delle prime esperienze ed abbiamo bisogno, sopra ogni cosa, di sentirci integrati. Questo porta spesso l’adolescente ad avvertire una grave dissonanza tra quello che è e sente e quello che gli altri vogliono da lui/lei.
  • La società chiede loro di essere attraenti, perfetti ed indipendenti. Le mode li omologano in modo tale da cancellarne le particolarità, l’essenza. Non è giusto.

Abbiamo attraversato tutti queste fasi per poi svegliarci, alla fine, in quell’equilibrio interiore in cui scoprire che ci piace essere unici, speciali e, al tempo stesso, diversi dagli altri.

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L’avventura di essere se stessi

A differenza di quello che pensano in molti, essere se stessi non è facile. Da un lato, vi sono le aspettative di chi ci circonda, della nostra famiglia, della società stessa e dei nostri lavori.

Ci viene chiesto di essere bravi figli, bravi partner e lavoratori efficienti, anche se a volte finiamo per provare sulla nostra pelle il ricatto e situazioni in cui ci vengono richieste certe cose che vanno contro i nostri valori.

Lo si voglia o meno, l’avventura di essere se stessi richiede di vivere piccoli paragoni. Tuttavia, non è da vedere secondo un’ottica negativa.

Porre dei limiti riguardo a quello che vogliamo e quello che siamo disposti a fare permette agli altri di relazionarsi molto meglio con noi, perché comprendono come siamo.

Non tutti hanno “buon gusto” per apprezzarvi

Il mondo non crolla per un “No, non mi piaci”; di fatto, ci apre altri percorsi più adatti a noi.

Chi si sforza ogni giorno di piacere a tutti si allontana da se stesso e dal sentiero personale in cui si iscrive la sua autostima, l’equilibrio, la personalità stessa.

Se qualcuno non ha il “buon gusto” di apprezzare il vostro carattere, la vostra risata incontrollata, il vostro senso dell’umorismo, il vostro sarcasmo e la vostra passione per la vita, non vi preoccupate.

Leggete anche: Maturare è sorridere a quello che ci ha fatto piangere

Per qualcuno che fa una smorfia di disgusto, ci sono decine di persone che entrano in empatia con la vostra persona, con quell’aria vitale che vi definisce e vi rende unici. Non dubitate, dunque, e godetevi ogni giorno l’avventura di essere voi stessi.

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