Peste polmonare: definizione e sintomi

· 13 Febbraio 2019
La principale causa di contagio della peste sono le punture delle pulci infettate dai ratti. Bisogna evitare il contatto con questi animali anche se sono morti. 

La peste polmonare è una patologia molto grave che ha causato diverse epidemie nel corso della storia con un elevato tasso di mortalità. Attualmente questa patologia è curabile.

L’epidemia di peste più grave della quale si ha notizia colpì l’Europa nel XIV secolo. La si conosce come la peste nera e causò la morte di circa 50 milioni di persone.

La peste polmonare è una forma di peste particolarmente grave. Se non viene curata in tempo, presenta un tasso di mortalità che in alcuni casi raggiunge quasi il 100%. Inoltre, è particolarmente contagiosa e scatena con facilità un’epidemia.

La peste

La peste è una malattia infettiva che colpisce sia gli animali che gli uomini. È causata dal batterio Yersinia pestis, presente nei roditori e nelle loro pulci.

 

Medico che fa una iniezione

Attualmente esistono diversi focolai di questa malattia in varie parti del mondo. La modalità di trasmissione più comune dagli animali agli esseri umani avviene tramite la puntura di pulci infette. Il contagio è possibile sia per contatto diretto che indiretto.

Esistono tre forme principali di peste:

  • Peste bubbonica. È la forma più comune. Il contagio avviene quando il batterio si introduce nell’organismo per mezzo di una puntura di pulce o attraverso un taglio o abrasione. Colpisce il sistema linfatico.
  • Peste setticemica. Quando la peste bubbonica non viene trattata e i batteri si accumulano nel flusso sanguigno, si produce uno shock settico. Questo causa la cosiddetta peste setticemica.
  • Peste polmonare. Si scatena quando il batterio raggiunge i polmoni. È la forma più aggressiva e se non viene trattata in fretta può condurre alla morte.

Scopri: Polmonite, tipologie e terapie

La peste polmonare

La peste polmonare è la forma meno comune, ma anche la più pericoloso. Si sviluppa in soli tre giorni. Per ridurre il rischio di decesso, deve essere trattata nelle prime 24 ore.

 

Batteri

Illustrazione in 3D di batteri resistenti agli antibiotici all’interno di un biofilm. Il biofilm è una comunità di batteri che sviluppano una resistenza agli antibiotici e comunicano tra di loro attraverso delle molecole.

Esistono tre modalità di contagio della peste polmonare. Il primo e più comune è il contagio da persona a persona, attraverso l’aria. Si verifica inalando i batteri diffusi nell’aria dalla persona infetta.

È inoltre possibile inalare il batterio, che si trova sospeso in minuscole gocce che si formano nel sistema respiratorio della persona infettata. Il contagio si verifica quando avviene un contatto prossimo e continuo con la persona o l’animale malato.

Allo stesso modo, la peste polmonare si verifica quando una persona affetta da peste bubbonica o setticemica non riceve un adeguato e tempestivo trattamento. In questo caso il batterio si muove arrivando ai polmoni e vi si stabilisce.

Potrebbe interessarti: Virus sempre più forti, per quale motivo?

I sintomi della peste polmonare

Il periodo di incubazione della malattia va da 1 a 7 giorni. Dopo questo lasso di tempo, la persona comincia a manifestare i primi sintomi, che sono gli stessi di uno stato febbrile acuto.

Appaiono sintomi come mal di testa, febbre improvvisa, brividi, debolezza, nausea, vomito e dolori generalizzati. È essenziale che la persona venga assistita e curata nelle prime 24 ore dalla comparse dei primi sintomi.

Per confermare che si tratti di peste polmonare, è necessario eseguire delle prove di laboratorio. Il metodo più indicato è prelevare e analizzare un campione di saliva per verificare la presenza del batterio Yersinia pestis. Si può effettuare anche una sieroconversione.

Altri dati interessanti

Quasi tutti i casi di peste setticemica o peste polmonare conducono a decesso. Un trattamento adeguato e tempestivo può ridurre il tasso di mortalità del 50%. Se ne deduce che è molto importante prevenire questa malattia.

Il mezzo principale per evitare la malattia è il controllo dei ratti. Bisogna evitare di venire in contatto con questi animali, anche da morti. Se una persona è infettata, bisogna attuare le misure di isolamento e prevenzione del caso.

Qualsiasi sospetto di un possibile focolaio della malattia deve essere comunicato senza indugio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda la vaccinazione contro la peste, poiché al momento attuale non disponiamo di nessuna prova che ne avvalli l’efficacia.

  • Prentice, MB, & Rahalison, L. (2007). Peste. Lancet. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(07)60566-2
  • Krishna, G., & Chitkara, RK (2003). Peste polmonare Seminari nelle infezioni respiratorie. https://doi.org/S0882054603000331 [pii]
  • Pechous, RD, Sivaraman, V., Stasulli, NM, e Goldman, WE (2016). Peste polmonare: il lato più oscuro di Yersinia pestis. Tendenze in microbiologia. https://doi.org/10.1016/j.tim.2015.11.008
  • Smiley, ST (2008). Difesa immunitaria contro la peste polmonare. Recensioni immunologiche. https://doi.org/10.1111/j.1600-065X.2008.00674.x
  • Titball, RW, & Williamson, ED (2001). Vaccinazione contro la peste bubbonica e polmonare. Vaccino. https://doi.org/10.1016/S0264-410X(01)00163-3
Guarda anche