Parmenide: chi era, contributi alla filosofia e frasi

Parmenide fu uno dei più famosi filosofi presocratici. Le sue idee e riflessioni sull'Essere hanno avuto un grande influsso sulle teorie filosofiche successive.
Parmenide: chi era, contributi alla filosofia e frasi

Ultimo aggiornamento: 08 aprile, 2022

Parmenide di Elea, antico filosofo greco, è considerato il padre della metafisica occidentale e il fondatore della scuola eleatica. Le sue principali riflessioni e gli insegnamenti sono stati estratti dalla sua unica opera scritta, il poema intitolato Sulla natura.

Questo grande pensatore difendeva l’idea secondo cui il movimento, la trasformazione e la varietà delle cose esistenti sono pura illusione. Esiste una sola realtà eterna: l’Essere.

Vediamo in che cosa consiste il suo pensiero e quali sono stati i suoi contributi più importanti alla filosofia.

Chi era Parmenide?

Il filosofo greco Parmenide nacque tra il 530 e il 515 a.C. nella città di Elea, colonia greca della Magna Grecia (l’attuale provincia di Salerno). Si sa poco della vita di questo pensatore poiché i documenti che abbiamo sono aneddoti e storie scritti dai suoi discepoli e da filosofi di epoche successive.

Si dice che fosse nato in una famiglia facoltosa e nobile, con incarichi politici. Fin da giovanissimo fu immerso nella vita politica e si ritiene che lui stesso abbia ricoperto cariche in Elea. A Parmenide sono state attribuite le prime leggi della città.

Nel corso della sua vita, Parmenide scrisse una sola opera, un poema filosofico intitolato Sulla natura, di cui si conservano alcuni frammenti e da cui sono stati ricostruiti il pensiero e gli insegnamenti.

Secondo alcune fonti, la sua formazione di filosofo iniziò con Senofane e proseguì con Aminia, pitagorico e maestro preferito da Parmenide. Tuttavia, altri riferimenti lo descrivono come discepolo di Anassimandro, uno dei più influenti filosofi naturali.

filosofi greci.
L’antica Grecia è stata la culla di filosofi e scuole che hanno forgiato il pensiero occidentale.

Filosofia e contributi di Parmenide

Dai frammenti conservati del poema di Parmenide si è dedotto il suo approccio razionale alla filosofia. Tra le sue riflessioni e contributi, spiccano i seguenti.

L’Essere, eterno e indivisibile

L’elemento centrale della filosofia di Parmenide è il concetto di Essere, eterno, immutabile e indivisibile. Le sue argomentazioni a sostegno sono le seguenti:

  • L’Essere non può essere stato creato, perché se così fosse, prima della sua creazione sarebbe stato un “non essere”, cioè non sarebbe esistito. E se qualcosa non esiste, semplicemente non è. Pertanto, l’essere è sempre esistito, è eterno.
  • L’Essere non cambia né si trasforma in alcun modo, perché se si trasformasse in qualcos’altro, allora non sarebbe più, cesserebbe di essere, quindi diventerebbe un “non essere” e questo è impossibile.
  • La divisione implica l’esistenza del vuoto, cioè del “non-essere”. Pertanto, è necessario che l’essere sia indivisibile, una singola unità. Per spiegare questa nozione, Parmenide ricorse all’immagine della sfera, in cui tutti gli spazi sono costituiti dalla stessa cosa e hanno la stessa dimensione. Così l’Essere è concepito come qualcosa che non può essere separato e che è uguale a se stesso in tutte le sue parti.

Questa posizione lo rese estremo oppositore del pensiero di Eraclito, grande filosofo presocratico secondo cui tutto nel mondo è in continua evoluzione.

Le strade per giungere alla conoscenza

Parmenide fu uno dei primi pensatori a riflettere sull’acquisizione della conoscenza. Secondo il filosofo esistono due sentieri:

  • La via della verità (alétheia), che si acquisisce attraverso la ragione e si occupa di ciò che è realmente. Pertanto, conduce alla vera conoscenza.
  • La via dell’opinione (dóxa), basata sulle illusioni generate dai sensi e dalle opinioni dei mortali, ci conduce a una conoscenza falsa e fuorviante e all’accettazione del non essere.

Per Parmenide, la via della verità cerca costantemente di riferirsi all’Essere, nominarlo e dargli tutta l’importanza necessaria. Poiché il suo accesso è ottenuto attraverso la ragione, pensiero e realtà devono coesistere armoniosamente, senza alcuna contraddizione o obiezione.

Il primato della ragione

Per Parmenide la realtà non si conosce attraverso i sensi, ma attraverso la ragione. Infatti, quando la conoscenza dipende dai sensi, si possono ottenere solo elementi destabilizzanti che riecheggiano un mondo in continua trasformazione.

In questo modo, la realtà che si mostra come risultato della percezione non esiste, è un’illusione. In altre parole, è un’apparenza della realtà.

Anni dopo, questo pensiero portò Platone a creare la sua dottrina filosofica delle forme e Aristotele a sviluppare la sua metafisica. Per questo motivo Parmenide è considerato da molti filosofi e filologi il fondatore della metafisica occidentale.

Parmenide concorre, quindi, con Aristotele al titolo di padre della logica, poiché utilizzò argomenti deduttivi e formulò il principio logico di identità e di non contraddizione.

Aristotele.
Le somiglianze con Aristotele risiedono nella deduzione logica che entrambi applicarono per trarre conclusioni.

Alcune frasi famose

Concludiamo con alcune delle migliori citazioni di Parmenide:

  • “Il cambiamento è illusione”.
  • “Lascia che la ragione decida da sola.”
  • “Non puoi riconoscere il non essere, non puoi parlarne, perché pensiero e non essere sono la stessa cosa.”
  • “Tutto quello che esiste è sempre esistito. Niente può nascere dal nulla. E quello che esiste non può essere trasformato in nulla”.
  • “Possiamo solo parlare di ciò che esiste e pensare a ciò che esiste. E ciò che esiste non è stato creato ed è imperituro perché è un tutto, completo e non soggetto a cambiamento. Non era o non doveva essere diverso da quello che è ora, unito, unico e continuo.
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