Olio di canola: tutto ciò che c’è da sapere

18 Giugno 2020
L'olio di canola è uno degli oli vegetali più conosciuti. Le sue origini ci portano in Canada visto che è stata l'industria di questo Paese ad avviarne la produzione nel 1978, modificando geneticamente le piante di colza.

L’olio di canola è un olio di origine vegetale contenuto in un’infinita varietà di alimenti. Molte persone lo hanno eliminato dalla propria dieta perché preoccupate dai suoi effetti sulla salute e dai metodi di produzione.

Se però vi state ancora chiedendo se questo olio faccia bene oppure no, stiamo per svelarvelo in questo articolo. Continuate a leggere per saperne di più.

Cos’è l’olio di canola?

Olio di canola o colza

L’olio di canola è una tra le più conosciute varietà di oli vegetali tra le più conosciute. Ha origine in Canada, e proprio da questo paese che deriva il suo nome. Fu proprio la produzione industriale del Canada a metterlo a punto, nel 1978, modificando geneticamente le piante di colza.

Anche se la pianta di canola sembra identica a quella di colza, la prima contiene diversi nutrienti e il suo olio è più “sicuro” per il consumo umano. La maggior parte delle coltivazioni viene modificata geneticamente per migliorare la qualità dell’olio e aumentare il grado di tolleranza delle piante agli erbicidi.

Come viene prodotto?

Sono molti i passaggi coinvolti nel processo di produzione dell’olio di canola. Secondo il Canola Council of Canada, questo processo è costituito dai seguenti passaggi:

  • Pulizia dei semi. I semi di colza vengono separati e puliti per eliminare le impurità, così come i gambi delle piante e i residui di terriccio.
  • Confezionamento e rimozione dei semi. I semi vengono riscaldati a una temperatura di circa 35 °C, quindi si formano delle scaglie all’interno dei laminatoi, rompendo così la parete cellulare dei semi.
  • Cottura dei semi. I fiocchi di semi vengono cotti a vapore. In linea di massima, questo processo di riscaldamento dura tra i 15 e i 20 minuti, a una temperatura che va dagli 80 ai 105 °C.
  • Spremitura. A questo punto, i fiocchi di semi di colza cotti vengono spremuti in una serie di presse a vite. Questa procedura elimina dal 50 al 60% dell’olio dei fiocchi, lasciando che il resto venga estratto con altri mezzi.

Fasi successive di produzione dell’olio di canola:

  • Estrazione. I fiocchi di semi residui, che contengono circa il 18-20% dell’olio rimasto, vengono ulteriormente scomposti mediante un composto chimico conosciuto come esano, in modo da ottenere il restante olio.
  • Solvente. L’esano viene separato dalla farina di canola mediante una terza fase di riscaldamento, a 95-115 °C, mediante l’esposizione al vapore.
  • Raffinamento dell’olio. L’olio estratto viene raffinato con diversi metodi. Per esempio con la distillazione a vapore, l’esposizione all’acido fosforico e il filtraggio, mediante l’argilla attivata dall’acido.

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Valori nutrizionali dell’olio di canola

Rispetto ad altri oli, quello di la canola non è una valida fonte di nutrienti. Un cucchiaio (da 15 ml) di olio di canola offre:

  • Apporto calorico: 124 kcal.
  • Vitamina E: 12% del fabbisogno giornaliero raccomandato (RDA).
  • Vitamina K: 12% dell’RDA.

Oltre a essere povero di vitamine E e K, l’olio di canola contiene anche una ridotta quantità di altre vitamine e minerali.

Apporto di acidi grassi nell’olio di canola

L’olio di canola viene spesso considerato uno degli oli migliori per quanto riguarda l’apporto di grassi saturi. Vediamo in dettaglio quali contiene:

  • Saturi: 7%
  • Monoinsaturi: 64%
  • Polinsaturi: 28%

I grassi polinsaturi dell’olio di canola includono il 21% di acido linoleico, meglio conosciuto come acido grasso omega-6, e circa l’11% di acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso omega-3 che deriva da fonti vegetali.

Molte persone -in particolare quelle che seguono una dieta vegetariana- dipendono dalle fonti di ALA per aumentare i propri livelli di grassi omega-3 DHA ed EPA. Questi ultimi sono fondamentali per la salute di cuore e cervello.

Anche se il nostro corpo riesce a trasformare l’ALA in DHA ed EPA, la ricerca dimostra che questo processo è profondamente inefficace. Tuttavia, l’ALA riporta alcuni benefici, visto che può ridurre il rischio di frattura e proteggere da malattie cardiovascolari e dal diabete di tipo 2.

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Perché potrebbe danneggiare la salute?

Olio di canola grassi
Il principale rischio associato all’olio di canola è quello cardiovascolare, in quanto potrebbe contenere grassi trans.

È importante tenere conto che i metodi di riscaldamento impiegati nel processo di elaborazione della canola, così come i metodi di cottura a temperature elevate, quali la frittura, hanno un impatto negativo sui grassi polinsaturi come l’ALA.

Oltretutto, durante l’esposizione alle alte temperature della fase di raffinamento, una piccola quantità di grassi insaturi dell’olio, in particolare i suoi grassi polinsaturi, si trasformano in grassi trans, il che riduce ulteriormente la presenza di acidi grassi omega-3.

I grassi trans sono nocivi persino se assunti in piccole dosi, motivo per cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiedere di eliminare questi grassi dagli alimenti, a livello globale, entro il 2023.

Per concludere, vi consigliamo di optare per il consumo degli oli vegetali solo se di origine biologica, evitando quelli manipolati geneticamente. In caso contrario, il loro consumo potrebbe nuocere alla salute.

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